"Era una casa doppia, con un ampio spazio aperto tra le due parti, coperto e pavimentato, dove talvolta si apparecchiava la tavola nelle ore centrali della giornata, ed era un luogo fresco e confortevole": con queste parole Mark Twain descriveva il dogtrot, una tipologia abitativa diffusa nel sud-est degli Stati Uniti nel XIX secolo, caratterizzata da due corpi edilizi collegati da un passaggio centrale coperto, utilizzato sia come elemento distributivo sia come spazio di soggiorno naturalmente ventilato. È proprio da questo modello che prende forma DogTrot, la residenza progettata dallo studio Williamson Williamson, fondato da Betsy Williamson e Shane Williamson, a Magnetawan, in Ontario, su un terreno boschivo in pendenza affacciato su un lago. Il progetto reinterpreta la configurazione tradizionale attraverso un sistema costruttivo prefabbricato in legno, un involucro ad alte prestazioni energetiche e un'organizzazione degli spazi capace di adattarsi alle differenti condizioni stagionali del clima canadese.
La casa è composta da due volumi con copertura a due falde, collegati da un passaggio esterno protetto che costituisce il fulcro dell'organizzazione distributiva. Se nella tipologia originaria questo ambiente intermedio rispondeva principalmente alla necessità di garantire ombra e ventilazione naturale durante i mesi più caldi, nella reinterpretazione di Williamson Williamson diventa anche uno strumento per articolare l'utilizzo stagionale dell'abitazione, consentendo di separare funzionalmente i due nuclei e di concentrare le attività negli ambienti riscaldati durante l'inverno.
Il progetto si inserisce in un paesaggio caratterizzato da una fitta vegetazione e da un terreno che degrada rapidamente verso il lago Magnetawan. Anziché modificare la morfologia del suolo attraverso consistenti operazioni di scavo e sbancamento, i progettisti hanno scelto di adattare il sistema di fondazione alle caratteristiche topografiche del sito, collocando l'edificio su una piccola superficie pianeggiante e facendo avanzare parte della costruzione oltre il margine del pendio. La casa si protende così verso il paesaggio, aprendo visuali sull'acqua e sulla foresta e limitando le trasformazioni del terreno. Questa soluzione consente inoltre di distinguere il sistema di appoggio, legato alle condizioni specifiche del lotto, dall'organismo edilizio soprastante, concepito secondo principi costruttivi potenzialmente replicabili.
L'organizzazione planimetrica distribuisce le funzioni domestiche nei due corpi principali, mantenendo una netta separazione tra gli ambienti. Il volume maggiore accoglie l'ingresso, la cucina, la zona pranzo, il soggiorno e una seconda camera da letto, mentre quello di dimensioni più contenute ospita la camera padronale con il relativo bagno. La generosa altezza interna, determinata dalle coperture inclinate, permette di ricavare un soppalco che si sviluppa sopra il passaggio centrale, sfruttando la sezione dell'edificio e introducendo un ulteriore livello di utilizzo dello spazio.
Il breezeway, aperto lateralmente ma protetto dalla copertura, costituisce una vera e propria stanza esterna, utilizzabile durante la stagione estiva come luogo di soggiorno, spazio per i pasti e area di appoggio per le attrezzature destinate alle attività sul lago. La sua posizione tra i due volumi permette di mantenere un rapporto costante con l'ambiente naturale e di favorire la circolazione dell'aria, recuperando una delle principali qualità climatiche della tipologia tradizionale. Nei mesi invernali, invece, il corpo che ospita la camera padronale può essere temporaneamente chiuso, concentrando le attività nel volume maggiore, dotato anche di una stufa a legna. L'articolazione dell'abitazione permette quindi di modulare la superficie utilizzata in funzione della stagione e del numero di occupanti, con conseguenze positive sulla gestione dei consumi energetici.
La prefabbricazione costituisce uno degli aspetti centrali del progetto, poiché ha influenzato non soltanto il processo di costruzione ma anche la configurazione architettonica e le modalità di assemblaggio. I pannelli delle pareti e della copertura sono stati realizzati localmente, trasportati in cantiere e successivamente collocati mediante gru. Il ricorso a elementi prefabbricati ha consentito di accelerare le operazioni di montaggio, migliorare il controllo dimensionale e ridurre gli scarti di lavorazione, limitando al tempo stesso le attività svolte direttamente sul terreno. Una scelta particolarmente rilevante in un contesto naturale caratterizzato da pendenze accentuate e dalla presenza di vegetazione da preservare.
Il sistema costruttivo è stato concepito per permettere una possibile riproduzione della tipologia in condizioni differenti, attraverso l'adattamento delle strutture di fondazione alle caratteristiche del luogo. La prefabbricazione diventa così parte di una strategia più ampia, nella quale la semplicità dell'impianto volumetrico e l'impiego di componenti realizzati in ambiente controllato permettono di coniugare precisione esecutiva, contenimento degli sprechi e flessibilità applicativa.
Il legno caratterizza sia l'involucro sia gli ambienti interni, attraverso una scelta materica che rafforza l'unità dei due corpi edilizi. All'esterno, il rivestimento in cedro bianco orientale accompagna la geometria delle facciate e delle coperture, definendo una superficie continua. Negli spazi interni, questo principio viene ripreso attraverso doghe di pino verniciate di bianco che rivestono le pareti verticali e proseguono sulle superfici inclinate, raccordandosi mediante curvature in corrispondenza del passaggio tra pareti e soffitto. Il risultato è un involucro interno uniforme che rende leggibile la sezione dell'edificio e accentua la continuità tra i diversi piani.
A questa superficie prevalentemente bianca si contrappongono le pareti di testata dei due volumi, realizzate in legno con funzione strutturale e trattate con tonalità blu e verdi. Il colore permette di distinguere gli elementi portanti e di attribuire a ciascun ambiente un carattere riconoscibile, senza interrompere la coerenza del sistema architettonico. Le pareti di testata diventano così fondali che organizzano visivamente gli spazi domestici, mentre gli elementi di arredo integrati e le partizioni leggere contribuiscono a definire le diverse funzioni.
La continuità del rivestimento ligneo è accompagnata da un'attenta progettazione delle aperture, dimensionate e distribuite in relazione alla geometria dei volumi e alle visuali sul paesaggio. Le finestre principali lungo i prospetti longitudinali riprendono le proporzioni del passaggio centrale, stabilendo una corrispondenza tra la composizione delle facciate e l'organizzazione distributiva. Le ampie superfici vetrate favoriscono l'ingresso della luce naturale e il rapporto visivo con il lago e il bosco, mentre i lucernari collocati in copertura contribuiscono sia all'illuminazione degli ambienti sia alla ventilazione passiva.
L'adattamento della tipologia tradizionale alle condizioni climatiche dell'Ontario ha richiesto uno specifico approfondimento delle prestazioni dell'involucro. La residenza è stata realizzata secondo i criteri dello standard Passive House, attraverso soluzioni orientate a limitare le dispersioni termiche e a ridurre il fabbisogno energetico. Le pareti perimetrali sono costituite da una doppia orditura lignea, con intercapedini riempite mediante cellulosa insufflata ad alta densità, che permette di raggiungere valori di resistenza termica dichiarati superiori a R-40 secondo il sistema di misura nordamericano. La copertura presenta invece un isolamento con resistenza termica pari a R-60, mentre membrane ad alte prestazioni per il controllo dell'aria e del vapore completano il sistema di chiusura.
DogTrot Magnetawan ha ricevuto nel 2025 un Merit Award nell'ambito dei Wood Design & Building Awards e un Award of Distinction ai WoodWorks Ontario Awards, riconoscimenti assegnati dal Canadian Wood Council per la qualità della progettazione e dell'impiego del legno. Il progetto è stato inoltre selezionato al World Architecture Festival e ha ottenuto una menzione tra gli Honorees dei Best of Year Awards di Interior Design, nella categoria Small Country House.
Scheda progetto
Progetto: DogTrot Magnetawan
Architetti: Williamson Williamson
Località: Magnetawan, Ontario, Canada
Progettisti: Betsy Williamson, Shane Williamson
Superficie: circa 139 m²
Ingegneria strutturale: Tacoma Engineers
Gestione della costruzione: Lowry Building Company
Rivestimenti verniciati interni ed esterni: Maibec
Rivestimento esterno in legno: cedro bianco orientale
Serramenti: Andersen
Fotografie: Scott Norsworthy






