C’è un elemento che a Sequana non si vede ma si fa sentire. È il vento della Senna. Un vento che attraversa le facciate vetrate del complesso, mettendo alla prova ogni elemento installato all’esterno e trasformando una schermatura solare in una vera sfida progettuale. È proprio da questa criticità che nasce la soluzione Resstende: un sistema sviluppato per adattarsi all’architettura esistente, resistere alle condizioni del sito e, allo stesso tempo, integrarsi con discrezione nell’identità degli edifici.
Nel 13° arrondissement di Parigi, lungo la Rive Gauche, la riqualificazione di Sequana restituisce nuova vita a un complesso direzionale composto da due edifici affacciati direttamente sulla Senna. Progettato originariamente da Arte Charpentier e Robert Lewis Turner, il complesso si sviluppa su circa 21.000 m², di cui 19.000 destinati a uffici.

L’intervento rinnova gli spazi interni, le facciate e le aree esterne, valorizzando terrazze, spazi verdi e nuove modalità di vivere gli ambienti di lavoro. Un progetto che guarda al futuro partendo dall’esistente e che trova nella relazione con il paesaggio urbano uno dei suoi elementi distintivi.
È in questo equilibrio tra architettura, comfort e ambiente che si inserisce il lavoro di Resstende. Sulle facciate rivolte verso la Senna, una delle principali sfide era garantire una schermatura solare efficace e stabile in condizioni di forte esposizione al vento.
Resstende è entrata nel progetto in una fase già avanzata dei lavori, quando le soluzioni precedentemente previste avevano evidenziato alcune criticità. Fabrix, azienda francese specializzata in facciate e serramenti, ha quindi coinvolto Resstende con una richiesta precisa: trovare una soluzione sicura, duratura e coerente con la facciata esistente.

"Siamo entrati in questo progetto in una fase molto avanzata - racconta Joris Biffi, Export Manager di Resstende –. Fabrix si è rivolta a noi perché le tende precedenti non resistevano ai forti venti presenti sul sito. Serviva un’installazione sicura, esteticamente accettabile e duratura. La conformazione della facciata non consentiva un’installazione standard: abbiamo quindi lavorato sul sistema di fissaggio, sul tessuto e sulle dimensioni dei rulli".
La risposta non è stata quindi semplicemente quella di sostituire un prodotto con un altro. È stato necessario ripensare il sistema nel suo insieme, confrontandosi con i vincoli della facciata e con le esigenze del progetto. La soluzione ha previsto una contropiastra in acciaio ancorata al fermavetro, studiata per consentire il fissaggio sia del cassonetto sia dei tendicavi del rullo installato al livello superiore. Un intervento customizzato che ha permesso di adattare il sistema all’architettura esistente, mantenendo al minimo l’impatto visivo.
"Confrontandoci sulle difficoltà del sistema abbiamo ottenuto la fiducia del committente, che ha acconsentito a rivedere l’intero progetto: dal sistema di fissaggio al tessuto, modificando persino le dimensioni dei rulli", spiega Biffi.

Un processo che racconta bene l’approccio Resstende: ascoltare il progetto, comprenderne i vincoli e costruire la risposta insieme a chi lo sta realizzando. Un approccio apprezzato anche da Fabrix.
"Resstende ha dimostrato grande reattività e rapidità di risposta quando ci siamo rivolti a loro. Si sono immediatamente attivati e hanno realizzato una prescrizione dei prodotti che si è rivelata estremamente efficace", racconta Elisabeth Guillaumond, Amministratrice di Fabrix.
Per i due edifici sono stati installati oltre 400 sistemi a rullo BOSTON TKV 135 con fondale FD60, tutti motorizzati e dotati di Traction Kit, l’esclusivo dispositivo Resstende progettato per mantenere il telo efficacemente in tensione anche in presenza di vento. È proprio questa tecnologia ad aver rappresentato uno degli elementi decisivi per l’acquisizione del progetto.

"Il nostro sistema di trazione Traction Kit è stato sicuramente fondamentale - sottolinea Joris Biffi -. I sistemi alternativi installati in precedenza si erano rovinati in brevissimo tempo. In caso di forte vento, quando l’anemometro entra in funzione e chiude automaticamente il rullo, i sistemi non dotati del nostro TK tendono infatti ad avvolgersi stropicciando e danneggiando il tessuto".
Il Traction Kit affronta il problema alla sua origine: la forza del vento viene contrastata attraverso l’energia controllata dei pistoni a gas integrati nel fondale, contribuendo a mantenere il telo stabile e correttamente tensionato.
"Dal punto di vista tecnico, il Traction Kit è stato uno dei criteri principali che ci ha portato a scegliere Resstende. È stata l’unica azienda a proporre questa soluzione per facciate situate lungo la Senna e fortemente esposte al vento", conferma Elisabeth.

Ma a Sequana la performance tecnica non è l’unico obiettivo. Quando la tecnologia è chiamata a dialogare con un’architettura esistente, anche il dettaglio estetico diventa parte della progettazione. Per questo cassonetti e fondali sono stati realizzati in due tonalità RAL customizzate: i cassonetti riprendono il colore dei serramenti, mentre i fondali si abbinano alla tonalità scura del tessuto e delle superfici vetrate. La schermatura costruisce così un equilibrio cromatico discreto: la parte superiore si integra con i serramenti e con la facciata, mentre quella inferiore si fonde visivamente con il telo e con le superfici vetrate.
Anche la scelta del tessuto nasce dalla volontà di tenere insieme prestazione e percezione. È stato scelto Soltis Veozip, in una tonalità scura e con fattore di apertura del 5%. La sua trasparenza permette di ridurre l’abbagliamento e migliorare il comfort visivo e termico degli ambienti, mantenendo al tempo stesso la relazione con l’esterno anche a tenda abbassata. La composizione a base di canapa contribuisce a una resa naturale e materica, mentre la resistenza ai raggi UV e la stabilità dimensionale ne supportano la durabilità nel tempo. Il risultato è una schermatura che non cerca di imporsi sulla facciata, ma diventa parte della facciata stessa.
La riqualificazione di Sequana non riguarda quindi solo gli edifici, ma il modo in cui questi vengono vissuti. Le terrazze vengono valorizzate, gli spazi verdi potenziati e il progetto dedica particolare attenzione alla biodiversità e alla qualità degli ambienti di lavoro. L’obiettivo è raggiungere il 50% di superficie vegetata nelle terrazze e creare una relazione più intensa tra persone, architettura e natura.
In questo scenario, anche la schermatura solare assume un ruolo più ampio. Controllare l’irraggiamento significa migliorare il comfort degli occupanti, limitare l’abbagliamento e ridurre i riflessi sulle grandi superfici vetrate, senza interrompere la vista verso la Senna e il paesaggio urbano.

La schermatura diventa così parte di una strategia: proteggere dall’eccesso di sole senza separare gli ambienti interni dal mondo esterno. Anche la possibilità di gestire grandi dimensioni ha contribuito a ottimizzare la soluzione: più moduli sono stati riuniti su un unico rullo, con un conseguente risparmio sia sul prodotto sia sulle operazioni di posa.
"Le schermature solari esterne sono un elemento essenziale dell’architettura contemporanea, soprattutto considerando il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature che stiamo affrontando", osserva Elisabeth. "Sono elementi determinanti per la protezione solare degli edifici, sia esistenti sia di nuova costruzione. La nostra esperienza e flessibilità nel customizzare e proporre la migliore soluzione tecnico-estetica", conclude Joris Biffi, "rappresentano al meglio il nostro modo di lavorare in progetti come questo".
Ed è forse proprio qui che si trova il valore più autentico dell’intervento. A Sequana, il vento della Senna è stato prima un problema e poi una direzione. Ha imposto di fermarsi, ascoltare la facciata, mettere in discussione una soluzione standard e cercarne una nuova. Ha trasformato una criticità di cantiere in un’occasione per progettare meglio.
Scheda progetto
Progetto: Arte Charpentier e Robert Lewis Turner
Facciate e serramenti: Fabrix
Sistemi: oltre 400 schermature solari modello BOSTON TKV 135






