L'intervento sull'area ex-Michelin di Trento si estende da Palazzo delle Albere a Via Monte Baldo e dalla linea ferroviaria fino alla sponda sinistra dell'Adige.
Da un punto di vista urbano, il progetto ha come obiettivo la costruzione di un nuovo pezzo di città. L'attenzione é riposta quindi da un lato alla ricucitura dell'area con il tessuto cittadino esistente dall'altro al recupero del rapporto con l'ambiente fluviale. La creazione, inoltre, di una miscela di funzioni (quali abitazioni, uffici, negozi, spazi culturali, centro polifunzionale e aree ricreative) permette di rivitalizzare un'area che per ragioni sociali, culturali é stata per anni emarginata.
L'impianto viario del complesso é costituito da un asse principale rettilineo pedonale che congiunge i due poli nord e sud del museo e del centro polifunzionale. I due edifici pubblici sono collegati anche da un altro asse curvo che è caratterizzato da un canale che parte dalla zona ovest del museo e raggiunge il centro congressi facendo da transizione tra il costruito e il parco.
Gli edifici sono stati concentrati nella parte est del sito per creare un parco pubblico di dimensioni generose che raggiunge e si fonde con l'argine dell'Adige. Il richiamo all'acqua è uno dei principi fondanti del progetto. Un sistema di canali attraversa l'area da nord a sud e alimenta due specchi d'acqua che circondano gli edifici pubblici. Oltre ad una funzione ludica e ricreativa, l'acqua dei canali e degli specchi del Museo e del centro polifunzionale costituisce una riserva idrica per irrigazione ed antincendio.
Il progetto privilegia una lettura orizzontale del rapporto tra i nuovi edifici e gli spazi aperti grazie all'altezza degli edifici, i cui ritmi e scala dimensionale sono paragonabili a quelli della città storica e delle attività industriali preesistenti. L'intero nuovo quartiere è caratterizzato da edifici alti 4/5 piani con tipologia prevalentemente in linea o a corte caratterizzati da "tagli" che permettono di avere dalle strade degli scorci dei giardini condominiali interni.
Un elemento caratterizzante di tutto il quartiere é il sistema delle coperture; lo zinco é stato usato su tutte le coperture e particolari accorgimenti sono stati studiati per limitare la visibilità delle prese d'aria e dei camini.
Da un punto di vista architettonico, il progetto ha regole precise nell'uso dei materiali ma al tempo stesso flessibili per potersi adattare alle diverse funzioni e creare la diversità di linguaggio propria ad un quartiere.
Le facciate sono in legno con moduli da 3,75 m, nella griglia si inseriscono il sistema di logge e di finestre che si adattano alle funzioni. Gli uffici hanno delle particolari facciate verdi sul fronte est.
La pietra tradizionalmente usata nel centro storico nelle due varianti di Verdello e Rosso Trento, caratterizza i marciapiedi ed i percorsi pubblici e da questi risale a rivestire i muri ai piani terra, i setti dei corpi scala in tutta la loro altezza e tutte le facciate opache dei due edifici pubblici, dando la giusta gerarchia a percorsi e funzioni.
Tra i principi fondatori dell'intero intervento vi è stato, sin dall'inizio, una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico. Nei piani interrati, suddivisi in 4 lotti, separati al fine di non ostacolare il naturale deflusso dell'acqua di falda verso l'Adige, sono collocate varie sottocentrali tutte alimentate da un'unica centrale di rigenerazione posta in destra Adige, che produce il caldo e freddo per l'intero nuovo quartiere, centralizzando e ottimizzando la produzione e la gestione dell'energia. A questo sistema si unisce, oltre l'uso del fotovoltaico, una particolare attenzione al tema del risparmio energetico di ciascun edificio mirando, in fase di progettazione esecutiva, agli standard più alti in termini di coibenza e di controllo della dispersione termica. Tutti gli edifici residenziali e per uffici sono classificati "Casa Clima" livello B.
"Le Albere" di Trento è tra i vincitori degli Awards CasaClima 2013.
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Scheda progetto
luogo: Trento, area ex-Michelin
cliente: Castello Sgr S.p.A.
progetto architettonico: Renzo Piano Building Workshop, architects
progetto paesaggistico: Atelier Corajoud-Salliot-Taborda, E.Skabar
progetto ingegneristico: Favero & Milan (structure); Manens Intertecnica (building services); Associazione PAEA (energy); Müller BBM (acoustics); Dia Servizi (cost consultant); M.Vuillermin (hydrogeotechnical studies); A.I.A. Engineering (roads and associated infrastructure); Ingegneri Consulenti Associati (sewerage networks); GAE Engineering (fire prevention cost consultant); Tekne (cost and specification consultant); Twice/Iure (project co-ordination)
collaboratori: Design team: S.Scarabicchi, D.Vespier (partner and associate in charge), with A.Bonenberg, T.Degryse, E.Donadel, V.Grassi, F.Kaufmann, G.Longoni, M.Menardo, M.Orlandi, P.Pelanda, D.Piano, S.Polotti , S.Russo, L.Soprani, G.Traverso, D.Trovato, C.Zaccaria and C.Araya, O.Gonzales Martinez, Y.Kabasawa, S.Picariello, S.Rota, H.Tanabe; S.D’Atri (CAD operator); F.Cappellini, A.Malgeri, A.Marazzi, S.Rossi, F.Terranova (models)
impresa di costruzione: Colombo Costruzioni SpA; Capogruppo A.T.I.
tempi di progettazione: 2002-2009
tempi di realizzazione: 2009-2013
superficie costruita mq: Totale Superficie Utile Lorda: 97.640 mq; Totale superficie interrata: 113.000 mq
Funzioni presenti: Museo delle scienze 11.710 mq + parcheggi, impianti, ecc.; Residenze 43.900 mq + parcheggi, impianti, ecc.; Commercio 10.500 mq + parcheggi, impianti, ecc.; Hotel 4.700 mq + parcheggi, impianti, ecc.; Centro Congressi 2.900 mq + parcheggi, impianti, ecc.; Parco Pubblico 5 ettari.
Scheda studio
Studio: Renzo Piano Building Workshop
Indirizzo: Via Rubens 29
Città: 16158 Genova
Telefono: +39 010 61 711
Fax: +39 010 6171350
e-mail: italy@rpbw.com
www: www.rpbw.com




