d'Architettura
Lo
stabilimento Barilla

vita e morte di un'architettura
Luca
Monica

   La breve vita del pastificio Barilla
costruito a Parma presso Barriera Vittorio Emanuele da Gian Luigi Giordani a
partire dal 1957, inaugurato nel 1964 e demolito nel 1999, ha rappresentato un
episodio di indubbio significato per il valore che le architetture industriali
hanno avuto rispetto al paesaggio della città, ben oltre i suoi valori
progettuali e di costruzione, di organizzazione della vita nella civiltà
industriale, in un ambito strettamente utilitaristico e imposto dall'economia
produttiva, ben oltre i valori di testimonianza delle archeologie industriali.

   Vale subito la pena notare che la figura di Giordani,
architetto, è significativa di una maturità industriale che, dal Dopoguerra, la
Barilla assume. Pochi anni prima infatti, dal 1952, Giordani aveva costruito la
sede della Farmitalia a Milano seguendo criteri tipologici abbastanza simili a
quanto poi svilupperà a Parma, vale a dire accentuando architettonicamente
l'organizzazione delle linee di produzione in verticale.

   Con quell'edificio Giordani contribuisce così, fin dai
primi anni Cinquanta, a una nuova tradizione milanese e lombarda di architettura
moderna applicata all'edilizia industriale, capace di rigenerare con coerenza un
proprio linguaggio razionale, allora e in quel contesto chiamata a dare forma,
figura e tecnica a uno sviluppo produttivo mai prima conosciuto...

 
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