Dopo oltre trent’anni, Barcellona torna a essere il centro del dibattito architettonico internazionale ospitando il UIA World Congress of Architects 2026, in programma dal 28 giugno al 2 luglio. Promosso dalla International Union of Architects, l’evento riunirà oltre 10.000 partecipanti tra professionisti, accademici e studenti provenienti da più di 130 paesi, insieme a oltre 250 relatori internazionali, configurandosi come uno dei principali momenti di confronto globale sul futuro dell’ambiente costruito.
Il congresso si sviluppa attorno al tema “Becoming. Architectures for a Planet in Transition”, una riflessione articolata in sei assi tematici che affrontano le sfide contemporanee: ecologia e relazioni tra specie (More-than-human), circolarità e ciclo di vita degli edifici (Circular), innovazione materica (Embodied), politiche dell’abitare e spazio pubblico (Interdependent), impatti di dati, geopolitica e tecnologie (Hyper-Conscious), fino alla dimensione culturale ed estetica (Attuned). Questi ambiti saranno esplorati attraverso oltre 100 sessioni tra conferenze, workshop, forum e presentazioni, con il contributo di figure di primo piano della scena internazionale.
Tra i protagonisti attesi figurano, tra gli altri, Junya Ishigami, Lacaton & Vassal, Marina Tabassum, Jan Gehl e Tatiana Bilbao, chiamati a confrontarsi su temi che spaziano dalla crisi climatica alla trasformazione degli spazi urbani, fino alle nuove tecnologie e ai modelli abitativi emergenti. Il programma mette in evidenza il ruolo dell’architettura non solo come disciplina progettuale, ma come pratica capace di incidere sui processi sociali, ambientali ed economici contemporanei.


Distribuito lungo il waterfront e in alcuni dei luoghi più iconici della città – tra cui la Three Chimneys turbine hall – il congresso supera il formato tradizionale di conferenza per attivare Barcellona come piattaforma urbana diffusa. In questo senso, l’evento si inserisce nel più ampio riconoscimento della città come Capitale Mondiale dell’Architettura 2026, rafforzandone il ruolo di laboratorio internazionale per l’innovazione progettuale e culturale.
Per cinque giorni, Barcellona diventerà attraverso il congresso UIA uno spazio di sperimentazione collettiva, in cui l’architettura sarà chiamata a immaginare e costruire scenari futuri per un pianeta in trasformazione, riaffermando la propria responsabilità nel guidare le transizioni in atto.