Tra passato e futuro, nel cuore del distretto del design di Milano, Fendi rinnova il suo spazio: una “macchina” architettonica precisa, essenziale e innovativa, che conserva la memoria dell’originario complesso industriale e la recente storia artistica. Le origini ottocentesche della struttura, già officina meccanica della Riva Calzoni, emergono in un intervento che ne rispetta il carattere e ne valorizza la matrice industriale. Il progetto interpreta questa eredità attraverso un linguaggio misurato, in cui la memoria costruttiva dialoga con le esigenze del presente: flessibilità, autonomia funzionale, chiarezza spaziale. In questo equilibrio si inserisce anche la presenza del Labirinto di Arnaldo Pomodoro, che rafforza la vocazione culturale del complesso e ne amplifica la stratificazione narrativa.
L’intervento architettonico, privo di gesti invasivi, introduce due nuove strutture autonome in acciaio, la Torre Backstage e la Torre Pomodoro, concepite come edifici indipendenti all’interno del volume esistente. Le due torri sono state realizzate con circa 190 tonnellate di carpenteria metallica in acciaio S355, a cui si aggiungono 35 tonnellate per la passerella sospesa e gli adeguamenti, restituendo un sistema strutturale coerente e leggibile che riporta alla luce anche due carroponti preesistenti. Per evitare interferenze con i volumi interrati e il Labirinto, le fondazioni si basano su micropali IGU che trasferiscono le azioni in profondità senza alterare l’equilibrio originario.

Le torri risultano autonome grazie all’incastro nei plinti puntuali, mentre la connessione agli orizzontamenti consente diaframmi rigidi e passaggi impiantistici ottimizzati. Le travi forate, rinforzate localmente, facilitano le canalizzazioni senza aumentare gli ingombri, rispondendo alla richiesta di Fendi di spazi tecnicamente “puliti” e adattabili rapidamente ai vari allestimenti della navata centrale.

L’adozione del BIM a 360° e in particolare per le strutture, ha permesso di effettuare modelli FEM sottoposti ad analisi dinamica modale al fine di verificare deformazioni e vibrazioni, soprattutto per gli impalcati destinati ad attività performative. La protezione al fuoco (R30 per le nuove costruzioni e R15 per le strutture esistenti) è garantita da vernici intumescenti e dettagli costruttivi delle solette, mantenendo la continuità estetica delle superfici metalliche e tutti i profili sono protetti da cicli di verniciatura secondo UNI EN ISO 12944 per garantirne la durabilità.

L’elemento architettonico di maggior spicco è rappresentato dalla passerella sospesa, vincolata alle colonne esistenti ma strutturalmente indipendente dalle torri, con giunti calibrati e soluzioni a sbalzo che rispettano le deformazioni differenziali tra nuovo ed esistente. Questo elemento ridefinisce la fruizione interna, introducendo un dispositivo tecnico leggero che non grava sul comportamento globale. Seguendo la stessa filosofia costruttiva, gli interventi locali sul fabbricato esistente, ampliamento del vano interrato, nuove fosse ascensori e consolidamenti, sono stati limitati, producendo miglioramenti puntuali senza incrementare i carichi permanenti.

Il progetto restituisce così non soltanto un contenitore per eventi, ma un dispositivo spaziale capace di adattarsi a funzioni e configurazioni diverse. La scelta di mantenere un’immagine volutamente neutra, una vera e propria “scatola bianca”, rafforza la versatilità dello showroom e ne esalta la capacità di accogliere, di volta in volta, linguaggi, allestimenti e narrazioni differenti. In questa sintesi convivono le molte anime del luogo - industriale, artistica, artigianale - in un equilibrio che richiama la stessa cifra stilistica di Fendi: la tensione armonica fra opposti, rigore e sperimentazione, memoria e innovazione.

Il nuovo spazio si propone come esempio vincente di riconversione contemporanea del patrimonio industriale, dimostrando che nuove volumetrie autonome possono inserirsi in edifici storici senza comprometterne l’identità. Più che un singolo intervento, il progetto esprime un approccio: valorizzare l’esistente, operare con precisione e reversibilità, mettere la tecnica al servizio della trasformazione. È in questa capacità di costruire futuro senza cancellare le tracce del passato che risiede il valore più profondo dell’intervento.

Scheda progetto
Committente: Fendi
Concept design department: Fendi Architecture Department: Leonardo Simonti, Giulia Pedicini, Giacomo Galmozzi, Fabiola Lippi
Project manager: Politecnica - Tommaso Conti, Sergio Virdis; Studio Tecnico Associato Poletti-Roncon
Team di progetto (Politecnica): Strutture e Direzione Lavori - Tommaso Conti, Alessio Vezzosi; Edilizia - Stefano Maffei; Restauro conservativo - Alessandro Uras; Impianti - Massimo Fiorini, Federico Gasperini; Sostenibilità - Ferdinando Sarno; Infrastrutture e reti - Stefano Ripari; Acustica - Matteo Falcini; Sicurezza - Alfio Alberto Castro; BIM Manager - Barbara Frascari
Antincendio: STZ Studio Tecnico Zaccarelli srl
Imprese: RTI Promo spa (costruttore metallico, capogruppo), Euroedil srl, MA.PI. Impianti srl, Tofi Impianti Elettrici srl
Courtesy of Fondazione Promozione Acciaio
Text by Marco Cucuzza





