Nel settore manifatturiero, la pavimentazione industriale non rappresenta soltanto una superficie tecnica progettata per resistere all’usura, ma una componente strategica dell’ambiente produttivo. Incide infatti su sicurezza, organizzazione dei flussi, manutenzione, continuità operativa e qualità percepita degli spazi. In stabilimenti caratterizzati da traffico continuo di muletti, automazione, movimentazione interna, lavorazioni meccaniche e processi sempre più evoluti, le superfici devono garantire elevate prestazioni tecniche senza interferire con le attività produttive. “Nel manifatturiero contemporaneo, come nella maggior parte dei settori industriali, la pavimentazione deve accompagnare l’evoluzione dello stabilimento e adattarsi ai continui cambiamenti produttivi”, commenta Andrea Penati, Amministratore Delegato di IPM Italia, azienda che da oltre quarant’anni sviluppa sistemi continui in resina per rispondere alle esigenze dei diversi ambienti industriali. “Oggi le aziende chiedono superfici capaci di garantire resistenza e durabilità, ma anche di contribuire alla qualità complessiva dell’ambiente di lavoro, assicurando continuità operativa anche durante interventi di ampliamento o revamping”.
Le criticità tipiche del comparto manifatturiero sono molteplici: abrasione, urti, vibrazioni, contatto con oli e sostanze aggressive, necessità di planarità controllata, traffico intenso e riorganizzazione continua degli spazi produttivi. Per rispondere a queste esigenze, IPM Italia sviluppa sistemi differenziati in base allo stato del supporto e alle specifiche condizioni operative dello stabilimento, con soluzioni che combinano resistenza meccanica, rapidità di posa, facilità di manutenzione e possibilità di intervenire anche su superfici esistenti, riducendo demolizioni, smaltimenti e tempi di fermo impianto.
Tra le soluzioni proposte, IPM Color Flake unisce prestazioni industriali e resa estetica decorativa: offre elevata resistenza meccanica, proprietà antigraffio, facilità di pulizia e un equilibrio efficace tra durabilità, impatto visivo e costi di gestione. I ‘flake’ inglobati nella resina aiutano a mascherare usura e sporco, contribuendo al tempo stesso a migliorare la luminosità e il comfort degli ambienti produttivi. Il sistema è disponibile in diverse combinazioni cromatiche e consente di integrare richiami all’identità visiva aziendale, oltre a supportare l’organizzazione degli spazi attraverso colori e segnaletica integrata.
IPM Stratos, invece, è la soluzione epossidica multistrato indicata per superfici soggette a traffico intenso e lavorazioni meccaniche, mentre IPM Blindo è pensato per il recupero di pavimentazioni fortemente ammalorate o contaminate da oli, evitando la demolizione completa della superficie esistente. Accanto a queste soluzioni, IPM Italia propone anche sistemi specifici per l’industria pesante e le aree logistiche, come IPM Durtec: dotato di proprietà elastiche e capacità resilienti che lo rendono resistente all'usura, alle incisioni e agli urti, è particolarmente indicato per superfici soggette a traffico elevato e forti sollecitazioni meccaniche.
Un esempio significativo dell’impiego dei diversi sistemi è rappresentato dagli interventi realizzati per le aziende del gruppo SILIKOMART, realtà attiva lungo l’intera filiera dell’alta pasticceria professionale, dallo stampaggio plastico alla produzione di stampi in silicone fino alla realizzazione del prodotto dolciario finito. Nel tempo, IPM Italia ha accompagnato la crescita del gruppo intervenendo su aree produttive, uffici, mense, spogliatoi e ampliamenti successivi.
Nel nuovo polo produttivo SILIKOMART, ad esempio, sono stati realizzati circa 2.000 metri quadrati di pavimentazioni continue con il sistema Tecnireg e IPM Color Flake, che garantiscono resistenza, rapidità di pulizia e una finitura simil-decorativa ad alte prestazioni, in linea con l’immagine premium del brand. L’intervento ha incluso anche la riconversione di capannoni esistenti caratterizzati da forti dislivelli e fondi contaminati da oli: attraverso una rasatura preparatoria, i tecnici IPM Italia hanno corretto le imperfezioni e raccordato superfici differenti senza interrompere l’operatività delle aree produttive.

All’interno del gruppo, IPM Italia è intervenuta presso l’officina meccanica con un ciclo IPM Stratos Oil da 2 millimetri su circa 620 metri quadrati di superficie produttiva caratterizzata dalla presenza di impianti non movimentabili e da fondi saturi di oli industriali. Grazie a una preparazione meccanica specifica e all’utilizzo di un primer dedicato, capace di garantire adesione chimica anche su supporti contaminati da idrocarburi, l’intervento è stato completato rapidamente mantenendo operativa l’area produttiva. A Mellaredo di Pianiga, presso DAVE, altra realtà del gruppo specializzata nella produzione dolciaria e nella cioccolateria, IPM Italia ha invece realizzato un intervento con sistema IPM Stratos da 2 millimetri, articolato in due lotti e comprensivo della completa rimozione della vecchia resina, del ripristino delle superfici e della successiva applicazione del nuovo rivestimento. L’organizzazione dei lavori per fasi separate ha permesso di ottimizzare tempi e operatività. Nel comparto dello stampaggio plastico e della produzione automatizzata, IPM Italia è intervenuta anche presso DEIKA, azienda specializzata nello stampaggio di componenti plastici ad alta precisione, a Gorgo al Monticano, dove sono stati realizzati circa 700 metri quadrati di pavimentazione con IPM Color Flake in due lotti distinti. Il progetto ha previsto il raccordo tra superfici esistenti e nuove senza dislivelli, ottenendo una superficie continua e perfettamente planare in un ambiente produttivo altamente automatizzato caratterizzato dalla presenza di sistemi di movimentazione interna e robot AGV. A distanza di sette anni dalla posa, il pavimento continua a essere utilizzato quotidianamente senza necessità di manutenzioni straordinarie, come sottolinea Domenico Cittolin, titolare e Amministratore Unico di DEIKA: “Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e della collaborazione con IPM Italia: abbiamo scelto questa azienda per la capacità di proporre una soluzione che coniugasse prestazioni tecniche, qualità estetica e sostenibilità dell'investimento. Il sistema di pavimentazione che ci hanno proposto mantiene ancora oggi, dopo diversi anni, un aspetto uniforme e gradevole e senza fenomeni di ingiallimento, nonostante l'utilizzo intensivo a cui è sottoposto quotidianamente. Abbiamo inoltre apprezzato la rapidità di esecuzione e il rispetto delle tempistiche concordate, aspetti fondamentali in un contesto produttivo che non può permettersi rallentamenti. Su superfici di grandi dimensioni il sistema IPM Color Flake offre un risultato estetico di grande impatto; una scelta che ha contribuito a valorizzare gli ambienti industriali senza rinunciare alle prestazioni richieste dalla produzione".
Nel settore elettromeccanico, infine, IPM Italia ha realizzato diversi interventi presso TRAFOELETTRO, a Tezze di Arzignano, azienda specializzata nella produzione di trasformatori per media e alta tensione con una presenza consolidata a livello internazionale. Il progetto ha interessato due fabbriche del gruppo, tra nuove aree produttive, ampliamenti e revamping di superfici esistenti fortemente ammalorate, attraverso l’utilizzo combinato di sistemi IPM Stratos e IPM Blindo. Nelle aree più recenti il layout produttivo e la segnaletica sono stati integrati direttamente nella pavimentazione attraverso differenti colorazioni delle superfici, seguendo progressivamente lo spostamento delle linee produttive. Nel capannone storico, risalente agli anni Ottanta, il rilievo iniziale ha evidenziato sfondamenti localizzati, giunti degradati e aree contaminate da idrocarburi e acidi. L’intervento con IPM Blindo ha consentito di recuperare circa 1.400 metri quadrati di superficie in una settimana e mezza, evitando la demolizione dell’esistente e permettendo la riapertura al traffico pesante dopo soli quattro giorni. A quasi cinque anni dalla posa, le superfici risultano ancora pienamente operative senza segni di cedimento.

“Nel settore manifatturiero non esiste una soluzione standard”, conclude Penati. “Ogni pavimentazione nasce dall’analisi tecnica del supporto, delle lavorazioni e delle modalità di utilizzo dello stabilimento. L’obiettivo è sempre lo stesso: realizzare superfici performanti, durevoli e capaci di accompagnare nel tempo l’evoluzione produttiva dell’azienda”.






