A mosaico

Autore testo:
Enrico Francesconi, Mirko Giorgetti


La pavimentazione a mosaico è caratterizzata da una finitura superficiale costituita da tessere di vetro, ceramica o litotipi (marmi, pietre, graniti, travertini, ecc.) disposte a disegno su un supporto murario o cementizio.
Le tessere impiegate possono essere di diverse intonazioni di colore, anche se generalmente vengono usate di colore bianco e nero o dorate; ricavate singolarmente mediante frammentazione o intaglio di paste di vetro, ceramica, marmi o pietre adatte ['].
Per la posa in opera, la tecnica esecutiva di antica tradizione consiste nel preparare il supporto murario, verticale od orizzontale, con uno strato di malta grossolanamente lisciata sul quale, a presa ultimata, viene steso a tratti un ulteriore strato di malta fina perfettamente in piano su cui, prima che faccia presa, vi vengono infisse con leggera battitura le tessere musive (ceramiche o litoidi); segue quindi la stuccatura delle connessure e la pulitura superficiale.
Le tecniche attuali si distinguono a seconda del materiale di cui sono costituite le tessere.
 
Tecnica diretta
E' impiegata soprattutto nei mosaici verticali, con l'accorgimento di disporre inclinate le facce delle tessere per ottenere effetti di riflessione, ed è molto simile all'antica tecnica diretta come sopra descritta. Si eseguono su carta in scala reale il disegno che si vuole riprodurre e una griglia di taglio, suddividendo il disegno stesso in sezioni (£ 0,25 m2) che rappresentano le porzioni in cui verrà suddivisa l'esecuzione; tagliate queste sezioni e numerate per poter disporle in opera nel modo corretto, per ciascuna di esse viene sagomato un supporto rigido (Populit) sul quale si applica uno strato spianato di 3 cm di malta (grassello di calce e sabbia) su cui si esegue il disegno relativo e si inseriscono le tessere a faccia a vista. Trascorso il tempo di presa, si incolla sulla superficie del M. una garza rada e robusta (tarlatura) mediante miscela di colla vegetale e vinilica; a incollaggio avvenuto si capovolge il mosaico asportando con cura (spillatura) il supporto di malta che è servito a legare provvisoriamente le tessere, e si procede alla posa in opera mediante spalmatura della superficie posteriore delle sezioni con un impasto di solo cemento e successiva applicazione al supporto mediante battitura lasciando la superficie senza levigatura ma, anzi, applicando le sezioni in modo da far risultare il piano generale ondulato al fine di valorizzare la preziosità dell'opera musiva.
Tecnica Indiretta (rivoltatura). Su carta da spolvero si esegue il disegno in scala reale ma al rovescio, e su esso si traccia una griglia di taglio come sopra, procedendo quindi al taglio delle sezioni sulle quali vengono incollate le tessere 'a faccia in giù' mediante collante a base di colla vegetale e vinilica (incartonatura); le sezioni così ultimate vengono poi riaggregate, per controllo, a formare il disegno generale prima della posa in opera e quindi si procede alla sistemazione sul supporto, come detto per la tecnica diretta, ma in modo che il piano risulti perfettamente orizzontale; trascorso il tempo necessario per la presa, si procede all'asportazione della carta e della colla mediante lavaggio con acqua e soda caustica, si esegue il riempimento delle connessure con cemento bianco o misto a pigmenti minerali e si completa l'opera con la lucidatura a piombo.
 
Fonte testo:
Dizionario dei Materiali e dei Prodotti, Collana "Dizionari di Architettura 1", diretta da Giorgio Boaga, ed. UTET, Torino, 1998.

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