testo a cura di Davide Cattaneo

TEATRO VICAR
testo a cura di Davide Cattaneo

Luogo: Vicar, Almeria
Committenza:
Regione Andalusia, Provincia di Almeria, Comune di
Vicar
Progettisti: Nicolás Carbajal, Simone Solinas, Gabriel
Verd
Progetto strutture: F. Duarte
Impresa di
costruzione:
Hispano Almeria
Cronologia
realizzazione:
Concorso: 2001
Progetto: 2002
Fine Lavori:
2007
Superficie costruita: 3542 mq
Costo
complessivo:
5.173.890 euro
Fotografie: Hisao
Suzuki, Roland Halbe

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ARCHITETTO

Nuovo spazio urbano

Il progetto di questo nuovo spazio scenico si trova a Vícar, uno dei villaggi
di colonizzazione del "Campo de Dalias" presso Almeria, realizzato negli anni
sessanta dai coloni dell'Alpujarra granadina. Un paesaggio pianeggiante, ai
piedi delle Montagne di Gádor, che si presenta come una singolare estensione
materiale plastica uniforme, una sorta di mare artificiale che si confonde nei
suoi limiti con quello reale.
Il lotto nel quale è stato realizzato
l'edificio era un vuoto rimasto dall'edificazione di differenti costruzioni di
uso pubblico: la scuola, il municipio ed il mercato municipale. La disposizione
di ciascuno di questi edifici all'interno del lotto genera spazi non
progettatti, senza forma, dispersi, quasi residuali. Cercare di stabilire un
nuovo ordine, dare a questa parte di spazio urbano un disegno omogeneo, è stata
una delle livee guida del progetto.
Considerate le dimensioni generose del
lotto, i progettisti, Nicolás Carbajal, Simone Solinas, Gabriel Verd, hanno
pensato a una disposizione dellinsieme che definisse in modo ottimale gli usi
propri dello spazio scenico ma che generasse al contempo spazi pubblici a
disposizione della cittadinanza; era necessario un ridisegno dell'insieme che
consentisse differenti possibilità di utilizzo degli spazi, che generasse uno
spazio versatile adattabile a qualsiasi funzione: le aule di prova, i patii,
l'ingresso, la piazza, la caffetteria ecc.
Più che un edificio isolato, si
tratta pertanto del progetto di una porzione di tessuto urbano, nel quale
manufatto architettonico e spazio pubblico abbiano la stessa importanza. Date le
caratteristiche tipologiche dell'edificio e le particolari condizioni climatiche
dell'area, particolare attenzione è stata dedicata alla creazione di spazi di
transizione fra esterno e interno, dentro o sotto l'edificio, nei quali fosse
possibile riunirsi, incontrarsi, assistere ad un evento.

L'edificio e lo spazio pubblico

L'intero complesso poggia su un basamento; l'intenzione è stata quella di
collocarlo su un piano elevato che possa sottolinearne la presenza e che riduca,
il più possibile, gli scavi necessari per il seminterrato. La transizione fra i
livelli è risolta tramite un sistema di rampe e di ampie scalinate.
Gli
accessi pubblici avvengono sotto il grande portico della facciata N-E e dalla
piazza antistante, un'area che permette da un lato il distanziamento necessario
dalle costruzioni che lo circondano e dall'altra l'assembramento di persone
durante l'orario delle rappresentazioni.
Zone di sole e d'ombra, pavimentate
o non, dove è possibile riunirsi o transitare durante il giorno o,
attraversandole, accedere agli spazi più interni e alla zona multiuso. Vicino al
vestibolo principale sono situate le biglietterie.
È stata data la priorità
alle viste di scorcio, incrociate, offrendo sempre una gran varietà di punti di
vista. La rampa dei veicoli si situa nell'estremo SE, nel punto più basso del
lotto.
Sempre su questo lato, la zona di carico e scarico permette anche
l'accesso alle quinte e alla zona scenica. A fianco, dalla calle Homero, si
trova l'accesso riservato al personale che conduce, dopo aver attraversato un
primo patio, ad uno più grande, non visibile dall'esterno che organizza e
distribuisce tutte le funzioni semipubbliche o private del teatro: le aree di
prova, i camerini, le zone di amministrazione...
Il vestibolo, asimmetrico
vista l'organizzazione del teatro, si alloggia sotto la mensola della gradinata
e invita lo spettatore a sostare in questo spazio, esibendo il grande volume
arancione della sala. Sul fronte, una vetrata dotata di sistema frangisole
attenua la luce e media la relazione con la piazza. Ai lati sono collacate le
scale, le toilette e la caffetteria, concepita con la possibilità di un uso
indipendente da quello del teatro. Le sequenze spaziali ed i rapporti visivi
sono elementi determinanti nell'articolazione dei volumi che compongono il
progetto. Nella definizione dei passaggi e dei collegamenti si è cercato di
ridurre il più possibile le gallerie, progettando spazi di accesso alla sala più
ampi e meglio illuminati.
La sala ha una capacità di quattrocento
spettatori. È composta da una gradinata continua (a pendenza variabile),
ritenuta ideale sia per questioni di visibilità che per il suo comportamento
acustico, poiché consente di evitare le zone sorde. Sopra la sala e lungo tutto
il perimetro si trova la galleria tecnica e la cabina di regia e proiezione.

La torre scenica, come fabbrica dell'immaginario, necessita di un
funzionamento perfetto; ciò si tarduce in un corretto dimesionamento di cisacuno
dei suoi elementi e nell'esatta organizzazione complessiva di tutte le sue
parti.
La struttura delle pareti e dei solai di cemento armato è pensata
come una grande lamina che si piega in tutte le direzioni, dando forma agli
spazi costruiti. Su di essa si sovrappose una seconda lamina, più fine e
leggera, di rame, che si adatta alle superfici coprendo la faccia esterna della
carcassa di cemento. Particolare attenzione è stata rivolta al formato delle
lastre, al loro orientamento, alla struttura, alla luminosità e all'ossidazione
della superficie. Oltre al rame naturale, sono state usate due leghe differenti
con altri metalli. Un materiale che cambia con la luce ed il trascorrere del
tempo dando un carattere proprio alla costruzione e potenziando ancor più la
rappresentatività dell'edificio in un luogo come questo, dove il carattere
collettivo si riflette nelle sue istituzioni. All'alba i colori sono più freddi,
nel corso della giornata le ombre si infrangono con forza sopra la sua
superficie e i riflessi sono molto potenti, mentre al tramonto si trasformano in
colori più caldi e rossastri, variando ancora una volta durante nella notte
verso le tonalità del verde e dell'azzurro.

Sostenibilità e risparmio energetico

Il teatro di Vicar, con le sue forme geometriche essenziali e pulite,
costituisce un esempio di come il linguaggio dell'architettura contemporanea si
possa combinare con i criteri della progettazione bioclimatica.
La scelta di
utilizzare un rivestimento esterno in rame, per l'involucro del teatro, viene
incontro ai criteri di sviluppo sostenibile. Il rame e le sue leghe risultano
totalmente riciclabili senza che questo processo di trasformazione comporti
un'alterazione delle caratteristiche chimico - fisiche originarie; ciò si
traduce in un notevole risparmio energetico e in una riduzione dei carichi
inquinanti a livello dei cicli di estrazione e di produzione della materia
prima. L'elevata durata nel tempo e la sua riciclabilità inoltre, fanno del rame
un materiale dal ciclo di vita (Life Cycle) chiuso e con un basso impatto
ambientale, che non da luogo a rifiuti da accumulare e smaltire nelle
discariche.
L'involucro del teatro offre delle buone prestazioni dal punto
di vista energetico. Gli elementi di rivestimento in rame e la sottostruttura
metallica di supporto costituiscono una camera d'aria (dello spessore di 5 cm)
tra il lato esterno e la parete in calcestruzzo armato, con un conseguente
aumento del potere isolante dei pannelli di lana di roccia (spessore da 3 a 5
cm) disposti sul lato interno. I valori di trasmittanza calcolati ( U = 0,52
W/m2K) risultano inferiori a quelli limite previsti dal nuovo Codigo Tecnico de
Edificaci?n per la zona climatica del comune di Vicar ( Ulim = 0,94 W/m2K).

Per evitare un surriscaldamento degli ambienti interni a causa dell'elevato
irraggiamento solare, le grandi aperture vetrate sono state protette con
opportuni sistemi di schermatura, come quello della facciata principale
costituito da lamelle fisse realizzate con una lamiera a reticolo in rame,
sviluppate verticalmente sino al livello della copertura.
E' stata studiata
anche la ventilazione naturale dell'edificio, prevedendo delle griglie di
aspirazione e degli infissi con aperture regolabili che consentono l'ingresso
dell'aria fresca dai patii interni, e dei lucernai apribili sul tetto che
favoriscono l'espulsione dell'aria esausta.

Premi e riconoscimenti

- Menzione onorifica nella "L Esposizione di Autunno". Accademia Reale
di Belle Arti di Santa Isabella di Ungheria. Siviglia, Spagna, 2001.

- Architectural Design Award e Award for Innovation concesso da The
Copper In Architecture. 13º Edizione. Londra, Regno Unito, 2007.
-  TECU
Architecture Award 2007 nella categoria Edifici Pubblici concesso da KME
Germania AG. Essen, Germania, 2007.
- Menzione del Premio
Internazionale DEDALO MINOSSE 2008 alla Committenza di Architettura. Vicenza,
Italia, 2008.
-  INTERNATIONAL ARCHITECTURE AWARDS 2008. Esposizioni in
Europa e USA. Chicago, USA, 2008.
- Opera selezionata per partecipare
all'esposizione organizzata dalla Spagna in parallelo al congresso
internazionale SUSTAINABLE ARCHITECTURE SB08. Seminario organizzato dall'Ist.
Spagnolo per il Comm. Estero (ICEX). Melbourne, Australia, 2008.
- 
Premio ARCO 2006-2007. Opera Finalista. Ordine degli Architetti Della Provincia
di Almería. Almería, Spagna, 2008.
- Premios SICE!2008. Sostenibilitá,
Innovazione, Qualitá nella Costruzione. Premio per l'utilizzo del rame nella
costruzione. CSCAE, Madrid, Spagna.
- SICE!2008. Premio alla
Sostenibilitá, Innovazione, Qualitá nella Costruzione. Menzione. CSCAE, Madrid,
Spagna.

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