Intervista – Tratta dal numero 226 di CE International, l'intervista al designer Chiaki Murata. La poetica delle sfumature monocromatiche sulla materia da rivestimento, raccontata dal pensiero progettuale giapponese.

AP. Ci racconti in poche battute il suo lavoro e cosa pensa del design italiano.
CM. Nonostante la mia principale attività sia progettare oggetti di uso comune, curo la direzione artistica per diverse aziende, per questo il mio lavoro spazia dallo studio dell'interfaccia, al branding, al packaging. Mi affascina progettare oggetti quotidiani come prodotti per la casa e la cura del corpo, elettrodomestici, stationery. Sono un grande appassionato di design italiano e ho da sempre ammirato personalità come Mendini, De Lucchi, Sottsass e Branzi, teorici e promotori del design italiano degli anni Ottanta. Mi piacerebbe lavorare in Italia, è un sogno che sin da giovane sto cercando di realizzare.

AP. Lei lavora molto sugli oggetti quotidiani e anche le piastrelle ceramiche appartengono a questo livello di lettura, come le interpreterebbe? ci faccia uno schizzo di un progetto per una superficie.
CM. In Giappone non possediamo una cultura delle superfici ceramiche, e ciò che viene prodotto attualmente si limita a stampe e imitazioni di piastrelle europee, di livello molto scadente. Nelle case tradizionali giapponesi, il legno e i suoi derivati sono gli elementi predominanti: di legno sono la struttura e il pavimento, di paglia i tatami e il rivestimento del tetto, di carta le pareti scorrevoli. I tatami, le stuoie che rivestono i pavimenti nelle case tradizionali, sono gli elementi più simili al concetto di piastrella, nonostante negli anni non abbiano subito alcun processo di evoluzione o trasformazione. Penso che nel processo di progettazione di una superficie il punto fondamentale sia scoprire il corretto rapporto di interazione tra il materiale, l'architettura e chi usufruirà dello spazio finale. Lo schizzo che ho disegnato è per un esterno, ricorda la terra o un prato su cui trascorrere una giornata di primavera. Immagino un finissimo strato di pioggia che ne bagna la superficie, che crea un effetto grafico irregolare, che cambia nel tempo, che interagisce con la luce del sole e gli elementi naturali. La semplicità di una finitura monocromatica e le sfumature di colore create dal gioco di luci e di ombre, mi trasmettono un senso di naturale trasformazione, una sensazione di tranquillità, quasi meditativa, amplificano le mie capacità sensoriali e  irrazionali.

AP. Quale materiale crede sia più attuale nel rivestimento per gli interni?
CM. La categoria dei tessuti 3D è sicuramente quella più attuale e interessante. La loro applicazione nel design degli interni è ancora in una fase sperimentale, sicuramente non matura. Tuttavia l'applicazione di questa tecnologia nei materiali da rivestimento potrà permettere sia vantaggi di tipo funzionale, come l'isolamento termico, sia soluzioni estetiche ancora inesplorate.

AP. Esistono materiali di rivestimento fino a poco tempo fa usati solo in Giappone e che oggi sono diventati internazionali?
CM. Penso che il modo di interpretare il cemento armato da parte di Tadao Ando possa essere il miglior esempio di rivestimento giapponese: nella Casa Azuma (Osaka, 1976) e nella casa Koshino (Ashiya, 1982) l'uso del calcestruzzo, come struttura e come rivestimento, è diventato il simbolo della sensibilità giapponese moderna a livello internazionale. L'uso di un materiale povero il cui l'unico ornamento sono le ombre create dalla luce che sfiora le superfici levigate e le cesellature, creando quel senso di continuità e integrazione degli ambienti tipico delle sale da the e delle case tradizionali giapponesi.  



Profilo


Chiaki Murata è uno delle personalità più interessanti nel panorama del design giapponese moderno. Ingegnere presso il Design Center della Sanyo Electric, è da subito affascinato da un approccio al progetto basato sullo studio dei comportamenti e delle percezioni legati ai gesti quotidiani. Nel 1986 fonda ad Osaka lo studio Hers ed il proprio brand Metaphys. Elabora una filosofia progettuale basata sulla ricerca del significato del design negli oggetti quotidiani e sul ruolo del designer nel processo industriale. Riceve negli anni numerosissimi riconoscimenti, collabora con le più prestigiose aziende e università del Giappone. I prodotti che meglio rappresentano la sua filosofia sono le lampade Hono e Susuki (Metaphys) mentre il prodotto di maggior successo è la Xbox 360 (Microsoft).


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