Un anello poroso che racchiude un cortile piantumato, quasi un frammento di bosco portato all’interno dell’edificio: è da questa figura che prende forma la Lošbates Primary School di Louňovice, nella Repubblica Ceca, progettata dallo studio canadese Pelletier de Fontenay insieme a SOA architekti. Completata nel 2025 a seguito di un concorso internazionale, la scuola sorge in posizione baricentrica rispetto a quattro comuni, sul margine della foresta e fuori dai rispettivi nuclei storici, assumendo il ruolo di infrastruttura educativa condivisa e di nuovo riferimento per il territorio.
Più che come un edificio compatto, la scuola è organizzata come una sequenza di parti connesse da un sistema continuo di spazi comuni. Il principio definito dai progettisti come “forest cloister” sovverte il carattere introverso del chiostro tradizionale: un anello permeabile collega quattro nuclei programmatici e definisce un grande cortile centrale, mantenendo allo stesso tempo numerose connessioni visive tra interno, spazio aperto e paesaggio. Il risultato è un edificio basso, articolato su due livelli, la cui presenza orizzontale cerca una continuità con il contesto e con la linea del bosco.

Il cortile non costituisce soltanto il centro geometrico del complesso, ma anche il suo principale dispositivo ambientale e relazionale. Alberi, aree di gioco e superfici permeabili costruiscono un paesaggio protetto destinato alla ricreazione, all’apprendimento informale e alla permanenza all’aperto, mentre la vegetazione contribuisce a mitigare sole e vento. Intorno a questo spazio si dispone la “strada” interna della scuola, lungo la quale si affacciano i diversi settori: il nucleo condiviso con sala assemblee, mensa e attività extrascolastiche, le aree per i più piccoli e per gli studenti più grandi, la palestra, la scuola di musica e arti e gli ambienti STEM.
Questa configurazione distributiva risponde a un modello pedagogico che evita una rigida sequenza di aule e corridoi. Gli spazi per l’apprendimento possono essere riconfigurati attraverso pareti pivotanti e tende acustiche, così da ricavare ambienti più raccolti per il lavoro individuale, zone per attività di gruppo oppure superfici più ampie dedicate a presentazioni e lezioni condivise. La flessibilità non viene quindi affidata a un generico open space, ma a un sistema di soglie e separazioni mobili che consente di modificare rapidamente il grado di apertura e concentrazione degli ambienti.

Anche il rapporto con la comunità è integrato nell’organizzazione planimetrica. Alcune parti dell’edificio possono funzionare in modo autonomo rispetto al resto della scuola e rimanere accessibili in orari differenti, rendendo possibile un utilizzo extrascolastico delle attrezzature comuni. La posizione stessa del complesso, raggiungibile attraverso una rete di percorsi pedonali e ciclabili, rafforza questa dimensione territoriale. La scuola è quindi pensata non soltanto come luogo dell’insegnamento, ma come attrezzatura collettiva capace di estendere il proprio uso oltre l’orario scolastico.
Dal punto di vista costruttivo, la struttura portante è principalmente in calcestruzzo armato e adotta una maglia relativamente aperta, pensata per consentire modifiche future senza compromettere l’ossatura principale. Il carattere materico dell’edificio è affidato soprattutto al rivestimento esterno in larice, destinato a modificarsi nel tempo attraverso una naturale patinatura, e alle ampie superfici vetrate che mantengono costante il rapporto visivo con il cortile e con il paesaggio. Negli interni compaiono inoltre murature in blocchi silico-calcarei lasciate a vista, pavimentazioni viniliche nelle aule e nei principali spazi collettivi, controsoffitti acustici e pavimentazioni sportive in legno.
Particolare attenzione è stata riservata alle prestazioni ambientali. La Lošbates Primary School raggiunge lo standard passivo ed è riscaldata mediante pompe di calore. Una parte consistente delle coperture è configurata come tetto verde estensivo e contribuisce alla gestione delle acque meteoriche, che vengono trattenute prevalentemente nelle superfici piantumate. L’acqua in eccesso viene accumulata e riutilizzata per l’irrigazione, lo scarico dei servizi igienici e le operazioni di pulizia. Un impianto fotovoltaico in copertura è dimensionato soprattutto per l’autoconsumo; l’energia eccedente viene utilizzata prioritariamente per la produzione di acqua calda sanitaria e per l’accumulo termico, prima dell’eventuale immissione in rete.
Il progetto, con una superficie lorda di 10,515 m² e un costo dichiarato di 24 milioni di euro, nasce quindi dall’integrazione tra infrastruttura scolastica, paesaggio e spazio collettivo. Più che affidare l’idea di innovazione educativa a elementi iconici, Pelletier de Fontenay e SOA architekti lavorano sulla continuità tra ambienti, sulla possibilità di modificarli e sull’estensione delle attività didattiche verso il cortile e il bosco. È in questa relazione tra spazio costruito e modalità d’uso che la scuola definisce la propria identità, trasformando il modello del chiostro da recinto introverso a struttura permeabile per l’apprendimento e la vita comunitaria.

Scheda progetto
Architettura: Pelletier de Fontenay, SOA architekti
Lead architect: Hubert Pelletier, Ondřej Píhrt
Team di progetto: Yann Gay-Crosier, Štefan Šulek, Ondřej Laciga
Co-autore: Dalibor Dvořák
Project engineer: BKN
Consulente energetico: Porsenna
Gastro engineer: InGastro
Graphic design: Barbora Zachovalova
Impresa generale: PKS stavby
Impresa generale interni: Santal
Rivestimento di facciata in larice: TESKO konstrukce
Elementi di facciata in GRC: DAKO Brno
Vetrate di grande formato - sistema di facciata strutturale: PRUNIWERK
Pareti acustiche mobili: VETOS Group
Fotografie: Alex Shoots Buildings