Si è tenuta lo scorso 19 giugno, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica l’incontro "Oltre l'efficienza. Qualità degli Ambienti Interni tra salute pubblica e valorizzazione del patrimonio immobiliare". L'evento, promosso dal Gruppo VELUX e da SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), ha voluto stimolare un confronto trasversale tra istituzioni, comunità scientifica e mercato immobiliare sul futuro della rigenerazione urbana in Italia.
Negli ultimi anni, il dibattito si è concentrato prevalentemente sulla decarbonizzazione e sul risparmio energetico. Pur restando pilastri fondamentali, gli esperti riunitisi al Senato hanno evidenziato la necessità di un cambio di paradigma: non basta valutare un immobile solo in base alle sue prestazioni energetiche, ma occorre considerarlo prima di tutto come un luogo di vita e di benessere, dove la qualità degli spazi interni incide direttamente sulla salute pubblica.
A tal proposito, Raffaella Berardo, Vice-President del Gruppo VELUX, ha commentato durante il suo intervento: "Siamo molto orgogliosi di promuovere un evento dedicato a un tema cruciale: la necessità che Istituzioni, industria e professionisti lavorino insieme per migliorare la qualità degli ambienti in cui le persone vivono, andando oltre il solo obiettivo dell'efficienza energetica. È un percorso che parte dall’esistente: in Italia gran parte del patrimonio edilizio risale agli anni Sessanta e necessita oggi di una profonda revisione. Per questo è fondamentale mettere attorno allo stesso tavolo gli attori chiave - l’industria, che sente la responsabilità di guidare l’innovazione sostenibile, i professionisti della progettazione e le istituzioni - per definire un futuro delle abitazioni fondato su qualità della vita, luce e ventilazione naturale, e valorizzazione del patrimonio immobiliare".

Il patrimonio edilizio italiano è ampiamente caratterizzato da strutture risalenti agli anni '60 e '70, che necessitano di una profonda revisione energetica e strutturale. La sfida della riqualificazione non deve però limitarsi all'isolamento termico. Il principio cardine emerso dalla conferenza è chiaro: se un edificio salubre è normalmente anche efficiente, non è sempre vero il contrario. Un immobile può infatti vantare consumi ridotti, ma soffrire di scarsa ventilazione, carenza di luce naturale o problemi di surriscaldamento estivo.
Parametri come la sicurezza, la salubrità dell'aria, l'adattabilità climatica, il comfort acustico e l'apporto di luce e ventilazione naturali devono essere trattati come elementi di un unico sistema progettuale. Solo in questo modo la transizione ecologica può trasformarsi in un'opportunità strategica per restituire valore reale alle aree urbane, riducendo il consumo di suolo e rendendo gli immobili più resilienti e attrattivi sul mercato.
Su questo aspetto si è soffermato Marco Soravia, Market Director VELUX Italia: "Il patrimonio edilizio italiano è enorme e fatto in gran parte di edifici datati, che possono essere valorizzati attraverso innovazione tecnologica, isolamento e progettazione orientata alla sostenibilità e alla salute. Pensare all’edificio guardando oltre i materiali e l’efficienza energetica, partendo da chi lo abita e non solo dall’estetica, è oggi un’opportunità: sottotetti e coperture diventano spazi strategici per portare luce e ventilazione naturale all’interno degli edifici, un valore aggiunto sia per chi deve vendere casa sia per chi la ristruttura per viverci".

Una lettura confermata anche da Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager VELUX Italia: "Negli ultimi anni l’efficienza energetica è stata posta al centro delle politiche edilizie. L’idea è promuovere un approccio integrato, in cui sicurezza, adattabilità climatica e salubrità - luce e ventilazione naturale, comfort termico e acustico - siano considerati elementi di un unico sistema progettuale. Un edificio salubre è anche efficiente, ma non sempre è vero il contrario. Per questo riteniamo fondamentale portare il tema in un contesto istituzionale, affinché normative e processi autorizzativi riconoscano la qualità degli ambienti interni come leva di mercato immobiliare e di sviluppo economico".
Il tema è stato approfondito anche da uno studio preliminare condotto da SIMA in collaborazione con VELUX Italia sulla dispersione dei composti organici volatili (Voc) negli ambienti domestici. Le rilevazioni, effettuate in un bagno reale - tra gli spazi più esposti all’accumulo di inquinanti - mostrano quanto la ventilazione incida sui tempi di recupero della qualità dell’aria: in assenza di aerazione la concentrazione di Voc resta elevata per circa 15 ore, mentre con ventilazione meccanica il rientro ai valori di base avviene in circa 3 ore. Con ventilazione naturale, il tempo si riduce a meno di 40 minuti.

“I risultati preliminari della nostra ricerca, condotta dal Professor Enrico Greco della University of South Florida, confermano quanto la qualità degli ambienti interni rappresenti una priorità per la salute pubblic”, ha spiegato Alessandro Miani, Presidente di SIMA.“La ventilazione naturale è uno strumento di prevenzione semplice ma essenziale per ridurre l’esposizione agli inquinanti indoor”.
Il dato si inserisce in un quadro in cui il ricorso alla climatizzazione domestica in Italia è raddoppiato negli ultimi dieci anni, una crescita legata all’allungamento delle stagioni calde. I Voc, tra i principali inquinanti dell’aria indoor, possono causare irritazioni alle vie respiratorie, cefalea e affaticamento; un’esposizione prolungata in ambienti privi di adeguato ricambio d’aria comporta rischi più rilevanti per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Un ulteriore elemento a sostegno del ruolo della ventilazione naturale - e quindi della luce e dell’aria che entrano dal tetto - come leva di salubrità degli ambienti interni, oltre che di efficienza energetica.





