Il progetto per l’area del Nuovo Foro Boario a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, è un intervento di rigenerazione urbana, finanziato con i fondi del PNRR, finalizzato a restituire alla comunità uno spazio funzionale, contemporaneo e flessibile.
Nel 2021 l’Amministrazione Comunale ha avviato un percorso di progettazione partecipata, sulla base di un masterplan di Caret Studio, promosso dall’Agenzia Lama, riconoscendo il potenziale latente di un’area strategica: un margine urbano dove l’abitato si avvicina al Torrente Le Cale, prima della sua confluenza nel fiume Sieve. L’area del Foro Boario deve il suo nome al fatto che fin dai primi del novecento ha ospitato l’annuale Fiera dell’Agricoltura e del Bestiame, e poi negli anni ha continuato a essere lo spazio di riferimento per eventi, feste paesane, concerti e altre manifestazioni, delineando un carattere di area fieristica e polo culturale-sociale del paese e del Mugello.

L’area si presentava in stato di degrado e fisicamente frammentata, divisa su 3 livelli altimetrici, uno destinato a parcheggio e altri 2 piazzali a ghiaia e verde, era attraversata da via Caduti di Montelungo e quindi segnata da una cesura fisica che isolava il centro abitato dall’ecosistema fluviale.
Dal processo partecipato è emersa con chiarezza la sfida principale: ricucire il tessuto urbano con il contesto naturale, liberare spazio per manifestazioni ed eventi e ricostruire un nuovo padiglione funzionale per le feste paesane e le tradizionali sagre.
Il masterplan dell’area prevede una ri-configurazione infrastrutturale che consiste nello spostamento del tracciato di via Caduti di Montelungo. Allontanando la strada e quindi auto e traffico dall’area lungo il fiume, e posizionandola nel livello più basso dei 3 terrazzamenti presenti nell’area, il progetto ha conseguito due risultati fondamentali: da un lato ha creato una vasta area libera e unitaria immediatamente adiacente agli argini e ai percorsi ciclopedonali esistenti, aprendo nuovi scenari di uso finora inespressi, dall’altra ha massimizzato la distanza sensoriale tra lo spazio riconquistato per il parco e la strada, mitigando il rumore e il traffico, ampliando la percezione di quiete e contatto con la natura del Nuovo Foro Boario.

Il nuovo Parco urbano è disegnato su una rete di percorsi pedonali e ciclabili che accompagnano il visitatore in una camminata di progressivo allontanamento dall’ambiente antropizzato del paese verso il contesto naturale del fiume, in un operazione di riconquista del paesaggio fluviale.
Nel cuore di questo parco urbano, dotato di spazi sportivi, di gioco e di sosta, trova posto il Nuovo Padiglione, concepito come icona identitaria del Foro Boario. L'edificio è composto da due volumi funzionali, da un lato spazi per le cucine di uso comunitario e dall’altro spazi per un bar gestito da associazioni locali e i servizi igienici pubblici. I due blocchi sono uniti da un elemento dirompente: una maestosa copertura di color rosa-terracotta.
La copertura, realizzata con una struttura portante in legno lamellare, è il cuore concettuale del progetto. In netta contrapposizione alla neutralità formale del modernismo, l'architettura sceglie di enfatizzare la copertura elevandola a elemento vernacolare, inteso come forma "capace di dialogare con la popolazione". La grande copertura ambisce a diventare una metafora costruita di aggregazione, un grande tetto sotto il quale i cittadini trovano protezione e identità condivisa. Lo spazio che si crea al di sotto, tra i volumi funzionali, si trasforma in una grandiosa sala civica all'aperto, protetta e accogliente, destinata all'incontro e alla condivisione. Il padiglione si configura così come una struttura “a ponte “con una parte centrale permeabile, aperta, che invita alla percorrenza e all’attraversamento, connettendo le due aree del parco a nord e sud del padiglione e configurandosi come fulcro del progetto.

La scelta cromatica e volumetrica non è casuale: è una dichiarazione intenzionale che riconosce il ruolo popolare e festivo dell'edificio, trasformandolo in un visibile e inequivocabile landmark. L'idea portante del progetto si muove su questa duplice finalità: da un lato, creare uno spazio coperto di aggregazione e dall'altro elevare la copertura a un elemento identificativo del Nuovo Parco Urbano, punto di riferimento visivo che celebra il ritrovarsi della collettività.
Scheda progetto
Località: Borgo San Lorenzo, Firenze
Committente: Comune di Borgo San Lorenzo
Masterplan and architectural project: Caret Studio (arch. Matteo Chelazzi, arch. Federico Cheloni)
Design team: arch. Giulio Biagioni, arch. Lorenzo Bacci, arch. Roberto Canu, arch. Francesco Cobucci
Partecipatory design process: Agenzia Lama Impresa Sociale
Infrastructural and structural project: Studio Venturucci (ing. Gino Venturucci, ing. Filippo Venturucci)
Electrical system design: ing. Luigi Gamberi
Mechanical system design: geom. Andrea Bonanni
Acoustic: arch. Luca Trabalzini
Landscape design: Frea Studio (arch. Gianna Galgani, agr. Fiore Giovannini)
Agronomist: agr. Paolo Abalsamo
Geologist: dott. Luigi Paoli
Architectural visualisation: Slim Studio (arch. Stefano Lacala)
Construction companies: EL srl, Berti Sisto & C. srl, Sics srl
Superficie: 400 mq pavillion, 20.000 mq park
Progetto: 2022-2023
Construction: 2024-2025





