A Zubieta, nei Pasi Baschi spagnoli, IDOM firma la nuova sede Vicomtech all’interno del MUBIL Hub, un edificio dedicato alla ricerca sulla mobilità intelligente, con particolare riferimento alla mobilità connessa, cooperativa e automatizzata, e alle tecnologie per la sicurezza e la sorveglianza.
Il progetto nasce per rispondere alla crescita di queste attività di ricerca e alla necessità di dotare il centro di un’infrastruttura autonoma, collocata in prossimità del Centro di Mobilità Sostenibile MUBIL.
Il nuovo edificio assume così un ruolo strategico all’interno del complesso: da un lato accoglie funzioni amministrative e spazi di rappresentanza, dall’altro ospita ambienti tecnici e laboratori destinati allo sviluppo di tecnologie avanzate per il trasporto, la protezione delle infrastrutture critiche e la sicurezza dei cittadini. Il programma riflette un ambito di ricerca orientato a scenari di mobilità più sicuri e sostenibili, in cui l’obiettivo di zero emissioni e zero incidenti si intreccia con la crescente importanza dei sistemi digitali di controllo, analisi e sorveglianza.


La topografia del lotto, situato nel Polígono de Eskuzaitzeta, condiziona in modo diretto l’impianto architettonico. La risposta progettuale si concretizza in un volume unico e compatto, capace di riunire sotto una stessa envolvente continua i diversi usi dell’edificio. Questa scelta consente di costruire un’immagine unitaria e, al tempo stesso, di ottimizzare il funzionamento interno attraverso una distribuzione chiara: due piani principali, due semipiani e un unico nucleo verticale che semplifica i percorsi e migliora l’efficienza delle connessioni.
L’accesso principale alla sede Vicomtech, collocato sulla facciata sud, introduce a un ampio vestibolo-showroom, concepito come soglia istituzionale e spazio di relazione con l’esterno. Non si tratta soltanto di un’area di ingresso, ma di un ambiente pensato per accogliere visitatori, eventi, dimostrazioni e attività di divulgazione legate alla ricerca sviluppata nel centro. La dimensione rappresentativa dell’edificio si concentra quindi in questo primo spazio, dove il programma tecnologico trova un punto di contatto con il pubblico e con gli interlocutori del MUBIL Hub.
Il cuore distributivo e ambientale del progetto è un patio longitudinale attorno al quale si organizzano i diversi livelli. Il vuoto interno funziona contemporaneamente come spazio di relazione, dispositivo di illuminazione naturale e canale di ventilazione. La sua presenza introduce una scala più raccolta e domestica all’interno di un edificio dal programma altamente tecnico, qualificando gli ambienti di lavoro che vi si affacciano e generando un’area di pausa collegata al comedor-office. In questo modo, il patio diventa un elemento di equilibrio tra la dimensione industriale del laboratorio e la qualità quotidiana degli spazi abitati.

Il laboratorio di ricerca occupa un grande ambiente a carattere industriale, calibrato sulle esigenze operative della mobilità autonoma e dei sistemi di sorveglianza intelligente. Lo spazio è predisposto per attività di ricerca avanzata, con accesso veicolare, aree di manovra e zone di carico e scarico per camion. Al piano interrato, il parcheggio è collegato direttamente ai locali tecnici, una soluzione che rende più efficiente la gestione degli impianti e le operazioni di manutenzione.
L’involucro rappresenta uno degli elementi chiave del progetto. La prima pelle è realizzata con pannelli sandwich ad alto isolamento, utilizzati sia in copertura sia in facciata, con valori di trasmittanza molto contenuti. Si tratta di una soluzione industrializzata che garantisce rapidità esecutiva e prestazioni termiche elevate. A questa si sovrappone una seconda pelle metallica in lamiera piegata verticale, che conferisce profondità e ritmo alla facciata, trasformando l’immagine tecnica dell’edificio in una presenza più urbana e rappresentativa.
Il rapporto tra opaco e trasparente definisce il carattere architettonico del volume. Le superfici metalliche, compatte e rigorose, dialogano con ampie porzioni vetrate e con un grande volume traslucido orientato a nord, che agisce come segno riconoscibile all’interno del MUBIL Hub. Questa parte dell’edificio assume il valore di landmark visivo, dichiarando all’esterno il carattere innovativo del programma ospitato.
La luce naturale è utilizzata come materiale progettuale. Tre lucernari longitudinali orientati a nord, realizzati con finitura in policarbonato cellulare, consentono di portare luce omogenea all’interno del laboratorio, evitando eccessivi apporti termici e mantenendo condizioni di comfort adeguate alle attività di ricerca. Negli spazi amministrativi e di lavoro, la luce entra invece in modo diretto o filtrato, contribuendo a creare ambienti equilibrati e visivamente coerenti.
Anche dal punto di vista energetico, il progetto per Vicomtech integra soluzioni orientate all’efficienza. Sopra la zona amministrativa è installata una superficie fotovoltaica destinata all’autoconsumo, mentre la climatizzazione è affidata a un sistema VRV a tre tubi con recupero, capace di produrre caldo e freddo simultaneamente e di migliorare così il rendimento complessivo dell’edificio.
All’interno, la distribuzione risponde a criteri di flessibilità, operatività e adattabilità futura. Le aree amministrative, gli spazi tecnici e i laboratori sono organizzati secondo una logica funzionale chiara, che consente al complesso di rispondere alle esigenze di un programma di ricerca in continua evoluzione. La precisione costruttiva dell’involucro trova continuità nella razionalità degli spazi interni, dove efficienza e comfort non sono trattati come aspetti separati ma come componenti di un unico sistema.
Il risultato è un edificio compatto, rigoroso e contemporaneo, capace di dare forma architettonica a un programma altamente specializzato. La sua immagine, definita da linee pulite, superfici metalliche e volumi traslucidi, restituisce il carattere tecnologico della ricerca che ospita senza rinunciare alla qualità ambientale degli spazi di lavoro. All’interno del MUBIL Hub, il nuovo edificio Vicomtech rafforza l’identità del centro e contribuisce a costruire un paesaggio della ricerca orientato al futuro della mobilità intelligente.

Scheda progetto
Luogo: Polígono de Eskuzaitzeta, Zubieta, Gipuzkoa, Spagna
Committente: Fundación Vicomtech
Studio di progettazione: IDOM
Architetto responsabile: Jesús Armendariz Eguillor
Architetti collaboratori: Julen Aguinagalde López de Calle, Daniela Bustamante Altamirano, Sandra Masiá Jordán, Eduardo Pérez Monreal
Project Management: Cristina De Miguel Lesaca
Costi: Cristina De Miguel Lesaca
Strutture: Ivan Ponce García, Jaime Gabarain Solans
Climatizzazione / Environmental Engineering: Camino López Uriarte, Goretti Goicoechea Barrenechea
Illuminazione: Luis Erausquin Arrondo
Impianti idrico-sanitari: Goretti Goicoechea Barrenechea
Impianti elettrici: Luis Erausquin Arrondo
Telecomunicazioni: Luis Erausquin Arrondo
Sostenibilità: Goretti Goicoechea Barrenechea
Paesaggio: Julen Aguinagalde López de Calle
BIM: Lidia Calvo Aparicio, Eduardo Pérez Monreal
Direzione lavori: Jesús Armendariz Eguillor
Construction Management: Pablo Eizaguirre Cotado
Fotografie: Jorge Allende González
Imprese: Construcciones Urdinberri, Elkor, Ondoan, Lehengoak, Miit