Edificio direzionale "Nordestuno" a Mestre  

Luogo: Mestre, Venezia
Committenza: Immobiliare Nordestuno s.r.l
Progettista Architettonico: ODB Ottavio di Blasi Associati, Paolo Simonetti, Daniela Tortello, Stefano Grioni,  Maurizio Cardenas, Marzia Roncoroni
Progetto strutture: Favero & Milan Ingegneria
Impresa di costruzione: Edil 2001
Tempi progetto: 1997 - 2000
Tempi di realizzazione: 2000 - 2002
Superficie coperta ristrurutturata: 9.900 mq
Volume costruito mc: 40.425
Costo complessivo: Euro 6.645.455
Fotografie: Favero & Milan Archives, Archivio ODB

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Dove
A Mestre, un vecchio deposito industriale a due piani fuori terra degli anni Settanta, situato nei pressi di un canale della laguna veneta, è stato riconvertito in un centro direzionale. Un'operazione di restyling che, a partire dalla struttura esistente in cemento armato, ha trasformato l'edificio grazie all'inserimento sulla facciata di un materiale nuovo: il cotto veneto.

Lo studio
Lo studio chiamato a progettare questo intervento è stato il milanese ODB Ottavio di Blasi Associati, una società di ingegneria e di servizi tecnici che da vent'anni opera nel campo della progettazione architettonica, spaziando dalla pianificazione urbanistica ai complessi edilizi, dalla pianificazione residenziale a quelle commerciale e industriale sino al product design.

Il nuovo assetto distributivo
Il cliente, una società immobiliare, richiedeva oltre a una nuova veste , una completa libertà e flessibilità distributiva all'interno. Per rispondere alle esigenze del nuovo assetto, si è fatto ricorso alla creazione di una maglia in acciaio interna alla struttura in cemento armato. Così è stato possibile modulare gli spazi secondo cinque diverse tipologie distributive di uffici.
Le singole unità immobiliari variano da un minimo di 112 mq sino a un massimo di 825 mq per una superficie totale a piano di 3300 mq.
Per garantire un'illuminazione naturale a tutti gli ambienti è stata poi realizzata una corte interna grazie all'eliminazione del modulo centrale della copertura del corpo rettangolare. Infine, per rendere autonome le singole unità immobiliari e quindi permettere la vendita frazionata sono stati realizzati quattro vani scala indipendenti.
L'autonomia dei singoli uffici ha determinato alcune scelte impiantistiche: ogni frazione è stata munita di una propria macchina frigorifera, esterna alla parete in vetro di facciata (in posizione aerata) sotto il piano di calpestio dei ballatoi seppure non visibile dall'esterno.

La facciata ventilata in laterizio
L'intervento progettuale si caratterizza per la creazione di una nuova "pelle" dell'edificio che, inserendosi nelle campate della struttura preesistente in cemento armato, ne modifica completamente l'aspetto estetico e lo arricchisce di nuove funzioni. Il rivestimento, infatti, è composta da un intelaiatura metallica che sorregge dei pannelli in acciaio, i quali, a loro volta, contengono elementi estrusi, orientabili, realizzati in cotto veneto: si tratta di lamelle ricurve, dalla sezione a forma di goccia, forate longitudinalmente, che possono essere mosse e diversamente orientate grazie all'impiego di tondini in ferro. Gli elementi in cotto sono stati preassemblati a terra su telai metallici e, quindi, posizionati in facciata. Una tecnica di montaggio a secco che porta sempre riduzione di costi di costruzione e facilità di manutenzione. Ogni elemento in cotto è attraversato da un ulteriore, piccolo tondino di 2 mm di diametro, che, in caso di rottura, impedisce la caduta delle lamelle di rivestimento garantendo, in tal modo, le necessarie condizioni di sicurezza. Per quanto concerne la manutenzione e la pulizia dei serramenti, essa è stata resa possibile grazie a una serie di camminamenti in legno, posti fra le vetrate e la struttura in cotto.

Tecnologia e tradizione
Le due differenti posizioni delle lamelle, orizzontale e verticale, "chiudono" e "aprono" la facciata e regolano l'ingresso della luce nell'edificio a seconda dell'orientamento rispetto all'asse eliotermico. Le facciate rivolte a est e a ovest sono più chiuse e meno permeabili alla luce, mentre quelle a nord e a sud sono più aperte. La soluzione tecnica scelta introduce da un punto di vista architettonico un nuovo "ordine" all'interno del ritmo introdotto dai pilastri bianchi della struttura portante in cemento armato, il cui colore bianco è stato ottenuto grazie al rivestimento in lamiera di alucobond. Le campate interne, invece, sono rosse (il colore del cotto): un esplicito riferimento alla tradizione veneziana. La superficie interna alle campate creata attraverso la parete ventilata si articola e si modula seguendo il ritmo determinato dal movimento delle lamelle stesse; anche in questo caso il riferimento è esplicito: richiamare la trama articolata delle murature in laterizio. Oltre a modulare la luce del sole proteggendo gli uffici retrostanti, il brise soleil svolge anche una funzione di schermo: non solo nasconde gli impianti di condizionamento fissati in facciata ma copre il ballatoio di collegamento perimetrale di tutto l'edificio.
Così, grazie alla "rilettura" dell'impiego del cotto, integrata con soluzioni strutturali e tecnologiche funzionali alle richieste, i progettisti hanno potuto rispondere alle esigenze della committenza mantenendo un costante e continuo riferimento, non solo ornamentale ma realmente strutturale, alla tradizione costruttiva veneta.