Per musei

Gli apparecchi illuminanti a parete per spazi museali sono contraddistinti da una ricerca illuminotecnica che si prefigge come scopo quello di controllare e prevedere gli effetti derivanti da un'illuminazione costante su oggetti alterabili a contatto con le fonti d'illuminazione tradizionali. Lo scopo principale è quello di ottenere degli apparecchi con pochissima dispersione termica, che è la causa principale del deterioramento dell'esposizione prolungata a una sorgente luminosa. In tale senso gli apparecchi a fibre ottiche sono particolarmente adatti per l'illuminazione e la conservazione di opere d'arte, grazie a un tipo di vetro ad altissimo rendimento che elimina i danni normalmente causati dai raggi UV e IR emessi dalle fonti luminose tradizionali. Il sistema a fibre ottiche utilizza la luce generata da un sistema di alimentazione, chiamato illuminatore, per poi trasportarla lungo un condotto, che contiene le fibre ottiche ed è collegato all'illuminatore, per trasferirla in un punto particolare o per diffonderla lungo il percorso. L'illuminatore contiene una lampada e delle parti ottiche che concentrano i raggi luminosi sulla sezione del condotto. La luce arriva nella parte terminale del percorso stesso, ed è direzionata in modo da illuminare un oggetto particolare evitando all'osservatore l'abbagliamento diretto con la sorgente luminosa.
La corretta visione delle opere d'arte è resa possibile dalla loro illuminazione. La luce, però, non deve danneggiare le opere, limitandone quanto più possibile le alterazioni. I sistemi a condotti ottici rendono possibile depurare l'emissione dalle radiazioni IR e UV che costituiscono la principale causa dei danneggiamenti.

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