Eventi – Nonostante la difficile congiuntura economica, la fiera tedesca ha contato 750 espositori di 37 paesi

Sono passati trent'anni dall'ormai lontano 1979, quando 98 espositori e circa settemila visitatori diedero vita alla prima edizione delle Deutsche Naturwerksteintage, come allora si chiamava quella che dopo alcune edizioni sarebbe diventata la grande fiera di Norimberga. Nel 2009, la manifestazione ha potuto contare, nonostante il momento congiunturale difficile come non mai, su cifre di tutto rispetto, sottolineate dalla presenza di circa 750 espositori provenienti da 37 paesi, tra cui alcune “new entries” di buon interesse tecnico-commerciale, quali Madagascar, Indonesia, Repubblica Dominicana, Siria, Yemen.

Rispetto alla precedente edizione, si è registrato un calo di circa un quinto, da attribuire alle condizioni critiche in cui versa il settore lapideo, anche in Germania. Non a caso, i dati ufficiali messi a disposizione dal Deutscher Naturwerkstein Verband hanno evidenziato per il 2008 una contrazione del 3,4% in volume e del 7,8% in valore, più contenuta nel marmo e maggiore nel travertino e nelle limestones. Dal canto suo, l'Associazione dei produttori di macchine ha stimato diminuzioni superiori al 20% nel mercato interno e di circa il 10% nell'export.

In queste condizioni, sarebbe stato impensabile che gli effetti della congiuntura non si riflettessero sulla fiera, la cui reattività, peraltro, è stata dimostrata da un alto flusso di visitatori, nell'ordine dei 40mila, e dalla risposta degli operatori esteri, le cui presenze hanno sfiorato un totale di 450 unità. Nel loro ambito, la quota prioritaria è stata appannaggio, ancora una volta, degli italiani, con quasi 150 soggetti a catalogo, equamente suddivisi fra i produttori di materiali e quelli di tecnologie, questi ultimi in lieve prevalenza.

A proposito degli italiani, vale la pena di aggiungere che il 76% del totale proveniva dal Settentrione, con un massimo del 37% espresso dalla sola provincia di Verona e confermato dal 52% del Nord-Est, quasi a rilevare l'interesse permanente che il distretto scaligero e veneto continua a dimostrare per il mercato tedesco.

Nelle posizioni d'onore si sono confermate la Cina, forte di circa 90 espositori e a forte distanza l'India, seguita da Spagna, Turchia e Brasile.
Si è notata la mancanza di alcuni protagonisti tradizionali del settore, come Stati Uniti, Canada e Messico, maggiormente coinvolti nella congiuntura; ma nello stesso tempo, quella di paesi come Australia, Norvegia e Taiwan, che sulla carta dovrebbero aver sofferto meno, anche alla luce dei loro consuntivi.

Tra le iniziative collaterali si deve segnalare il rinnovato successo del concorso per il Deutscher Naturstein Preis, che ha visto la partecipazione di 70 progetti, e che si è concluso con la premiazione dello Studio Weinmiller di Berlino (per la Landeskreditbank di Karlsruhe), e dello Studio Kister Scheithauer di Colonia (per l'Archivio di Stato di Halle). Altri riconoscimenti e menzioni sono stati conferiti a una decina di Studi diversi, per rilevare l'apprezzamento che il momento professionale continua a dimostrare per il prodotto lapideo.

Se non altro per questo, la XVI edizione della Fiera di Norimberga termina con un bilancio che intende esprimere fiducia nella continuità di un settore dalla tradizione millenaria, ma tecnologicamente avanzato e, quindi, in grado di coniugare al meglio i valori espressivi e funzionali della materia con le esigenze della gestione.

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