Milano
a cura di Nicola Braghieri
Giulio Barazzetta, Cronache pastrufaziane
... Una stagione che ha visto i protagonisti dell'impresa e dell'architettura italiana di fronte a progettisti e a gruppi importanti di operatori principalmente milanesi, a cui si stanno sostituendo star e promotori internazionali affiancati da gruppi locali. Una linea inaugurata dal progetto Rogoredo-Montecity, con Norman Foster per Risanamento S.p.A., che comprende varie possibili declinazioni come quella, ad esempio, di Sesto San Giovanni. Qui, nel quadro di un piano strategico della trasformazione delle aree industriali siderurgiche abbandonate, si attueranno i piani del costruttore Pasini per il recupero dell'area Falck, con Mario Botta chiamato nel gruppo di valutazione dei progetti presentati.
Una tendenza tutta affidata al mercato, nel quale si assiste a una ridefinizione degli operatori quali che siano - promotori, imprenditori e tecnici - e una pubblica amministrazione spesso mancante della sua indispensabile funzione di indirizzo e governo del processo di rinnovamento. Ci sono sintomi ed alcune eccezioni che possono far sperare in una evoluzione non solo pedissequamente globale del locale...
Federico Oliva, intervista a cura di Alessandra Spatola
AS - Cominciamo dai recenti progetti di trasformazione realizzati a Milano...
FO - Nel complesso li trovo insoddisfacenti, per quanto il Comune ne vada molto fiero e sostenga siano bellissimi, soprattutto il Portello; vi è in tutti, a mio parere, un problema generale di qualità urbana. Mi riferisco ai PRU, Programmi di Riqualificazione Urbana, perché i nuovi PII, Programmi Integrati di Intervento, non sono ancora valutabili, bisogna aspettare che siano conclusi...
Carlo De Albertis
L'opinione pubblica, nell'ultimo periodo, dibatte su due argomenti: infrastrutture da un lato, città da riqualificare dall'altro. Una premessa è d'obbligo: i due temi devono essere trattati insieme; "infrastrutture e città" per il riequilibrio nodale del territorio. D'altronde, ciò che mi sento di dire a fronte della separazione dei dibattiti, è che abbiamo massacrato il nostro Paese con i luoghi comuni molto più che con la speculazione. Una delle cause principali del degrado è la modestia degli obiettivi dei nostri piani urbanistici: da essi nascono interventi caratterizzati dall'assenza di una idea di città contemporanea...




