Danni di guerra
Emanuela
Sorbo
 

 
 
La schedatura è
impostata su una serie di voci utili a cogliere il senso del periodo postbellico
evidenziando l'entità dei danni, i veloci tempi di intervento, gli enti e i
personaggi coinvolti. Si è utilizzata la parola ricostruzione in continuità
filologica con la letteratura prodotta in quegli anni, dove al termine "restauro
di edifici colpiti dalla guerra" si alterna appunto il termine "ricostruzione",
usato già nelle prime pubblicazioni del Ministero della P.I. I confini teorici
tra restauro-reintegrazione-rifacimento e ricostruzione sono sottili e marcati
al tempo stesso e di tale dibattito, che mal si presta alla sintesi necessaria
in questa sede, possiamo cogliere un frammento nelle parole di Ferdinando
Forlati, Soprintendente al Veneto Orientale, quando, nel 1947, scrive:
"per  misurare la vastità del problema bisogna in un certo modo rovesciare
i termini: quando di un edificio sopravvivono le parti essenziali, chi di noi si
sentirebbe il coraggio di abbandonarle solo perché, in sede teorica, il problema
del restauro è un problema essenzialmente insoluto e forse
insolubile?". 


 
I
bombardamenti provocarono danni ingenti a numerosi monumenti italiani e la
schedatura offre una casistica limitata senza presunzione di esaustività o di
esemplarità perché troppi sono gli esclusi.