CONCORSI
A cura di Tiziana Contri
Quasi in contemporanea, a fine 2004, sono giunti all'epilogo due concorsi internazionali di progettazione banditi a Roma e a Milano, che presentano alcune analogie e qualche differenza: si tratta, rispettivamente, dei Mercati generali, un complesso di archeologia industriale dei primi del '900 all'Ostiense e della Darsena, punto di partenza del sistema Navigli, in un'area compresa tra viale Gorizia, viale D'Annunzio, piazza Cantore e piazza XXIV Maggio.

Le maggiori analogie stanno nelle premesse: sia il concorso romano sia quello milanese sono stati promossi dall'amministrazione locale, che - prima di finire il mandato - "stampa" un biglietto da visita valido per le prossime elezioni.
In entrambi i casi, si tratta di ampie aree urbane (a Roma l'estensione dell'intervento è pari a 80.000 mq; a Milano arriva a circa 100.000 mq); in entrambi i casi, era richiesta una proposta per la riqualificazione in una zona dove le preesistenze sono forti e da rispettare (a volte, anche a dispetto della qualità dei manufatti, forse soltanto vecchi...); in entrambi i casi, il vincitore del concorso è un architetto straniero: l'olandese Rem Koolhaas a Roma e il francese Jean François Bodin a Milano, ciascuno dei due capofila di un gruppo di lavoro composto in gran parte da architetti, ingegneri e specialisti italiani, che conoscono da vicino la realtà nazionale, i gusti e le esigenze della gente, ma anche le difficoltà burocratiche e i vincoli culturali.
Qui, salta agli occhi la prima grande differenza, che sta proprio nel nome dei vincitori: l'uno di fama internazionale, Pritzker Prize nel 2000; l'altro quasi sconosciuto al mondo dell'architettura italiano.
La semplicità e soprattutto la fattibilità del progetto di Bodin si sono rivelate armi vincenti: "Il tema è delicato - precisa Fulvio Irace, membro della Giuria del concorso milanese - e viene risolto da Bodin con un'idea concreta, che trasforma l'area senza stravolgerla e che fornisce all'amministrazione un valido strumento realizzabile e poi utilizzabile. La commissione ha voluto tener conto della situazione italiana, in particolare degli esiti di alcuni concorsi milanesi, che non sono stati graditi o capiti dalla popolazione. Per non parlare di quelli la cui realizzabilità è ancora in discussione".
D'altro canto, forse proprio questo è il nodo all'origine delle difficoltà che il progetto di Koolhaas sta incontrando fin dalle prime fasi: i volumi e gli spazi immaginati dal sessantenne architetto olandese faticano a trovare disegni esecutivi che li trasformino in realtà , così il cantiere stenta a prendere l'abbrivio, a dispetto dei programmi che ne prevedevano l'apertura nella primavera 2005. Il sindaco di Roma ha invitato a sostenere il progettista e a snellire le procedure per dare il via ai lavori e portare così a compimento il risultato di un concorso, che nelle intenzioni iniziali si proponeva anche di superare i punti deboli dell'organizzazione concorsuale italiana: i tempi e lo scarso marketing territoriale.
Per quanto riguarda la velocità di azione, in effetti, l'organizzazione iniziale era in linea con tempi europei: nei primi mesi del 2003, i mercati all'Ostiense funzionavano ancora e alla fine dell'anno era già stato elaborato un piano di fattibilità e si era definito il programma del concorso. Sul fronte degli investimenti, il concorso è esemplare, in quanto per la prima volta il capitale privato entra come protagonista in un grande progetto pubblico, favorendo uno scambio mutuamente vantaggioso tra servizi e business. Ciò è reso possibile dal tipo di finanziamento che si è scelto: si tratta di project finanacing, fenomeno elaborato dalla cultura anglossasone fin dal XIII secolo, risorto alla fine del Novecento per finanziare forme di produzione di energia e per costruire colossali infrastrutture nei Paesi sottosviluppati. In Italia quest'operazione finanziaria viene riconosciuta dall'ordinamento con l'approvazione della legge cosiddetta "Merloni ter", entrata in vigore nel 1998.
Il project financing viene definito come "un finanziamento concesso a una particolare unità economica, soggetto o gruppo, nel quale il finanziatore fa affidamento sui flussi di reddito di quell'unità come fonte di fondi per il rimborso di un prestito e sul patrimonio dell'unità come garanzia per lo stesso" (K.P. Nevitt, Project Financing, Londra 1989).
Nel caso specifico del concorso per i Mercati generali, la cordata che si è aggiudicata l'intervento è composta da dal gruppo Cinecittà Centro commerciale Spa, dalla Mills Limited, dalla Fingen Spa e dalla Cogeim. Questo raggruppamento temporaneo di imprese si impegna a trasformare l'area e a gestirne le attività , pagando al Comune di Roma più di 5 milioni di euro una tantum oltre a un canone annuo in cambio della concesione d'uso degli spazi per un massimo di 60 anni.




