FAKRO

Situato a Quattordio in località Piepasso, tra Asti e Alessandria, il Castello di Lajone è un esempio di architettura nobiliare risalente ai primi anni del ‘600 e, nel tempo, è stato costantemente arricchito dalle ricche famiglie che l’hanno abitato. Immerso in un suggestivo giardino secolare dotato di una magnifica piscina, il castello domina il paesaggio collinare dell’Alto Monferrato. Oggi si presenta come un’imponente dimora in stile tardo-rinascimentale, sorretta dalle vigorose arcate di fondazione visibili nelle cantine e caratterizzata da una singolare torre merlata dalla pianta pentagonale.
Per preservare il pregevole aspetto estetico del complesso, gli attuali proprietari hanno intrapreso un metodico progetto di restauro delle massicce murature in laterizio, del tetto a falde, degli ambienti al secondo e terzo piano fino a ora chiusi al pubblico, dei delicati apparati decorativi e delle pareti affrescate che adornano le sale finemente arredate.

Il nostro obiettivo è stato trasformare questo splendido edificio e il suo giardino in un luogo aperto a una fruizione consapevole di stampo artistico culturale – afferma Marco Farronato, comproprietario e Amministratore del Castello di Lajone, nonché fondatore di Lajoneart, progetto artistico che ha ospitato la prima mostra internazionale di arte contemporanea dal 30 settembre 2017 al 5 novembre 2017. Oltre alle visite guidate del Fondo Ambiente Italiano e di numerose organizzazioni culturali piemontesi, ospitiamo anche eventi privati e aziendali capaci di valorizzarne le qualità architettoniche, artistiche e paesaggistiche. I lavori di restauro dei piani superiori sono iniziati circa un anno e mezzo fa. Ci siamo concentrati sulla copertura, per consentire al cantiere di procedere nelle migliori condizioni operative, e sugli ambienti posti ai piani superiori, per permettere l’accesso ai nuovi saloni espositivi che ospiteranno manifestazioni artistiche, tra cui una grande esposizione di arte contemporanea”. Iniziate circa un anno e mezzo fa, le opere di restauro e conservazione sono finalizzate a preservare il più possibile le componenti costruttive e materiche originarie. “Questo tipo di cantieri è una fonte costante di scoperte interessantissime. Ad esempio, durante i lavori abbiamo scoperto che i mattoni – recuperati uno per uno e reintegrati nella loro posizione con materiali compatibili – recano l’impronta delle mani di chi li ha prodotti secoli fa. Le travi di rovere del tetto sono state accuratamente smontate, ripulite recuperando i caratteristici chiodi in bronzo, consolidate con trattamenti compatibili e infine riposizionate, integrando le parti non recuperabili con elementi sempre in rovere di origine locale. Abbiamo fatto realizzare un cordolo perimetrale antisismico in calcestruzzo armato con barre in ferro zincato, completando la struttura a capriate con la posa di strati termoisolanti, di una barriera al vapore, dei coppi recuperati e delle linee-vita. Si tratta di opere necessarie per preservare la funzionalità del tetto e per svolgere le future attività di manutenzione in tutta sicurezza“.
La principale difficoltà che abbiamo affrontato è consistita nella ricerca delle soluzioni meno invasive possibile, per adeguare parti dell’edificio concepite in periodi storici diversi, sfruttando le caratteristiche costruttive del manufatto senza snaturarlo ma, anzi, valorizzandone ulteriormente l’architettura attraverso prodotti contemporanei capaci di armonizzarsi con un edificio antico. È il caso, ad esempio, delle nuove finestre da tetto FAKRO utili a garantire condizioni igrotermiche indispensabili alla conservazione delle strutture in legno di rovere, il ricambio dell’aria nel sottotetto e l’illuminazione degli ambienti ristrutturati. Per la scelta delle finestre da tetto ci siamo affidati alle competenze e all’esperienza dei professionisti e delle imprese coinvolte nel progetto.
I prodotti FAKRO, caratterizzati da tecnologie e prestazioni all’avanguardia, si sono rivelati versatili e adattabili a un edificio antico. Attraverso un’apertura appositamente realizzata, la luce che filtra attraverso il sottotetto contribuisce all’illuminazione naturale del salone centrale dell’area espositiva. Allo stadio attuale dei lavori, siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti“.

Sulla copertura del Castello di Lajone sono state installate complessivamente 13 finestre FAKRO, tutte fornite dall’impresa Gallo Legnami nel contesto della realizzazione delle strutture portanti della copertura (travature e tavolati in rovere). Si tratta di: 9 finestre modello FYP-V U3 Prosky (dimensioni 94×206 cm) con apertura a bilico e asse di rotazione decentrato. Da sottolineare è che la struttura del serramento proSky permette di raggiungere ampiezze rilevanti nonché performance estremamente elevate quanto a luminosità, utilizzando un’unica finestra anziché due serramenti sormontati in combinazione verticale – soluzione comunemente adottata – e quindi con un notevole risparmio in termini di costi nonché tempi d’installazione. Non solo; la luminosità che proSky è in grado di garantire in tali casistiche è addirittura superiore a quella offerta da due finestre sormontate perché, trattandosi di un unico serramento, si ha un montante centrale di spessore inferiore; 2 finestre modello FTU-V U3 (dimensioni 66×98 cm) con apertura a bilico, di cui una dotata del dispositivo per la movimentazione elettrica; 2 finestre modello FPP-V U3 (dimensioni 66×118 cm) con doppia apertura; 1 finestra modello FTU-V U3 (dimensioni 66×98 cm) con apertura a bilico.
Tutte le finestre da tetto FAKRO sono impostate su imbotti in legno di rovere inserite fra le travi della copertura e sono state posate in opera complete dei raccordi di copertura. In particolare, le finestre FYP-V U3 Prosky sono realizzate come le altre finestre a bilico, ma l’asse di rotazione è situato sopra alla mezzeria del telaio. Le cerniere dispongono di un sistema brevettato di sostegno che attribuisce al battente la funzione di finestra con apertura a vasistas. In pratica FAKRO FYP-V U3 Prosky agevola l’avvicinamento al lato della finestra in tutta sicurezza e permette l’ingresso di molta più luce, senza la necessità di ricorrere a combinazioni verticali di più finestre.

Scheda progetto
Committente: Prof. Giampietro Farronato, Dott. Marco Farronato, Dott.ssa Emanuela Gastaldello
Progetto di restauro: Arch. Michela Macchia
Capocantiere: Geom. Giacomo Moriello
Impresa: Gallo Legnami
Finestre da tetto: FAKRO
Modelli:FYP-V U3 Prosky, FTU-V U3 Z-Wave, FPP-V U3, FTU-V U3