Nel quartiere di Santa Croce a Firenze, DEFERRARI+MODESTI ha firmato il progetto architettonico e di interior design di Casa GZ, appartamento al piano terra di una palazzina ottocentesca trasformato in una casa per una giovane famiglia. L’intervento lavora su un contesto particolarmente denso: l’abitazione si trova accanto all’ex monastero di San Francesco de’ Macci, costruito a partire dal 1349 dalle Clarisse, e si affaccia sull’attuale giardino di Borgo Allegri, un tempo orto del complesso conventuale. La relazione con la storia del luogo non è quindi un tema accessorio, ma una condizione fisica e materica che attraversa l’intero progetto.
Una lunga parete interna condivisa con l’antico complesso monastico, scandita da colonne portanti originali in pietra serena, costituisce uno degli elementi più significativi della casa. Proprio la presenza di queste colonne ha suggerito ai progettisti la possibilità che l’appartamento custodisse ulteriori tracce del proprio passato. Attraverso una serie di saggi, condotti con il supporto di una restauratrice, sono stati individuati affreschi appartenenti a epoche diverse; uno di questi è stato restaurato e lasciato visibile nella camera delle bambine, diventando una presenza discreta ma centrale nel racconto domestico.

Come spiega Lavinia Modesti, “il progetto nasce dal confronto con una casa già molto stratificata, in cui la presenza delle colonne in pietra serena, gli affreschi ritrovati e il rapporto con l’ex monastero non potevano essere trattati come semplici elementi decorativi”. L’intervento non musealizza queste presenze, ma le integra in una condizione abitativa quotidiana, cercando un equilibrio tra memoria storica e uso contemporaneo degli spazi.
La ristrutturazione ha coinvolto ogni parte dell’appartamento, dalla distribuzione interna alle finiture, dal disegno degli arredi su misura alla selezione di pezzi da catalogo, arredi vintage, oggetti di famiglia e opere d’arte. Il progetto costruisce un interno chiaro e luminoso, concepito come un contenitore misurato capace di accogliere una palette cromatica ricca, materiali diversi e dettagli decorativi senza perdere coerenza complessiva.
Il lavoro distributivo ha avuto come obiettivo principale quello di portare la zona giorno verso il giardino interno e di rendere più fluidi i percorsi. Living, sala da pranzo e cucina si aprono così verso l’esterno, mentre la zona notte dei genitori è organizzata come un ambito più raccolto, con bagno privato e guardaroba. “Con Casa GZ abbiamo lavorato su una riorganizzazione profonda degli spazi”, sottolinea Javier Deferrari, “con l’obiettivo di riqualificare un immobile che aveva perso parte della sua qualità abitativa”. La nuova configurazione restituisce luce, continuità e relazioni più chiare tra gli ambienti.

Il giardino interno, di circa 80 m², è parte integrante del progetto e non semplice spazio di pertinenza. Pensato come estensione della casa, è attrezzato per momenti di quiete e vita all’aperto, con sedute, vegetazione e viste verso il campanile di Santa Croce. Un pergolato bordeaux con copertura in cannicciato definisce il passaggio tra interno ed esterno, costruendo una soglia domestica in cui il colore diventa dispositivo spaziale e non solo elemento decorativo.
All’interno, il soggiorno assume il ruolo di ambiente di relazione, ospitalità e lavoro. Un grande mobile su misura corre lungo una parete e raccoglie libri, oggetti, memorie familiari e una postazione per lo smart working che può essere completamente nascosta. L’arredo diventa così un’infrastruttura domestica capace di ordinare lo spazio e, allo stesso tempo, di registrare la vita quotidiana della famiglia.
Il tema del colore emerge con maggiore evidenza nella sala da pranzo e nella cucina. La proprietaria, attiva nel mondo della moda, ha seguito il progetto contribuendo alla definizione di una palette intensa e calibrata. Le superfici cromatiche dialogano con il parquet a spina ungherese, con i tappeti originali di Fortunato Depero e Giacomo Balla e con una selezione di oggetti che tiene insieme design, memoria personale e ricerca decorativa. Diversi lampadari in vetro di Murano, appartenenti alla storia familiare del proprietario, introducono riflessi e trasparenze nella sala da pranzo, nella camera padronale e nei bagni.

Il bagno principale è uno degli ambienti più caratterizzati del progetto. Il disegno del pavimento trae ispirazione dalle tarsie marmoree del Duomo di Firenze e compone un tappeto in marmo che orienta lo sguardo verso un lavabo scultoreo in legno laccato, completato da un piano in cemento rosso. La doccia, celata da una tenda color ocra, assume un carattere quasi teatrale, mentre il pavimento in travertino giallo rafforza la qualità materica dello spazio.
Nella camera padronale, un portale color ocra inserito in una boiserie-armadiatura su misura definisce la soglia tra la parte comune e quella più privata della casa. Nella camera delle figlie, invece, l’affresco restaurato riporta in superficie la stratificazione dell’edificio, facendo entrare il passato nella dimensione quotidiana dell’abitare senza trasformarlo in frammento isolato.

Scheda progetto
project: Javier Deferrari, Lavinia Modesti
location: Santa Croce, Firenze, Italy
client: privato
year: 2024/26
interior area: 100 m²
garden area: 80 m²
photos: Anna Positano e Gaia Cambiaggi | Studio Campo