Messner Mountain Museum Corones Plan de Corones, Bolzano – Zaha Hadid Architects

Un museo costruito in alta quota con uno sviluppo prevalentemente sotterraneo è articolato da tagli di luce incassati nella pelle di calcestruzzo che ne illuminano gli interni. Le forme organiche e sinuose rivestite con calcestruzzo fibrorinforzato dei volumi fuori terra e sono state ottenute con l’inclinazione di muri e solai in modo da assecondare la morfologia del terreno circostante.
MMM Corones

Negli ultimi anni, alcune costruzioni realizzate ad alta quota sono state esempi di sperimentazione architettonica e tecnologica. È stato interessante seguire questo differenziarsi delle forme e dei materiali rispetto a quanto siamo canonicamente abituati ad associare alle zone di montagna, all’arco alpino in particolare. Il progetto per il MMM Corones, che completa il circuito museale Messner Mountain Museum composto da sei sedi, è stata un'ulteriore occasione di confronto con un sito d'alta quota: Plan de Corones, tra Val Badia, Valdaora e Val Pusteria, si trova a 2.275 m di altitudine sul livello del mare.
Il progetto è stato affidato a Zaha Hadid Architects che, oltre alla sua ben nota sperimentazione di forme ardite, ha già avuto modo di affrontare il tema della costruzione in zone di montagna (il trampolino sul Monte Bergisel e le stazioni della funicolare di Innsbruck) e quello della realizzazione di musei. L'allestimento espositivo del MMM Corones ripercorre l'evoluzione dell'alpinismo moderno, i miglioramenti delle attrezzature, i trionfi e le tragedie che hanno accompagnato questo confronto tra l'uomo e le più famose montagne del mondo.

(©Werner Huthmacher)

(©Werner Huthmacher)

La location è meravigliosa: da Plan de Corones lo sguardo spazia dalle Dolomiti di Linz a est all'Ortles a ovest, dalla Marmolada a sud e alle cime dello Zillertal a nord. Gli obiettivi del progetto sono stati sostanzialmente due: da un lato creare un percorso interno che potesse generare un forte senso di legame con la montagna stessa (quasi una sorta di trasposizione interna della scenografia montana), dall'altro, permettere ai visitatori di godere dell'eccezionale palcoscenico naturale circostante.

(©Inexhibition.com)

(©Inexhibition.com)

Il museo ha uno sviluppo prevalentemente sotterraneo, articolato su tre livelli: i visitatori, varcato l'ingresso, si immergono nella roccia, scendendo allìinterno della montagna attraverso un sistema di scalinate a cascata che sono sapientemente enfatizzate da tagli di luce incassati nella pelle di calcestruzzo. Al centro del museo c’è una superficie espositiva centrale che offre spazi adeguati per mostre temporanee a tema e presentazioni, mentre per eventuali proiezioni è disponibile una piccola sala cinematografica con una ventina di posti a sedere. Durante il cammino, il visitatore entra in tre gallerie che si proiettano fuori dal terreno (sul lato opposto all'ingresso) e presentano, in testata, grandi finestre panoramiche che permettono alla luce naturale di penetrare dentro il museo: al livello più basso è possibile accedere a una terrazza esterna che sporge circa 6 m dal fianco della montagna e dalla quale si gode di un incredibile panorama a 240°, dalle Alpi dello Zillertal all'Ortles fino alle Dolomiti. Nonostante i circa 1.000 mq di superficie disponibile, solo una minima parte di essi ha richiesto la costruzione volumi fuori terra, riducendo quindi l'impronta e l'impatto visivo della struttura rispetto all'ambiente naturale in cui sorge. Il materiale di scavo movimentato durante la costruzione è stato di circa 4.000 mc ma è stato poi riposizionato sopra e attorno al fabbricato.

(©Harald Wisthaler)

(©Harald Wisthaler)

Il rivestimento dell'edificio, sia all'esterno che all'interno, è realizzato con pannelli di calcestruzzo fibrorinforzato: le intrinseche proprietà del calcestruzzo (e in particolare del suo accoppiamento con le fibre) consentono di realizzare praticamente tutte le forme immaginabili e con spessori contenuti, rispondendo al desiderio progettuale di una interpretazione assolutamente libera dei volumi e delle superfici geometriche. Inoltre, tra i vari materiali da costruzione, il calcestruzzo è quello che meglio si relaziona con il tema della "roccia" anche per la sua colorazione naturale: i pannelli esterni, che hanno un colore chiaro, simile ai picchi frastagliati delle vicine Dolomiti, ripiegano senza soluzione di continuità verso l'interno del museo, dove il colore diventa più lucido e scuro, come l'antracite che si può trovare scavando in profondità. La scelta delle strategie da adottare per garantire un'elevata efficienza energetica (il museo è certificato CasaClima Classe A) è stata guidata dalle peculiarità del sito: l'altitudine sul livello del mare (e le conseguenti condizioni climatiche e meteorologiche d'utilizzo), la raggiungibilità del sito, soprattutto nel periodo invernale, e la fonte energetica più idonea. Dopo aver considerato tutte le opzioni possibili, si è scelto di utilizzare l'energia elettrica: in Alto Adige l'elettricità è prodotta in gran parte da energie rinnovabili mediante centrali idroelettriche e, con un ridotto fabbisogno per il riscaldamento, i consumi di corrente elettrica sono comunque contenuti. Per contenere il fabbisogno energetico, i progettisti si sono concentrati sulle prestazioni dell'involucro e dell'impianto di riscaldamento: la struttura è completamente avvolta da un cappotto termico di spessore 18/24 cm (24 cm di EPS per la parte fuori terra, 18 cm di XPS per la parte interrata) e le finestre hanno un triplo vetro bassoemissivo (con un valore Ug 0,6 W/mqK, un fattore solare del 48% e una trasmittanza media delle finestre di circa 0,89 W/mqK); il riscaldamento avviene con pannelli radianti a pavimento ad acqua (superfici radianti a bassa temperatura) ed è affiancato da un impianto di ventilazione con recupero di calore. Inoltre, la soluzione costruttiva sotterranea collabora a garantire una temperatura interna costante durante tutto l’anno, fornendo un’ottimizzazione in termini di efficienza energetica.
Ogni sfida è stata vinta e ora quest'opera è un valore aggiunto per tutti i comuni dell'area del Plan de Corones e, più in generale, per l'Alto Adige: un polo culturale e tematico in grado di portare un grande aumento di visibilità e notorietà. L'obiettivo della Committenza, Skirama Plan de Corones, era proprio quello di mantenere il sito interessante sia d'inverno che d'estate, attraendo i visitatori non solo con le bellezze paesaggistiche, ma anche con le emozioni garantite da due protagonisti d'eccezione, Reinhold Messner per l'alpinismo tradizionale, Zaha Hadid per l'architettura contemporanea.

Scheda progetto
Progetto architettonico: Zaha Hadid Architects - Zaha Hadid and Patrik Schumacher
Committenti: Skirama Kronplatz / Plan de Corones
Superficie Lorda: 1.000 mq
Altezza sul livello del mare: 2.275 m
Periodo di costruzione: Giugno 2013 - Luglio 2015
Costo (privately funded): 3 million €

Questo articolo è tratto da Arketipo n.100 - Marzo 2016 - ITALIA.
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