Accumuli

Autore testo: Manuela Ena

Gli accumuli secondo le norme e le codificazioni dell'UNI (Ente Nazionale di codificazione) sono definiti come l'insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio a cui è demandata la funzione di contenere un prefissato volume di acqua in deposito per soddisfare le richieste di erogazione degli utenti.
Gli accumuli possono essere sia fuori terra che interrati; nel primo caso fanno parte integrante di questa classe di elementi tecnici anche i supporti di fissaggio al suolo dei serbatoi; nel secondo lo sono i lavori di scavo, di riempimento e quelli per la formazione di una bocca d'accesso.
Il tratto di tubazione di adduzione dell'acqua dall'accumulo alla macchina idraulica è compreso in questa classe di elementi tecnici insieme alle opere ad esso accessorie.

Gli accumuli sono i serbatoi.
I serbatoi di forma quadrata o circolare, di lamiera zincata oppure di materia plastica (moplen o isopropilene; PVC).
Ogni materiale presenta vantaggi e svantaggi:
la lamiera zincata resiste abbastanza bene alla ossidazione ed è abbastanza leggera, ma ha bisogno di periodiche revisioni specie agli attacchi con le tubazioni;
le materie plastiche sono ancora in fase sperimentale. È da ricordare che il moplen a temperature basse (+5) diventa fragile e che il PVC varia, col tempo, le caratteristiche meccaniche, (dopo qualche mese il carico di rottura a trazione passa da 500 a 50 Kg/cmq);
il cemento è pesante e spesso per azioni di ritiro le pareti sottili presentano delle lesioni capillari.

I serbatoi vengono collocati in apposite cabine idriche, su solette o incastellature sollevate dal pavimento di almeno 0,5 m; questo anche per aumentare la quota di caduta rispetto al rubinetto più prossimo, oltre che per ispezionare facilmente i fondi ed evitare infiltrazioni di acqua per perdite non visibili.
Le cabine idriche si installano ovviamente nei punti più alti dell'edificio.
I serbatoi sono dotati di tubo di adduzione, tubo di troppopieno o sopravanzo, tubo di presa o deduzione e tubo di scarico. Il tubo di presa è posto più alto del fondo, dove invece è sistemato il tubo di scarico, che serve per svuotare completamente il serbatoio e per allontanare gli eventuali depositi che si siano formati nella zona compresa fra la presa e lo scarico.

La capacità dei serbatoi viene determinata in funzione del diagramma dei consumi orari dell'impianto. I serbatoi possono essere di riserva o di compenso: i primi servono ad accumulare l'acqua per erogarla nei momenti in cui manca nelle condotte urbane (chiusura totale dell'erogazione per guasti, lavori, ecc); i secondi per accumulare l'acqua ed erogarla nei momenti in cui vi è forte consumo e sono generalmente inseriti in impianti di sollevamento con pompe. Nel primo caso la capacità del serbatoio è pari almeno al consumo di una giornata; nel secondo essa si determina in base ai diagrammi di consumo, in cui in ascissa sono riportate le ore e in ordinata i consumi complessivi sommatisi nelle varie ore (in mc). Il diagramma è in genere a scalini e se il consumo fosse costante nelle 24 ore si avrebbe una retta che unisce l'inizio con la fine del diagramma (diagramma teorico). La massima ordinata fra il diagramma di consumo reale rilevato e quello teorico ci da la capacità teorica del serbatoio, di compenso. Tutte le capacità trovate vengono aumentate del 25%.
 
Fonte testo
Vito Giorgio Colaianni, Impianti tecnici dell'edilizia, Ed. Francoangeli, Milano, 2000.
 
Fonte disegno
Costruire a regola d'arte. Impianti idrosanitari.
 
Autore disegno
Giovanni Fortenio

IMPIANTO IDROSANITARIO ACCUMULI

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