Prima la crisi finanziaria, che si fatica a ricordare, ma che ha lasciato tracce profonde, poi la pandemia con tutto il seguito di buoni propositi anche questi già dimenticati, e poi le guerre intorno. Elementi che si uniscono alle grandi mutazioni radicali, il cambiamento climatico, la tecnologia spintissima, l’evoluzione sociale: questo insieme di fattori conduce a un diverso modo di riflettere sulle città.
Il nuovo pensiero parte da un punto tanto ovvio, quanto eluso: la città è una dimensione collettiva, civile e da condividere.
Ogni città ha una storia che la rende unica, uno sviluppo planimetrico che la rende fruibile, un territorio e un paesaggio che possono essere trasformati sulle esigenze mutate dei cittadini.
È una matrice di significati che concorre alla rilettura della città:
- RADICARE / il rispetto e la conservazione della memoria ne preservano l’identità e la riconoscibilità;
- ATTRAVERSARE / l’attenzione progettuale rivolta alla creazione di basamenti attivi e permeabili ne agevola le connessioni tra quartieri e facilità le relazioni tra persone;
- RIGENERARE / l’adeguamento degli spazi implica una vera e propria rigenerazione di funzioni e significati contemporanei.
Su questi assunti, Alfonso Femia ha proposto il progetto per l’area di piazza del Popolo-Orti Falconi e presentato il 6 agosto, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Comune a Savona.

Fulcro del masterplan strategico è un grande parco urbano con la duplice funzione di aggregatore sociale e di asse connettivo tra stazione, centro storico e darsena: una prima azione concreta di ridisegno della “geografia urbana” della città e insieme un’adesione ai principi Nbs Nature Based solution, che significa lavorare sulla natura e sugli eco-sistemi. In concreto, depavimentare, utilizzare sistemi di drenaggio sostenibile, progettare flooding hotspot, coperture verdi, parchi e viali alberati.
Ma il piano di rigenerazione per piazza del Popolo-Orti Folconi è molto più di questo: propone una contaminazione tra l’approccio progettuale basato sulla natura e la mobilità sostenibile, con l’obiettivo di restituire spazio pubblico ai cittadini.
Il masterplan “La Città Parco” è frutto di un lavoro di coprogettazione tra pubblico e privato durato quasi quattro anni. Il progetto si svilupperà intorno a un grande parco urbano al centro della città di 67mila metri quadri, pari al 73 per cento dell'area di intervento. Nel coordinare questo percorso, l’Amministrazione ha deciso che il processo dovesse riguardare le due aree in contemporanea. Il dialogo iniziato nel 2023, grazie a un protocollo d’intesa con Binario Blu, si è quindi allargato ai principali proprietari delle aree di Orti Folconi: Opere Sociali, Edilsa, Centri Direzionali. L'intervento, quindi, riguarderà esclusivamente le aree di questi soggetti.

I promotori privati hanno deciso di affidarsi a un unico progettista incaricato, per step successivi, dell’elaborazione del masterplan strategico dell’intero distretto di trasformazione, ricercando nel percorso un confronto stretto e unico con il Comune, mettendo in atto una roadmap punteggiata da visioni, scenari, progetto, valutazioni, approfondimenti e definizioni delle invarianti pubbliche.
Un lavoro intenso è stato messo in atto sino a oggi. Sono nati più tavoli tecnici: idraulica, mobilità e ambiente sono stati attentamente analizzati e discussi tra Amministrazione Pubblica, privati e progettista. L’esito è il Masterplan basato sugli obiettivi pubblici del Comune e condiviso da tutti gli attori. La lunga interlocuzione tra le parti aveva preso il via dalle funzioni pubbliche caratterizzanti che dovevano trovare spazio nel ridisegno dell’area:
• comprendere in una unica visione urbanistica l’area Binario Blu e quella di Orti Folconi e collegarle tra loro anche fisicamente con un ponte ciclopedonale
• realizzare una progettazione che, collegandosi con il contesto urbanistico e gli investimenti in corso, potesse fornire un'impronta caratterizzante della città
• rispondere al climate change in coerenza con il 'Piano del Verde', mettendo al centro il verde come infrastruttura urbana e non soltanto come elemento di arredo
• prevedere una nuova pianificazione dei parcheggi, in coerenza con quanto previsto dal PUMS che vede quest’area come importante hub di sosta
• realizzare un Palaeventi inteso come contenitore flessibile e polifunzionale per sport, musica, spettacoli, attività convegnistica ed eventi, dando così una risposta a una domanda che oggi la città non riesce a soddisfare
• sviluppare il tema dell’abitare in una chiave multigenerazionale.

Marco Russo, sindaco di Savona ha commentato “Oggi scriviamo una pagina molto importante per la nostra città. Innanzitutto, perché finalmente diamo un nuovo volto ad aree strategiche bloccate da decenni, ormai simbolo dell’immobilismo. In secondo luogo, perché il Masterplan presentato oggi è il frutto di un percorso progettuale inedito per Savona, che ha visto i proprietari delle aree e l’Amministrazione uniti dal comune intento di valorizzare queste aree partendo da obiettivi pubblici condivisi. Infine, perché il tavolo di coprogettazione ha avuto l’ambizione di non limitarsi a dare un nuovo volto a queste aree, ma all’intera città”.
Il progetto prevede la realizzazione di assi di penetrazione pedonale, una rete di “corridoi urbani” liberati dal traffico veicolare dal centro storico fino al mare. Il sistema si estende tra due polarità:
• il Palaeventi che, al di là della destinazione d’uso, posizionato strategicamente negli Orti Folconi, proprio di fronte alla Stazione Ferroviaria, diventa infrastruttura d'ingresso e di benvenuto;
• il Parco con l’anello d’acqua e la passerella sul fiume rivelano la componente più poetica ed emozionale: la presenza dell'acqua e la riconnessione fisica delle due sponde sul torrente Letimbro. Il parco, per il quale è previsto un progetto di piantumazione di specie mediterranee, funzionerà come mitigatore del clima. Piazze intermedie, gradinate saranno altrettanti presidi di spazio pubblico abitato.







