Biesbosch Museumeiland a Werkendam (Paesi Bassi) – Studio Marco Vermeulen

Da piccole strutture esagonali a un’ampia struttura poligonale che reinventa un paesaggio antropico fortemente integrato al paesaggio: piramidi verdi e grandi vetrate emergono tra lingue di terra e di acqua articolando i nuovi spazi. La permeabilità è massima: movimento, luce, acqua e vegetazione si fondono in un continuo rimando fra interno ed esterno

Musei e architettura costituiscono un binomio sempre più vincente e, diffusamente nel mondo, nuove strutture avveniristiche o solo intelligentemente innovative sono divenute motore di rinnovata qualità ambientale e attrattività anche turistica. L’ultimo convincente esempio è il Biesbosch Museum, per anni piccolo museo sperduto nella vasta pianura olandese a sud di Rotterdam, e oggi nuovo e attrattivo centro operativo dell’omonimo Parco Nazionale (9.000 ettari) e vasta area di conservazione idrica (4.450 ettari) di interesse nazionale. A pochi mesi dalla sua inaugurazione ha già totalizzato più visitatori degli anni precedenti, destinati ulteriormente a crescere questa estate quando sarà completato l’intero parco museale all’intorno.

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

Il progetto è dello Studio Marco Vermeulen di Rotterdam, fortemente orientato ai temi della sostenibilità e compatibilità paesaggistica, che trasforma, in soli otto mesi, le originarie piccole strutture esagonali in una più ampia struttura poligonale di oltre 1.300 metri quadri che, non solo amplia volumi e funzioni disponibili (nuovi spazi espositivi, laboratori, teatro/cinema, zone ristoro), ma reinventa un paesaggio antropico resiliente fortemente integrato all’ecosistema umido di boschi di salice, canneti, canali e ruscelli, polder, con un grande progetto di paesaggio (seconda fase, in via di ultimazione) che ridisegna l’intera Biesbosh Island.

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

Il risultato è un progetto di land art fatto di piramidi verdi e grandi vetrate che emerge tra lingue di terra e di acqua articolando spazi interni ed esterni di accoglienza, conoscenza ambientale e nuova socialità. La permeabilità è massima, di movimento, di luce, di acqua, di paesaggio, percepibile anche da un’apposita lunga passerella che corre alta tra i tetti verdi.

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

Il progetto è fondato su un approccio sostenibile che informa l’intero processo creativo, dall’idea alla attuazione, sino ai dettagli costruttivi e tecnologici. Riutilizzo dell’esistente e polifunzionalità di spazi e materiali determinano struttura, impianti, paesaggio. Per minimizzare tempi, costi, interferenze, Marco Vermeulen non demolisce ma adatta l’esistente, dando nuova forma/funzione a museo, strade, isola, acque, e vi integra efficienza energetica e d’uso, combinando ampie visuali con finestrature a taglio termico, confort ambientale con climatizzazione integrata tra riscaldamento a biomassa e raffrescamento ad acqua (entrambe risorse locali), coibentazione “verde” dell’intera copertura, recupero e riciclo delle acque sino alla depurazione con finissaggio “a salici” e un mulino lungo il fiume come generatore di corrente. Il tutto integrando innovazione tecnologica e antichi saperi locali, che divengono essi stessi museo/vetrina della storia e cultura materiale del Parco.

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

La grande copertura verde ne è un esempio: realizzata con modalità artigianali taylor made che portano sui tetti il manto erboso circostante, caricandovi sacchi di terra (in guisa di grosse tegole) e poi sementi, integrando tecniche di ingegneria naturalistica e architettura spontanea.
All’interno ancora forte integrazione tra innovazione e tradizione: struttura planivolumetrica minimale e monocromatica che, rompendo parzialmente gli undici esagoni preesistenti, distribuisce al piano terra reception, ristorante, esposizioni temporanee e permanenti, auditorium, biblioteca e servizi e, al piano superiore, gli uffici amministrativi del Parco e della Commissione Forestale Nazionale.
Oltre le vetrate, il museo si fonde con il paesaggio, in modo particolare verso la terrazza e il parco a sud anche mediante il fil bleu del canale d’acqua che, dalla hall, scorre verso il parco raccogliendo anche le acque di un altro piccolo canale che scende dalle “colline” sul tetto costeggiando la passerella.

Anche gli arredi (disegnati dallo stesso Studio Vermeulen) e gli allestimenti interni (curati dallo Studio Joyce Langezaal) richiamano per forma e materiali la vegetazione, i ruscelli, i campi all’intorno, come anche lo shop e il ristorante che propongono prodotti locali e biologici in una full immersion di educazione ambientale anche subliminale.
Tutto il Museo si protende verso il paesaggio circostante: a nord, su aree sottratte alle acque, con un vasto parcheggio contiguo alla strada di accesso, a ovest con un sistema di pontili e approdi per le escursioni in barca nel parco e a sud, oltre la grande vetrata, con una terrazza che affaccia sul vasto Freshwater Tidal Park, realizzato sulla parte di isola appositamente rimodellata per farne un parco di acqua dolce, tra nuovi canali e percorsi che presentano la diversità floristica e faunistica locale in funzione dei diversi livelli di marea.
Il paesaggio naturalistico diviene anche gioco interattivo con Biesbosch Experience, modello in scala del Parco che spiega con mini polder, dighe e canali la gestione locale delle acque consentendo ai visitatori di modificare portate e livelli azionando leve e sbarramenti, come hanno fatto per secoli gli abitanti della zona. Più oltre, al di là del fiume, l’open air museum prosegue nel Griend tra boschi di salici e capanni di canna e giunco (le colture antiche tipiche dell’area) per una ulteriore esperienza sensoriale e di conoscenza della secolare storia del paesaggio locale.

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

Biesbosh Museum Island è il progetto per un museo di paesaggio che non punta al contenitore straordinario ma al contenuto che diviene esso stesso forma, narrante e coerente. È un progetto di innovazione sostenibile e di rigenerazione paesaggistica che riesce a riconvertire uso, attrattività ed economia a partire dal luogo stesso, vero protagonista dell’offerta culturale. Il Biesbosch Museum Island rispecchia la società cui appartiene (da secoli dedita alla consapevole gestione del paesaggio) e ben esemplifica la reale fattibilità di gestioni win win sostenibili e circolari che coniugano uomo e natura nel rispetto delle rispettive risorse.

Scheda progetto
Architectural design: Studio Marco Vermeulen
Cliente: Biesbosch Museum
Data: Giugno 2015
Area: 1.300 mq
Costo: 3 milioni di €

(Photo by Ronald Tilleman)

(Photo by Ronald Tilleman)

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