Già da qualche anno, VELUX ha intrapreso un ambizioso progetto di ricerca con lo scopo di ripensare il processo progettuale e costruttivo. L’idea di fondo è che l’edilizia passi da essere un problema a essere la soluzione della crisi ambientale mondiale. La solidità di questa tesi emerge osservando ciò che è già stato realizzato. Sembrerebbe infatti uno slogan poco credibile, ancorché visionario, se non fosse affiancato da iniziative più che concrete che mostrano quanto serio sia l’impegno e realistico il risultato.
PEOPLE AND PLANET
La prima operazione in questo senso è stata l’ideazione e realizzazione di Living Places Copenhagen, prototipo iniziale di piccolo comprensorio in cui la progettazione delle abitazioni - che ha seguito rigorosissimi standard di qualità e sostenibilità è stata accompagnata dal conseguente disegno degli spazi comuni e di quelli pubblici. Allo stesso tempo, al benessere degli abitanti e dei loro vicini prossimi e distanti (people) si è aggiunto un sistema di monitoraggio e indicatori relativi all’impatto sull’ambiente e sull’ecosistema (planet), fin dalle fasi della produzione dei singoli elementi costruttivi e dei processi.
Il paradigma People and Planet ha avuto diversi sviluppi negli anni successivi. L’ambizione era e resta quella di replicare e tradurre Living Places in nuovi interventi a scala europea e mondiale. Il focus può essere diverso di volta in volta, ad esempio sulla ristrutturazione o sull’edilizia scolastica. Ciò che è importante puntualizzare è che non si tratta di un esempio di design da imitare pedissequamente, quanto piuttosto di una serie di passaggi procedurali e requisiti progettuali che seguono la stessa logica iniziale.

I principi, ovvero le caratteristiche che un intervento deve avere per poter essere considerato interpretazione locale di Living Places, sono cinque:
- Salute e benessere: degli occupanti ma anche del resto della società, che inevitabilmente risente in modo più o meno indiretto di ogni intervento edilizio.
- Condivisione: indebolendo il confine tra spazio privato e pubblico in ambienti e spazi con diversi gradi di compartecipazione.
- Semplicità: nell’uso di materiali, tecnologie e tecniche costruttive che non richiedano complessità di approvvigionamento e realizzazione, inclusa la modularità e la prefabbricazione.
- Adattabilità: nella possibilità di trasformare, espandere, riconvertire, smontare per adattarsi alle esigenze degli utenti e della comunità nel tempo.
- Accessibilità economica: nessun progetto è realmente sostenibile e ambizioso se non si rivolge a tutti, se non si preoccupa di essere realisticamente e facilmente alla portata dell’intera società.
Parallelamente, il tutto viene rigorosamente monitorato, sulla base degli indicatori del protocollo Active House (ma non solo): ad esempio la Daylight Autonomy, i tassi di ricambio dell’aria, emissioni di CO2 o CO2 e (per LCA), l’energia necessaria per il funzionamento.
SOS CHILDREN’S VILLAGES
Questa struttura concettuale “open source” (documentazione scaricabile, schede costruttive, linee guida replicabili) - ideata da VELUX in collaborazione con lo studio di progettazione EFFEKT e la società di ingegneria Artelia - ha nel tempo attratto investitori nel settore privato ma anche associazioni militanti sul piano sociale, per le reali potenzialità di sviluppo e impiego. Tra queste, SOS Children’s Villages, la più grande organizzazione non governativa dedicata al supporto di bambini senza assistenza genitoriale e alle famiglie a rischio.
Il progetto Children’s Living Places, lanciato nel 2024 e realizzato da SOS Children’s Villages Ucraina con il sostegno e il coordinamento di SOS Children’s Villages Danimarca e un’ampia coalizione di partner, mira a sostenere e sviluppare l’assistenza familiare in Ucraina creando un quadro completo per le cure alternative in collaborazione con le autorità locali e i leader del settore edile. L’iniziativa si concretizza nella costruzione di tre sedi che comprendono edifici residenziali per le famiglie colpite dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina, nonché centri sociali che forniscono sostegno psicosociale a queste famiglie e ad altre famiglie con bambini della comunità, sulla base del concetto di Living Places. L’obiettivo è quello di fornire soluzioni efficaci e più sostenibili per i bambini e i giovani privi di cure parentali, promuovendo al contempo la deistituzionalizzazione attraverso la dimostrazione di soluzioni nuove e olistiche per ambienti di assistenza alternativa e sostegno sociale.

IL MODELLO DI LIVING PLACE IN UCRAINA
In Ucraina, il concetto di Living Places è stato adattato dagli architetti ucraini in risposta alle condizioni culturali, sociali e ambientali locali. La rilevanza del modello si coglie pienamente nelle condizioni di emergenza e ricostruzione. La guerra in Ucraina ha lasciato migliaia di bambini senza casa e, nei casi peggiori, senza cure genitoriali. Dopo quattro anni di guerra, il sistema di assistenza all’infanzia del Paese è sottoposto a crescenti pressioni. L’intenzione del governo ucraino è quella di deistituzionalizzare le cure per l’infanzia, evitando che i bambini bisognosi crescano in grandi istituzioni spersonalizzanti. Si preferisce favorire la nascita di piccole realtà locali, il più possibile in prossimità dei centri abitati originari dei bambini, dove si conservino ancora rapporti e il contesto e la cultura siano più familiari. Il cosiddetto “lavoro sociale preventivo” prevede una forte attenzione al senso delle comunità e alle attività territoriali, per risolvere situazioni esistenti e allo stesso tempo investire su un capitale sociale solido per il futuro.
Questo approccio richiede la partecipazione attiva e il sostegno, anche finanziario, da parte di organizzazioni filantropiche e aziende private. In questo caso, fortunatamente non sono mancati i contributi del settore industriale e delle istituzioni pubbliche (tra cui la Fondazione Villum, la Fondazione Viessmann, la Fondazione Grundfos, la Fondazione Bitten & Mads Clausen, la Fondazione Somfy, Dovista, VELUX Ucraina, Danfoss, Kromann Reumert, il Fondo danese per l’esportazione e gli investimenti - EIFO -, Artelia, IC Cube, DFDS).

LIVING PLACES UKRAINE: LA PRIMA SEDE
Nell’ottobre 2025, SOS Children’s Villages Danimarca, SOS Children’s Villages Ucraina e un’ampia coalizione di partner del progetto Children’s Living Places hanno avviato i lavori per la prima sede vicino a Leopoli. SOS Children's Villages prevede che le prime famiglie si trasferiranno nell’autunno 2026. La seconda sede sarà annunciata all’inizio del 2026 e la costruzione inizierà poco dopo.
La documentazione tecnica, come quella di Living Places Copenhagen, è interamente disponibile per la consultazione e l’utilizzo. Dai rendering, si direbbe che in questo caso anche l’impostazione formale sia rimasta fedele ai prototipi danesi originali del 2023. Le geometrie e la loro importanza per il funzionamento degli ambienti interni e per i corretti rapporti tra fabbricati sono già state illustrate su queste pagine due anni fa. Spiccano di nuovo l’abbondanza di verde urbano, l’uso del legno e della prefabbricazione come principi costruttivi compatibili con un ciclo di vita lungo e sostenibile e soprattutto l’uso di luce e ventilazione naturali come elementi principali per la definizione degli spazi.
Negli interni, l’illuminazione è quasi ovunque multidirezionale, con una forte presenza di sorgenti e dispositivi zenitali VELUX, che consentono alla luce di entrare più abbondante e in profondità. Le aperture sul tetto garantiscono una migliore ventilazione naturale passiva, con conseguente minore dipendenza da sistemi e impianti meccanici. Ma sono solo alcuni degli aspetti identitari di questo nuovo approccio progettuale e costruttivo, declinabile in infiniti modi ma riconoscibile per l’aderenza ai cinque principi fondativi. Non sempre è immediatamente evidente, ma la guerra, oltre a uccidere persone e distruggere edifici e infrastrutture (si stima che circa il 10% delle case in Ucraina sia distrutto o danneggiato, per ora), aumenta a dismisura l’inquinamento diretto e indiretto e la quantità di rifiuti da smaltire. Soprattutto, fa a pezzi intere comunità con i loro sistemi di relazioni.
È importante non immettere ulteriore CO2 in fase di ricostruzione e gestione degli immobili e soprattutto progettarli pensando anche più di prima all’importanza della collettività. People and Planet rispecchia ancora una volta una visione lungimirante e profondamente umana di come in fondo dovrebbero essere tutti i processi. Living Places Ukraine ne è una dimostrazione concreta.





