Cantiere del nuovo Museo Egizio di Torino – Isolarchitetti

musei –

L’intervento di riqualificazione del Museo Egizio di Torino ha lo scopo di trasformare l’assetto dell’antico edificio situato nel centro storico di Torino e renderlo più funzionale per garantire la massima fruizione delle opere.

per video museo egizio di tornio climaveneta

Posto all’interno del palazzo dell’Accademia delle Scienze,
il Museo Egizio di Torino è uno dei musei più famosi e importanti di tutto il
panorama culturale italiano. È stato questo il punto di partenza per il
progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione iniziato nel 2007, e che
vedrà la fine con i primi mesi del 2015, che consentirà una migliore fruizione
di tutte le opere esposte e con la riapertura integrale al pubblico degli spazi
della Galleria Sabauda.
L’intervento, commissionato dalla Fondazione Museo delle
Antichità Egizie
, oltre a porsi come una necessaria tappa di riammodernamento
della struttura, per migliorare l’esperienza dei numerosissimi visitatori,
vuole essere un importante passo avanti verso un aspetto, come quello della
sostenibilità ambientale, sempre più sentito a livello Europeo. “Uno degli obiettivi principali è stato
quello della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico
– spiega Andrea Conci, RUP Fondazione Museo delle Antichità Egizie
di Torino
da
cui derivano alcune importanti scelte impiantistiche, come quella dell’utilizzo
di pompe di calore di ultima generazione. Queste consentiranno di non immettere
in atmosfera circa 200 tonnellate di anidride carbonica
e di risparmiare,
rispetto ad un impianto tradizionale, circa 80.000 € di consumi su base annua
”.
Dal punto di vista architettonico la proposta
progettuale si è basata principalmente sull’applicazione delle strategie
espositive più avanzate, coniugando tali esperienze con le specificità
dell’edificio guariniano e del tessuto urbano torinese. L’idea
progettuale, proposta dal raggruppamento Isolarchitettiè stata quella di riaprire integralmente il museo al pubblico con tutte
le sale della Sabauda
– spiega l’architetto Saverio Isolae portare i
visitatori ai piani attualmente non visitabili. Inoltre trasferire i visitatori
dall’atrio, dove attualmente si concentrano, attraverso il cortile e farli
scendere in uno spazio ipogeo, che diventerà la grande hall d’accoglienza, con
la biglietteria e tutti i servizi necessari
”.
Partendo dalla hall d’ingresso, la distribuzione
dell’impianto museale è stata concepita sfruttando un modello già sperimentato
in diversi casi analoghi, seguendo un andamento “dall’alto al basso” che
porterà il pubblico alla scoperta delle collezioni partendo dall’ultimo piano e
tornando all’ingresso. Gli allestimenti, nati dalla collaborazione con il
famoso scenografo Dante Ferretti, sono stati pensati ispirandosi all’opera di
Guarini, mantenendo un certo carattere aulico degli spazi e insediando in essi
delle funzioni museali primarie.
Il cuore tecnologico di tutto l’edificio è la centrale termo-frigorifera
ipogea, posta sotto la nuova hall e composta da 3 pompe di calore reversibili FOCS2-W/CA-E H 3001 di Climaveneta, alimentate da fonte geotermica per la generazione di acqua calda e fredda. Il sistema “realizza una
produzione di energia termica frigorifera ad altissima efficienza sia nel
periodo invernale che estivo
- sottolinea l’ingegner Giuseppe Bonfante, PROECOconsentendo
il rispetto della direttiva RES (Renewable Energy Sources, ndr) e nello stesso
tempo un ritorno dell’investimento in tempi relativamente brevi: circa 7 o 8
anni
”.
Un traguardo raggiunto anche grazie ad un sistema
sotterraneo di volani, posto al di sotto del secondo piano interrato,
consistente nello sfruttamento di due vasche che usano l’acqua di falda per
prelievo e restituzione. Come racconta l’ingegner Massimo Rapetti – AD di
PRODIM
una necessità dovuta al fatto che
la provincia ha autorizzato una portata di acqua limitata (circa 50 l al
secondo), mentre nei momenti di punta l’impianto avrebbe richiesto una maggior
portata. In questo modo durante tutta la giornata la vasca dell’acqua di pozzo
viene in parte svuotata e quella di restituzione viene riempita
”.
Questa soluzione ha permesso di rendere l’edificio storico
del Museo Egizio adeguato ai più elevati standard di risparmio energetico,
previsti per gli edifici di nuova costruzione.

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scheda progetto

luogo: Torino

cliente: Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino

progetto architettonico: Isolarchitetti (capogruppo); C. Aymonino; P. Marconi; D. Ferretti, ICIS s.r.l.

progetto restauro architettonico: P. Marconi, G. Battista, M. Grimaldi

progetto restauro artistico: M. G. De Monte

progetto allestimenti: D. Ferretti, Isolarchitetti, ICIS

coordinamento lavori: M. Turvani (ICIS)

impresa (appalto principale): ATI Zoppoli & Pulcher Spa (mandataria), Nicola Restauri Srl (mandante)

progetto strutture: ICIS; S. A. Accotto

impianti tecnologici: Itaca S.p.a., PROECO s.s.

tempi di progettazione: 2007 – 2008

tempi di realizzazione: 2008 - 2015 (previsti)

scheda studio

Studio: Isolarchitetti Srl

Indirizzo: Via Mazzini, 33

Città: 10123 - Torino

Telefono: 011 8159159

Fax: 011 5691654

e-mail: studio@isolarchitetti.it

www: www.isolarchitetti.it

scheda azienda

Nome: Climaveneta Spa

Indirizzo: via Sarson, 57/c

Città: Bassano del Grappa

Cap: 36061

Provincia: VI

Regione: Veneto

Telefono: 0424 509500

Fax: 0424 509509

e-mail: info@climaveneta.com

Web: www.climaveneta.com

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