Conferenza – A Roma il 19 maggio 2009 la Casa dell’Architettura ha ospitato la conferenza "Design for All: il design per la diversità umana"

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“La forma segue la funzione”, la famosa frase di Luis Sullivan, potrebbe essere lo slogan della conferenza tenuta a Roma dall'associazione DfA, design for all, che da anni anima il dibattito per portare i progettisti/designer di tutto il mondo e di ogni campo a costruire “cose belle”, facili da usare e al servizio di tutti. I relatori che si sono avvicendati hanno insistito tutti sulla necessità di progettare ponendosi sempre dalla parte dell'utente, ma non dell'utente medio, figura inesistente, ma dell'utente reale, considerato in tutte le sue diverse manifestazioni. Creare in questo modo è una sfida per il designer, ma risulta più corretto sia dal punto di vista progettuale che economico e sociale. Produrre cose belle che soddisfano varie esigenze evita la produzione di tanti oggetti “diversi” per tutte le “diversità”.

Diversità non come eccezione ma come regola
DfA Italia è nato nel 1994 come Istituto Italiano per il Design e la Disabilità (IIDD) per favorire l'inserimento sociale delle persone disabili attraverso il progetto. Nel corso degli anni ha spostato il suo centro d'attenzione dalla progettazione per la disabilità al “Design for All”, un approccio progettuale olistico (dal greco "holon", cioè tutto). Operativamente questo significa realizzare cose che siano utilizzabili dalla maggior parte degli utenti senza dover apportare alcuna modifica o, in subordine, che siano facilmente adattabili, in funzione delle diverse abilità.
Ognuno di noi nella propria vita attraversa fasi diverse o può incappare in eventi che cambiano abitudini ed esigenze. Tutti siamo stati bambini, possiamo avere bambini, possiamo portare carrozzine, possiamo romperci un piede, possiamo finire sulla sedia a rotelle: tutti, se la sorte ci è stata benevola, diventiamo anziani.

No alla lista di nozze!
Altra sfida per il progettista, creare cose “belle e utili” evitando il “bello e inutile”; per intenderci, evitare oggetti stile “regalo di nozze”, splendidi (non sempre!), ma che si mettono nello scaffale più alto perché inutilizzabili. «L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso…» diceva G.B. Shaw, ma molti professionisti rischiano di cadere nell'errore del “so già cosa vuoi” ed evitano di sporcarsi le mani scendendo “in campo” a parlare con i fruitori. Invece anche un addetto alle pulizie di un edificio può dare suggerimenti utili sulla sua ergonomia. Tenendo conto che, nell'ambito architettonico, il costo progettuale non è il maggiore che si sostiene, quanto piuttosto il mantenimento e la gestione dell'opera, trovare soluzioni che ottimizzano la manutenzione consente ingenti risparmi economici nel tempo.

Basta al nuovo per forza!
Altra indicazione, rompere la perversa situazione che obbliga le aziende che vogliono restare sulla cresta dell'onda, a creare ogni anno qualcosa di nuovo che attiri le riviste di settore, quando magari non ce ne sarebbe nessun bisogno. Questo con costi altissimi. Nuovo, bello, efficiente ed efficace è stato quello che hanno fatto ad esempio in Fillandia con l'esperienza Nokia, azienda che, dopo la caduta del muro di Berlino (e quindi del mercato di sbocco sovietico), ha risollevato le sorti del paese. Ma bisogna innovare per migliorare non perché lo impone la logica del mercato altrimenti si rischia di non riuscire a ricoprire i costi sostenuti.

Marchio di Qualità DfA
In occasione della conferenza è stato presentato il Marchio di Qualità DfA. Il nuovo marchio nasce dalla necessità di offrire ai committenti una solida garanzia della qualità dell'operato del professionista.
Questo strumento si integra nell'attività dell'associazione che collabora con Istituti nazionali ed esteri; aderisce e partecipa ai programmi della Unione Europea in favore dell'integrazione sociale dei bambini, anziani, persone disabili, attraverso il progetto; promuove studi e ricerche sui vari aspetti del design con particolare attenzione ai bisogni delle persone con problemi fisici, sensoriali o cognitivi; sensibilizza Istituti pubblici e privati, Enti governativi e pubblica opinione; organizza incontri nazionali e internazionali per favorire scambi di esperienze; organizza corsi e seminari per studenti, per professionisti e utenti; patrocina e organizza concorsi (Premio Internazionale alla committenza, Dedalo Minosse) e mostre di design e architettura; pubblica e diffonde informazioni.

Design for All Italia è aperto al contributo di tutti coloro che desiderano partecipare alle sue attività: dai progettisti (architetti, ingegneri, designer, grafici, architetti d'interni, ergonomi...), professionisti (sociologi, psicologi ambientali, medici, avvocati), esperti in problematiche del Design for All sino alle scuole, aziende, amministrazioni, enti, associazioni.

Alla Conferenza hanno partecipato:
Amedeo Schiattarella, Presidente, Ordine degli Architetti di Roma

Paolo Favaretto, Presidente ADI Nord Est e past President, Vicepresidente DfA Italia
Marcella Gabbiani, Presidente DfA Italia
Avril Accolla, Vicepresidente EIDD - Design for All Europe, DfA Italia
Pete Kercher, Ambasciatore EIDD - Design for All Europe

Daniela Gilardelli, responsabile marchi DfA
Luigi Bandini Buti, Politecnico di Milano, Segretario DfA Italia

Carlo Branzaglia, Responsabile Design Center Bologna, Responsabile Comunicazioni DfA Italia
Stefano Salvi, Presidente ADI Centro
Fabrizio Vescovo, Università La Sapienza
Dino Angelaccio, Università di Siena
Maurizo Capelli, Borghi Autentici

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