a cura di Carlotta Eco




Un teatro-piazza dello studio sud'arch
a cura di Carlotta Eco

SCHEDA PROGETTO

Luogo: Pentadattilo, Comune di Melito Salvo (RC)
Committenza: Comune di Melito Porto Salvo (RC)
Progettisti: Studio Tecnico associato sud'arch
Responsabile del procedimento: Ing. F. Maisano
Impresa di costruzione: Iacopino Costruzioni s.r.l. San Lorenzo
Tempi progetto: 2005
Tempi di realizzazione: febbraio 2006 - gennaio 2007
Superficie intervento: 2200 mq
Superficie edificata: 60 mq
Costo complessivo: 300.000 euro
Fotografie: archivio sud'arch

Vedi la SCHEDA ARCHITETTO

Intro

La prima cosa che colpisce del bellissimo "Teatro Piazza" che si adagia sulle colline dell'antico borgo di Pentadattilo (RC) fondato intorno al 640 a.c., è l'analisi dei costi di realizzazione: trecentomila euro, il costo della ristrutturazione di un appartamento di lusso.
Con questo budget è stato possibile, non senza sacrifici da parte dello studio professionale e dell'impresa, creare uno spazio pubblico all'aperto, un teatro da 500 posti immerso nel paesaggio naturale dell'entroterra della costa ionica calabrese.

Pentedattilo visto dal terrazzo del teatro (1,2) il teatro piazza finito (3,4)

Un intervento naturale

Ma l'intervento incanta anche per la naturalezza con la quale si inserisce nel contesto naturale.
Inaugurato nell'aprile duemilasette con la messa in scena di una tragedia, il teatro rappresenta un nuovo luogo di aggregazione per il piccolo paese, completamente abbandonato negli anni Sessanta e solo ultimamente ripopolato presso un borgo a valle dell'antico centro. Utile anche per cerimonie religiose e incontri di associazioni, il teatro-piazza assume un significato particolare in un paese che, grazie alle iniziative di associazioni giovanili (fra cui addirittura la creazione di un "Pentadattilo Film festival") sta riacquistando vitalità e abitanti.

Il contesto paesaggistico

Il teatro sorge all'interno di una valle dominata da una rupe che ricorda le cinque dita di una mano, da cui il nome del borgo antico, circondata da colline interessate da un fenomeno di erosione. L'erosione conferisce alle colline la forma di creste dal profilo acuto, caratterizzando così la conformazione del paesaggio dell'area grecanica, poco distante dalla costa. A ridosso del monte roccioso si incastonano gli edifici del paese e ai suoi piedi, verso il borgo di recente sviluppo, già da tempo esisteva un terrazzo semi-artificiale. Posto a un'altezza di circa 250 metri, esso è ricavato dal taglio della cima di una cresta di collina e utilizzato dalla comunità per attività all'aperto. Il luogo si prestava quindi spontaneamente ad accogliere la nuova struttura architettonica.

 la terrazza naturale preesistente(1,2) il progetto prima (3) e dopo
l'intervento(4)

Il progetto: un teatro a terrazze

Lo studio "Sud'arch" ha redatto un progetto la cui forma in pianta assomiglia a un ampolla. Il collo dell'ampolla rappresenta il percorso di accesso principale che porta il pubblico direttamente nella piazza-palco. Sulla piazza si affaccia la cavea del teatro (a seconda del tipo di spettacolo esso può ospitare strutture sceniche e palchi di tipo differente). A partire dall'ingresso, un sistema di terrazzamenti progressivi si sviluppa su tre livelli differenti. Il pendio della cavea con i sedili sistemati a gradinata a semicerchio può accogliere 500 spettatori (una fascia di spazio ai piedi della cavea è riservata per la sosta di carrozzine per spettatori diversamente abili).

L'accesso dal paese (1) viste della cavea (2,3,4) 

L'ambiente come scenografia

Risalendo le scalinate in cima al teatro si trova un altro pianoro, uno spazio pensato come belvedere che si presta ad accogliere altri spettatori in piedi. Da qui si gode di una suggestiva vista panoramica: la visuale si apre a 360 gradi e spazia dal borgo antico alla vallata della fiumara S.Elia verso nord e est; e dal mar Jonio sino allo sfondo della costa della Sicilia occidentale, con il profilo dei monti Ebodi e dell'Etna, verso sud e ovest. L'unico corpo edilizio dell'intervento, alle spalle del palco, è pensato per i camerini, i servizi igienici e per i locali tecnici alloggiati nel sottosuolo. Gli accessi alla piazza teatro sono sostanzialmente due, una rampa pedonale ascendente che parte dalla viabilità del paese e una rampa discendente, che fiancheggia la platea, raggiungibile anche dalle auto. La particolarità geologica del luogo, dalle altitudini differenti, ha portato i progettisti a dover modificare e adattare in corso d'opera l'orografia e la forma del progetto, che era stato definito inizialmente su carta e studiato attraverso i modelli tridimensionali.

Gli scavi e la rimodellazione del terreno

Data la mancanza di aree di stoccaggio, la principale difficoltà di un cantiere posto su una collina scoscesa è la movimentazione della terra. Altro problema collegato è che la terra da togliere in alcuni punti doveva essere riutilizzata per raggiungere la forma del progetto in altre parti. Per questo è stato importante studiare attentamente la logistica delle aree di cantiere ma soprattutto decidere di non portare via la terra, operazione troppo complicata e onerosa, ma di riutilizzarla interamente in loco in parte, anche, come materiale edile per le pavimentazioni. L'atteggiamento calibrato nella definizione dei livelli e delle inclinazione del terreno, realizzata con i più semplici strumenti di misurazione - oltre a quello infallibile dell'occhio umano - ha portato a un risultato che concilia l'esigenza di creare uno spazio funzionale con quella di non alterare visivamente l'andamento delle curve delle colline. Grazie alla conformazione di roccia conglomeratica del sottosuolo, considerata stabile e compatta, il terreno è stato scavato con il martello demolitore e poi semplicemente battuto con macchinari di tipo tradizionale, come la pala meccanica, senza che si rendessero necessarie palificazioni di alcun genere. Per lo studio professionale, non è stato certo semplice realizzare un progetto dove l'ortogonalità rappresenta l'eccezione con imprese abituate a lavori edilizi più tradizionali. Solo una presenza quotidiana e continua in cantiere ha permesso di affrontare insieme all'impresa questa curiosa operazione di modellamento del terreno e le costruzioni seguenti.

gli scavi (1,2,3)le fasi di misurazione (4)

Materiali semplici e tecniche tradizionali

L'attenzione nella scelta dei materiali è volta all'integrazione con i colori del paesaggio e i materiali utilizzati per la realizzazione sono poveri e assemblati con tecniche edilizie del tutto tradizionali. Stiamo parlando di materiale terroso di cava, ottenuto appunto dagli scavi, stabilizzato con leganti cementizi e utilizzato insieme ai mattoni pieni per tutte le pavimentazioni. I campi di cemento sono interrotti dai segni di giunzione realizzati in mattoni di laterizio o con semplici listelli di legno. L'elemento più "forte" per impatto visivo è il nastro in acciaio pressopiegato, a guisa di lamiera grecata, che fa da parapetto sui lati due lati che si affacciano sulla valle. La superficie è stata ossidata in modo guidato per raggiungere il color ruggine desiderato, poi trattato con una vernice protettiva trasparente. Infine il legno di abete, tagliato in doghe, è il materiale utilizzato per realizzare una sorta di schermo che collega i due corpi edilizi in cemento armato dei camerini e funge da fondale al palco. Il legno è trattato con una vernice protettiva che gli conferisce un colore brunito. Infine il sistema di illuminazione, ridotto al minimo per rispettare le leggi sull'inquinamento luminoso, è costituito principalmente da faretti segnapasso inseriti nelle alzate delle gradinate.

getti delle scalinate (1,2) e delle rampe (3) sistema d'illuminazione (4)

Il sistema a verde

Alla sistemazione dei terreni, che prevedeva un'attenta progettazione delle canalizzazioni delle acque meteoriche, è seguito un ripristino e una progettazione del verde. I ripidi declivi laterali andavano rinforzati e protetti dall'erosione attraverso la nuova vegetazione. Alla piantumazione si è accompagnato l'utilizzo di biostuoie antierosione, cioè teli di iuta posti a protezione dei versanti. Nella prima fase di crescita delle piante, essi costituiscono un rivestimento uniforme che nasconde la superficie frastagliata dei terrapieni di nuova formazione. Circa la scelta, sono state utilizzate essenze autoctone quali ginestre, rosmarino e fichi d'india, piante che trovano nei terreni rocciosi, secchi e battuti dal sole il loro habitat ideale.

il parapetto in ferro (1,2) le scarpate laterali da piantumare (3,4)

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