Introduzione

Autore testo: Lorenzo Taddei Pardelli

Nel corso dei secoli e fino agli inizi del '900, la pietra è stata preferita agli altri materiali dai costruttori di ogni nazione, ad esclusione di quei luoghi dove il reperimento del materiale lapideo era impossibile o troppo costoso il trasporto da altre località di reperimento.
Le pietre hanno poi perduto nel tempo gran parte della loro importanza, venendo ad assumere una marginale collocazione tra i principali materiali murari.
La natura eterogenea, gli alti oneri di cavamento, di lavorazione, di trasporto, uniti all'elevato peso specifico, e in ultima analisi, l'incidenza rilevante sull'economia delle costruzioni (data non dal maggior costo di esecuzione, ma dal forte spessore dei muri in pietra che occupano troppo spazio rispetto alle nuove tecnologie), hanno pesato sul ruolo della pietra che per secoli ha mantenuto il ruolo di elemento strutturale per eccellenza
Oggi i materiali lapidei sono utilizzati in ruoli secondari, mentre i calcestruzzi, i laterizi e l'acciaio hanno acquistato il ruolo prncipale nella funzione strutturale.

Oggi le pietre vengono fondamentalmente utilizzate come materiale da completamento e finitura; nonchè come materia inerte per opere stradali, per formazione di conglomerati, e come materia prima per la produzione di leganti.
Dunque l'uso prevalente non è più quello a masselli, a bugne, a pezzatura portante, bensì è indirizzato prevalentemente verso i paramenti, le pavimentazioni, i rivestimenti, le finiture in genere e per restauri conservativi; altre volte vengono eseguite in pietra le zoccolature o al massimo la parte di facciata fino al primo piano delle costruzioni più rifinite.
Ma è invece più diffuso l'uso della pietra tagliata in lastre per davanzali, stipiti, soglie, gradini per le sue caratteristiche di durevolezza e di praticità.

I materiali lapidei si possono suddivere in, marmi, graniti, pietre e travertini.
E' necessaria anche una distinzione tra la terminologia dell'uso corrente, la definizione scientifica e quella commerciale poichè le tre denominazioni non coincidono.

Nel linguaggio comune per marmo si intende qualsiasi roccia compatta, resistente, adatta ad essere lucidata; per granito una qualsiasi roccia a struttura granulare; si considerano invece pietre i materiali non lucidabili.
La denominazione scientifica dei marmi è calcari metamorfici ricristallizzati, quella dei graniti è rocce magmatiche intrusive, mentre alla categoria delle pietre appartengono rocce con composizione chimica molto varia.
La denominazione commerciale dei materiali lapidei comprende svariati tipi litogici ed è codificata dalle norme UNI.
Per qunto riguarda marmi e graniti è fondata sulla durezza del materiale, dalla quale dipendono sia la lavorabilità sia le prestazioni in opera, e raggruppa le rocce ornamentali nelle categorie dei marmi, graniti, travertini e pietre, classificando, sotto la voce marmi i materiali con durezza Mohs di 3-4, e sotto la voce graniti i materiali con durezza Mohs di 6-7, si deduce che, oltre ai marmi e graniti in senso stretto, sono comprese in questa categoria numerose altre famiglie di rocce.

Tecniche di estrazione
Il metodo di escavazione più comune avviene per livelli orizzontali discendenti suddivisi in bancate (volumi di roccia che vengono progressivamente ribaltati sul piano di cava), attraverso il taglio del materiale per mezzo di linee di tipo elicoidale.
Questo metodo, che è utiizzato nelle cave di marmo per intagli di grossi giacimenti, non rompe la roccia e da pochissimo sfrido fornendo blocchi squadrati ( in forma più o meno parallelepipede).
Altre tecniche di taglio sono rappresentate dal filo diamantato, dalla tagliatrice a catena dentata, dall'esplosivo in cariche lineari, dai martelli perforatori, dalla fiamma e dal laser.
L'andamento del verso, che rappresenta il piano di distacco più facile, è importante per poter estrarre blocchi senza particolari problemi;
se non si considerano la caratteristiche del materiale, la lastre derivate dal blocco subiranno facilmente lesioni, anche se non visibili (interne), che si ripercuoteranno sul prodotto finale.
L'estrazione della pietra, invece, è generalmente effettuata in lastroni o in piccoli blocchi che vengono aperti a mano, con metodi, in alcuni casi, artigianali.
Questo materiale consente raramente l'estrazione in grossi blocchi, anche se ogni pietra pone problemi differenziati che dipendono dalla durezza e dall'attitudine allo spacco o allo sfaldo.

Vedi la tabella dei valori dei pesi di volume delle rocce più importanti ai fini costruttivi

Bibliografia 
Buccolieri, Imparando tecnologie, Manuale di ingegneria civile.
G.K. Koening, B. Furiozzi, F. Brunetti Tecnologia delle costruzioni, Firenze 1989.