Il Premio Internazionale Architettura Sostenibile è un'iniziativa ideata e
promossa dall'azienda Fassa Bortolo, leader nel settore delle soluzioni
innovative per l'edilizia, in collaborazione con la Facoltà di Architettura
dell'Università di Ferrara con lo scopo di riportare l'attenzione sulla
necessità di riesaminare il rapporto tra processo edilizio e qualitÃ
dell'habitat attraverso il perseguimento della compatibilità tra produttivitÃ
economica, tutela delle risorse e qualità dell'ambiente.
Ha cadenza annuale
e viene assegnato all'opera progettata da professionisti singoli o studi di
architettura o ingegneria europei che meglio esprime i principi fondamentali su
cui si basa il Premio.
La V edizione ha visto l'assegnazione di ben 5 premi
scelti tra i 42 progetti pervenuti alla giuria del Premio, provenienti da 11
paesi europei.
La giuria, di prestigio internazionale, era presieduta dal
prof. Thomas Herzog, decano della Facoltà di Architettura dell'Università di
Monaco di Baviera, progettista di numerosi edifici ad alto contenuto tecnologico
ed elevata efficienza energetica ed era composta dal Prof Arch. Wilfried Wang
professore presso l'University of Texas a Austin e titolare dello studio "Hoidn
Wang" (con l'arch. Barbara Hoidn) a Berlino, dal prof. Arch. Herrmann Kaufmann,
progettista austriaco, professore presso l'Università di Monaco di Baviera e
vincitore del premio "Global Award for Sustainable Architecture 2007", il Prof.
Arch. Nicola Marzot, ricercatore in composizione architettonica della Facoltà di
Architettura dell'Università di Ferrara e visiting professor presso numerose
università internazionali e il Prof. Arch. Gianluca Minguzzi, professore a
contratto presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Ferrara.
L'edizione 2008 ha visto un numero di adesioni più elevato della precedente
(nell'edizione 2007 si erano avute 63 tesi di laurea e 28 opere realizzate) e,
in sintonia con la tendenza delle precedenti edizioni, una qualità dei lavori di
ottimo livello.
La partecipazione sia di candidati italiani sia di candidati
stranieri nonché neo-laureati anche di paesi extra-europei che hanno discusso le
loro tesi presso facoltà europee ha già confermato in passato l'estesa
diffusione del Premio a livello europeo ed il crescente interesse per
un'iniziativa che seppur giovane sta riscuotendo molto successo nel mondo
accademico e tra i professionisti.
La scelta inusuale di nominare ben 5
progetti vincitori nella sezione "opere realizzate" è dovuta innanzitutto
all'alto livello delle opere realizzate ed al fatto che non vi era tra questi un
singolo progetto che emergeva rispetto agli altri ma una serie di eccellenti
soluzioni capaci di riassumere l'effettiva complessità e diversità con cui
l'approccio al tema sostenibilità può manifestarsi. Pertanto, la giuria ha
deciso di premiare più opere che enfatizzano, nel loro complesso, la diversitÃ
dei temi di progetto e che presentano, in ciascun caso, la risoluzione più
idonea, a dimostrazione di come ogni specificità necessiti di soluzioni
peculiari. La scelta è stata fatta indipendentemente dall'origine degli autori
ma è interessante notare dal risultato che provengono da cinque diversi paesi
europei. Nella sezione "Tesi di Laurea" riservata ai neo-laureati è stato
assegnato il 1° Premio a Oikonomou Ioannis con la tesi "Architettura di terra" -
questo progetto deve la sua idea concettuale alle caratteristiche del luogo;
dimostra che attraverso un fondamentale esame del luogo e delle sue
caratteristiche, si possono trovare risposte peculiari e convincenti che possono
condurre a esiti distinti dalle tendenze generali globalizzanti
dell'architettura.
OPERE REALIZZATE DA PROFESSIONISTI
Heelis, nuovi uffici centrali della National
Trust
Progettista: Feilden Clegg Bradley Studios
Committente: The
National Trust/Kier Ventures
Localizzazione: Swindon (Gran
Bretagna)
Realizzazione: 2005
Il progetto nel suo complesso richiama immediatamente un sistema costruttivo
neutro e flessibile, proponendo l'uso di soluzioni comuni combinate in modo
positivo con altre più inusuali, reinterpretando intenzionalmente la tradizione
europea dello "strutturalismo architettonico". Una pianta simile a un tessuto,
con fasce funzionali orientate est-ovest, è sfruttata per risolvere tutte le
funzioni necessarie al contesto circostante. Una configurazione archetipica,
facilmente replicabile, di tetto a due falde crea una superficie non abitata e
di grande spessore dove sia i volumi pieni sia quelli vuoti sembrano essere
stati ricavati generando un ampio spettro di soluzioni spaziali. L'allineamento
est-ovest della facciata principale favorisce la ventilazione degli spazi di
lavoro. Un colonnato esterno affacciato a sud con finestrature orizzontali al
primo piano, più che dare ombra agli spazi pubblici che si trovano nel mezzo,
conferisce una chiara gerarchia urbana alla stessa pianta interrotta bruscamente
lungo il margine a causa della conformazione irregolare del lotto di terreno.
Pannelli fotovoltaici sul tetto garantiscono un risparmio del 35% dell'energia
necessaria. I camini di ventilazione danno una caratterizzazione speciale al
tetto e sfruttano l'aria di scarico, essendo aggettanti sopra una tenda
assorbono il rumore proveniente dalle aree comuni. L'atmosfera calda, permeabile
e confortevole degli interni contrasta intenzionalmente con il rivestimento
ruvido dell'involucro urbano esterno.
Centro anziani e Servizi sociali
Progettista: Gil Torres
Carmen
Committente: Amministrazione Comunale di Madrid
Localizzazione:
Madrid (Spagna)
Realizzazione: 2007
I progetti nel contesto urbano esistente sono tra le prove più importanti di
architettura sostenibile in Europa. Dove l'immagine di una città è
caratterizzata dallo spazio pubblico e dalle strutture degli edifici
circostanti, integrazione di nuove tecnologie, nuovi componenti e materiali come
i pannelli fotovoltaici o collettori termici che in primis appaiono spesso
strani e inadatti a causa dei loro colori e delle loro superfici, è quasi sempre
difficile ed esteticamente insoddisfacente. Oltremodo piacevole è la prova che,
ovviamente anche quando applicata a grandi volumi, è possibile scoprire nuove
qualità positive attraverso la differenziazione dei corpi e delle facciate, dove
vengono creati rapporti semitrasparenti tra interno ed esterno. Vengono sondati
speciali aspetti progettuali che aprono margini di flessibilità in cui è chiaro
che gli effetti architettonici voluti e attesi, conseguenti all'applicazione
della tecnologia solare, possono portare a un miglioramento del contesto
urbano.
Il progetto ha una composizione e una scelta di materiali
stimolante.
Centro di aviazione Lufthansa
Progettista: Ingenhoven
Architekten
Committente: Deutsche Lufthansa AG
Localizzazione: Francoforte
(Germania)
Realizzazione: 2006
L'intervento risolve con estrema attenzione le problematiche connesse alla
realizzazione di un edificio per uffici destinato a ospitare quasi 2000
impiegati in un ambiente fortemente condizionato da fonti di inquinamento
acustico quali lo scalo aeroportuale, il tracciato autostradale e quello
ferroviario.
L'articolazione chiara fra spazi di lavoro e spazi di relazione
risolve con efficacia le necessità funzionali definendo in ogni situazione
ambienti ampiamente illuminati in modo naturale e acusticamente protetti grazie
all'affaccio sui diversi atrii-giardino che scandiscono la separazione fra i
vari blocchi ufficio.
Attraverso l'uso sapiente di sistemi vetrati altamente
efficienti, sistemi di protezione solare e regolazione luminosa, sistemi
integrati di circolazione di aria naturale e controllata, i consumi energetici
risultano ampiamente inferiori rispetto ai limiti fissati dalla normativa
nazionale tedesca.
Le scelte costruttive, supportate da un'elevata precisione
dei calcoli strutturali, permettono all'edificio di rispondere alle diverse
necessità riducendo al minimo la quantità di materiali strutturali impiegati con
un conseguente bilancio positivo in termini di risparmio di energia di
produzione.
La qualità e la raffinatezza dei dettagli costruttivi realizzati
testimoniano l'attenzione nella ricerca della migliore soluzione energetica in
ogni parte dell'edificio, confermando l'elevato livello tecnologico e
architettonico generato dalla visione complessiva dell'edificio.
Recupero, restauro e ridestinazione turistica dell'antico borgo di
Santo Stefano di Sessanio
Progettista: Orianoassociati
Architetti
Committente: Sextantio S.p.A.
Localizzazione: Santo Stefano di
Sessanio, L'Aquila (Italia)
Realizzazione: 2006
In Europa, i fabbricati esistenti, se conservati opportunamente, sono in
grado di soddisfare per decenni il 95% delle necessità costruttive.
Una
conservazione e un restauro intelligenti e consoni costituiscono la via primaria
per diminuire il consumo di risorse conseguente all'attività costruttiva. Oltre
a consentire all'energia contenuta nel tessuto costruttivo di continuare a
servire uno scopo utile, il riutilizzo di edifici esistenti assicura un senso di
identità culturale. Nel caso di una struttura edificata culturalmente
significativa, come il paese e il paesaggio di Santo Stefano di Sessanio,
l'integrazione attenta di nuove tecnologie come il riscaldamento a pavimento e
gli impianti elettrici a bassa tensione permettono ai fabbricati esistenti di
mantenere il più possibile il loro carattere originale. Gli architetti hanno
optato per tecniche artigianali tradizionali e materiali compatibili senza
rincorrere a immagini folcloristiche. Inoltre sono state mantenute anche la
scansione spaziale e la scala tradizionale del tessuto costruttivo, evitando
così la pratica diversamente comune di "modernizzare" la struttura cellulare del
tessuto storico, causando quindi un salto di scala. Le case e le strade
completate danno un colpo d'occhio convincente della rinascita di un villaggio
fino ad allora spopolato.
In un periodo in cui i mass media sono ancora
ossessionati dalla ricerca di innovazione formale, non rendendosi conto che
questa ricerca è in se stessa una funzione
dell'insostenibile abitudine allo
spreco di risorse, il fenomeno di questo delicato, rispettoso e visivamente non
spettacolare progetto di restauro costituisce esso stesso lo spettacolo.
Casa in terra battuta
Progettisti: Rauch Martin &
Boltshauser Roger
Committente: Privato
Localizzazione: Schlins
(Austria)
Realizzazione: 2008
Benché la menzione d'onore per una casa unifamiliare indipendente per un
premio di architettura sostenibile sembri difficile da giustificare, questa
casa, che è costruita
completamente in argilla, fornisce risposte
fondamentali alle domande sollevate dal problema dei materiali sostenibili in
combinazione con l'energia grigia. Sulla base di un metodo costruttivo a lungo
dimenticato è stato realizzato un edificio convincente per mezzo di invenzioni e
sviluppi nuovi, che - al di là della scelta dei materiali che crea un'estetica
peculiare - fa crescere la speranza di un utilizzo molteplice in futuro. I
materiali di scavo della collina sono stati riutilizzati per le pareti in
argilla; i soffitti sono costruiti con voltine di nuovo sviluppo costituite da
tegole bruciate disposte su travi in acciaio o con travi rinforzate di legno
proveniente da un bosco nelle vicinanze.
Il riscaldamento è alimentato sia da
una stufa centrale a pellet sia da collettori e, usando una nuova tecnologia, la
distribuzione del calore a bassa temperatura è installata direttamente nel
rivestimento argilloso delle pareti.
Nonsono stati utilizzati né pannelli né
sigillature di materiali plastici, ma solamente argilla depurata e altri
materiali naturali biodegradabili. Non è stato usato per nulla il cemento, come
alternativa, specialmente per le pareti della cantina, è stata aggiunta come
sostanza idraulica una particolare malta di calce (Trasskalk).
Questo esempio
mostra quali opportunità vi siano in una seria riflessione sul risparmio delle
risorse. Non solo una nuova forma ma piuttosto un intenso collegamento con il
luogo rende la costruzione ciò che era un tempo, una risposta esauriente a
condizioni e necessità particolari.
Scuola materna in Schukowitzgasse
Progettista:
Architekturburo Reinberg
Committente: Amministrazione Comunale di
Vienna
Localizzazione: Vienna (Austria)
Realizzazione: 2006
L'edificio completa il complesso scolastico preesistente aprendo le nuove
aule verso sud, un affaccio privilegiato per questioni di irraggiamento e per la
presenza delle aree verdi di pertinenza, anch'esse oggetto di disegno
accurato.
Il fronte sud risolve con apprezzabile pulizia formale
l'integrazione dei sistemi solari passivi e attivi utilizzati nel fabbricato; la
parete è trattata in parte come superficie vetrata (142 mq) per l'illuminazione
naturale e l'accumulo passivo della radiazione solare invernale nelle aule, e in
parte come collettore solare (80 mq) per la produzione di acqua calda ed energia
termica. In regime estivo un sistema di schermatura a veneziane esterne protegge
gli ambienti interni dal surriscaldamento.
Tali soluzioni, congiuntamente
alla volumetria compatta, all'elevato isolamento termico e all'impianto di
riscaldamento a ventilazione con recupero di calore, riducono il fabbisogno
energetico a valori inferiori a 15 kWh/mq annuo (standard "Passiv Haus").
La
scelta di lasciare a vista tutte la canalizzazioni impiantistiche e il serbatoio
di accumulo, posto nell'atrio di ingresso, risulta funzionale al messaggio
educativo con cui l'edificio si propone di sensibilizzare i piccoli utenti verso
i concetti di sfruttamento dell'energia solare, facilitando al contempo la
gestione e manutenzione degli impianti.
Istituto svizzero di scienze e tecnologie acquatiche
(eawag)
Progettista: Bob Gysin + Partner BGP
Architekten
Committente: Eawag Empa
Localizzazione: Dübendorf
(Svizzera)
Realizzazione: 2006
L'edificio è caratterizzato dal raggiungimento di un'elevata efficienza
energetica derivante innanzitutto dallo studio attento del rivestimento di
facciata che diviene al contempo strumento funzionale al controllo energetico e
alla connotazione formale del fabbricato.
L'involucro esterno è costituito da
lamelle vetrate orientabili attraverso un sistema automatizzato regolato secondo
ritmi giornalieri e stagionali, capace quindi di garantire la protezione degli
interni dal surriscaldamento estivo e massimizzando l'accumulo di calore nel
periodo invernale.
Il requisito energetico fondamentale della compattezza
volumetrica dell'edificio è stato felicemente coniugato a livello compositivo a
un'organizzazione spaziale interna dinamica; tutti gli ambienti (lavoro, studio,
ristoro) sono distribuiti attorno all'atrio centrale a tutta altezza, concepito
come perno visivo dei vari spazi e luogo del raffrescamento mediante la risalita
naturale di aria calda verso le aperture di evacuazione in sommità .
Complesso residenziale passivo "Samer Mösl"
Progettista:
sps-architekten
Committente: Heimat Ãsterreich
Localizzazione: Salisburgo
(Austria)
Realizzazione: 2006
Il progetto rappresenta un significativo esempio di applicazione dei principi
di efficienza energetica negli interventi residenziali di medie dimensioni. Il
complesso residenziale raggiunge infatti, grazie alle elevate proprietà isolanti
dell'involucro, al sistema integrato di riscaldamento a pellet e pannelli solari
e a un impianto di ventilazione controllata negli appartamenti, gli standard
tipici della classificazione di "edificio passivo". L'orientamento degli
edifici, unitamente alla corretta distribuzione interna delle unità abitative
consente inoltre un'efficace sfruttamento passivo della radiazione solare,
nonché un'adeguata illuminazione e ventilazione naturale. L'uso della
prefabbricazione in legno è stata utilizzata con sapienza sia per risolvere le
problematiche tecnico-costruttive sia per rispondere alle esigenze strettamente
architettoniche.
La disposizione delle aperture in facciata e l'inserimento
di alcuni tagli in corrispondenza degli spazi comuni di distribuzione interna
rendono più leggero l'aspetto dei volumi edilizi riducendo percettivamente la
scala dimensionale dell'intervento.
Nuovo Palazzo di Giustizia
Progettista: Studio Nicoletti
Associati
Committente: Comune di Arezzo
Localizzazione: Arezzo
(Italia)
Realizzazione: 2007
Il progetto è situato vicino alla Fortezza Medicea della città , entro un
parco storico, e si collega a un edificio neoclassico restaurato destinato a
uffici e archivi.
L'elemento che connota maggiormente l'edificio è il sistema
di schermatura solare a sud che descrive geometricamente una forma sinuosa,
essendo tuttavia realizzato mediante l'utilizzo di soli elementi rettilinei. La
soluzione tecnologica adottata risolve così la necessità di rapportarsi
adeguatamente con l'irraggiamento solare, fornendo al contempo una forte
identità formale caratterizzata dalla leggerezza e dalla trasparenza. La
facciata così strutturata protegge e illumina l'interno, rendendo ottimali le
condizioni di fruizione degli ambienti di lavoro e dell'atrio centrale di
ingresso.
La compattezza del fronte nord, rimarcata dall'utilizzo di un
rivestimento in granito nero, esalta ulteriormente per contrasto l'eleganza
formale e l'unicità della concezione progettuale del sistema di
schermatura.
La distribuzione interna presenta tuttavia una certa rigiditÃ
che contrasta con la dichiarata plasticità dell'esterno.
Edificio residenziale sulle rive del fiume Piave
Vecchia
Progettista: Studio RBA
Committente: Blauplan
s.r.l.
Localizzazione: Musile di Piave, Venezia (Italia)
Realizzazione:
2006
Il progetto offre un'interessante risposta alla necessità di realizzare
un'elevata volumetria su una superficie di intervento ristretta. Il volume
compatto viene scavato dall'interno con una strategia formale focalizzata sul
disegno delle aperture e delle logge che vengono contraddistinte con varie
dimensioni e profondità .
L'espediente formale assume connotati funzionali
garantendo massima captazione solare durante il periodo invernale e ventilazione
trasversale in ogni unità abitativa.
L'articolazione interna degli
appartamenti risulta tuttavia in alcuni casi non ottimizzata, generando ambienti
penalizzati dal punto di vista distributivo e funzionale.
Dal punto di vista
formale è interessante la ricerca effettuata per trasporre alcuni richiami della
tradizione veneziana in un edificio contemporaneo.
www.fassabortolo.com