Il 2017 è stato un anno davvero speciale per la Rinascente: è passato infatti un secolo da quando il grande poeta ed esperto in comunicazione Gabriele D’Annunzio inventò il nuovo nome per gli storici Magazzini Bocconi, fondati nel 1865, appena diventati di proprietà del Senatore Borletti. Era il 1917: le enormi perdite del primo conflitto mondiale e le avvisaglie di quella che sarebbe stata “la vittoria mutilata”, determinavano il forte bisogno di innovazione e ricostruzione che il logo studiato da D’Annunzio sintetizzava così bene. Fu solo il primo segnale di quanto stretto sarebbe stato il legame tra la Rinascente e l’evoluzione del tessuto economico, sociale e culturale del nostro Paese. Tra i tanti artisti e le tante iniziative che hanno segnato la storia del marchio è doveroso citare almeno Marcello Dudovich – i cui manifesti rappresentano l’icona dell’immagine pubblicitaria liberty – e l’istituzione del premio Compasso d’Oro voluto da Gio Ponti. Non solo quindi un modello di innovazione per il marketing e la grande distribuzione, ma un vero e proprio fenomeno di costume al cui centenario sono state dedicate importanti mostre: “lR100” a Milano, è ospitata a Palazzo Reale, “Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino” al Museo Csac Abbazia di Valserena a Parma, “La Rinascente – 100 anni di creatività d’impresa attraverso la grafica” al m.a.x. Museo di Chiasso. Ma oltre le importanti celebrazioni il centenario è stato festeggiato anche con il restyling dello storico nome – che perderà l’articolo per diventare solo “RINASCENTE” – e con l’attesissima apertura, avvenuta il 12 ottobre scorso, del secondo flagship store a Roma.
Un intervento che si colloca in pieno centro, a due passi da Fontana di Trevi, e che per la delicatezza dell’area e la sua complessità strutturale ha richiesto tempi e investimenti colossali: 11 anni dall’acquisizione degli immobili e circa 250 milioni, 24 dei quali per le opere di urbanizzazione.

A rallentare il cantiere, che ha avuto una durata complessiva di 1852 giorni, ha contribuito il ritrovamento di importanti reperti archeologici: i resti di terme e di domus romane e 15 arcate dell’acquedotto “Acqua Vergine”, voluto dal console Marco Vespasiano Agrippa nel 19 a.C., l’unico rimasto in funzione e che ancora oggi alimenta le grandi fontane del centro di Roma. Quello che si presentava come un gravissimo impedimento burocratico e finanziario si è trasformato, grazie alla collaborazione tra il Gruppo Rinascente e la Soprintendenza ai Beni culturali di Roma, nell’occasione di realizzare un’area archeologica all’interno di uno spazio aperto al pubblico, fruibile gratuitamente da tutti i visitatori, che costituisce un eccellente valore aggiunto culturale e turistico per lo store che lo utilizzerà per l’organizzazione di mostre ed eventi di grande suggestione.
Un altro fattore di complessità del progetto è la sua stessa dimensione che ha richiesto l’acquisizione di diversi immobili, tra via del Tritone e via Due Macelli, che sono stati interamente ricostruiti preservandone in parte le facciate. Di particolare rilievo il mantenimento della lunga facciata su via del Tritone, rivisitata formalmente dall’architetto Vincent Van Duysen con l’apertura di 96 finestre e sette vetrine, che ha richiesto alcuni rinforzi temporanei prima del suo ancoraggio alle nuove strutture. Gli elementi di caratterizzazione architettonica e scenografica continuano, oltre l’imponenza della facciata, con il cavedio che attraversa gli otto piani della struttura inondandoli di luce, il piccolo palazzo ottocentesco mantenuto autonomo e nella sua sede originaria, una sorta di matrioska architettonica, le scale mobili futuristiche, le terrazze degli ultimi piani che consentono una vista di Roma impagabile.
Per il remake degli spazi, destinati a ospitare oltre 800 grandi marchi della moda, del design e dell’eccellenza dello stile e del cibo italiani, la Rinascente si è affidata ai più importanti nomi dell’architettura e dell’interior design assegnando a ciascuno il progetto dei diversi piani. Nell’intervento sono stati coinvolti, oltre all’architetto belga Vincent Van Duysen, Claudio Silvestrin e Giuliana Salmaso – 1+1=1 Architects con sede a Londra, CLS Architetti, Retaildesign di Paolo Lucchetta, Lifschuntz Davidson Sandilands, India Mahdavi e Universal Design Studio.

Alla qualità delle scelte architettonica si è affiancata anche la qualità delle scelte costruttive orientate all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Per l’isolamento termico delle strutture sono stati utilizzati circa 13.000 mq di pannelli Stiferite in schiuma polyso di spessore 120 mm con diverse tipologie di rivestimento in funzione delle esigenze applicative delle diverse strutture. Per le pareti del cavedio, isolate con un sistema a cappotto, sono stati utilizzati i pannelli Stiferite Class SK, specifici per questa applicazione, rivestiti su entrambi i lati in velo vetro saturato. L’efficienza isolante dei pannelli Stiferite Class SK, che nello spessore impiegato garantiscono eccellenti valori di trasmittanza e resistenza termica (U = 0,21 W/m2K e R = 4,80 m2K/W), consente interessanti economie, sia economiche e sia ambientali, limitando i volumi e i pesi dei materiali isolanti e riducendo i tempi di lavorazione e i costi dei materiali necessari alla messa in opera e finitura del sistema a cappotto (tasselli di fissaggio, profili, profondità delle soglie per le aperture ecc.).
Il pannello Stiferite Class SK è utilizzato come componente isolante in numerosi sistemi provvisti di Benestare Tecnico Europeo (EOTA – ETAG 04) che raggiungono la classe di reazione al fuoco B s1d0. Alcuni di questi sistemi sono inoltre stati valutati secondo il test di grande scala previsto dalle norme tedesche e austriache ottenendo l’autorizzazione all’impiego, senza prescrizioni aggiuntive ne’ obbligo di introduzione nel sistema di barriere al fuoco, in edifici fino a 21 m di altezza.
Per l’isolamento di alcune pareti perimetrali in intercapedine e per le coperture a falde sono stati impiegati i pannelli Stiferite GT con rivestimenti gas tight triplo strato su entrambe le facce. I rivestimenti gas tight permettono di ottenere valori di conducibilità termica dichiarata estremamente bassi: λD pari a 0,023 W/mK, valore medio per 25 anni di esercizio e comprensivo delle correzioni statistiche.
L’intera gamma dei pannelli Stiferite è stata valutata da studi di LCA (Life Cycle Assessment) svolti in conformità alla norma UNI EN 15804 che sono riassunti nelle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto – EPD di tipo III – validate dall’Ente Terzo IBU, Institut Bauen und Umwelt. Allo scopo di supportare le valutazioni dei progettisti Stiferite ha messo a disposizione del mercato anche la mappatura dei propri prodotti per l’utilizzo in edifici sottoposti alla certificazione volontaria ambientale secondo lo standard internazionale LEED®.

Scheda progetto
Committente: RINA Estate Italia srl
Impresa Appaltatrice: C.M.B. Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi
Project management: Arcadis srl
Progettazione Architettonica, Coordinamento Progettazione e Direzione Lavori: Presint Engineering INTL srl – arch. F. Boria
Sicurezza: Team Project srl
Progetto Esecutivo: Caed srl
Progetto Costruttivo: Studio Tecnico CFR
Progettazione Architettonica – Progetto Costruttivo: AR Cruciani & Rossi
Progettazione Impianti: ESA Engineering srl
Archeologia: LAND srl
Analisi e verifica acustica: TISS srl
Progettazione Geotecnica: DMS Geot. Eng. srl
Isolamento Termico: Stiferite GT spessore 120 mm ca. 4.800 m2 Stiferite Class SK spessore 120 mm ca. 8.000 m2