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A Rajkot, nello Stato indiano del Gujarat, INI Design Studio ha progettato Atal Sarovar, un lago urbano e waterfront pubblico di 75 acri inserito nel comparto greenfield della Rajkot Smart City. L’intervento, completato nel 2024 per Rajkot Smart City Development Limited, trasforma una depressione naturale preesistente in un’infrastruttura paesaggistica multifunzionale, nella quale la gestione delle acque meteoriche, la rigenerazione ecologica, la mobilità non motorizzata e le attività ricreative concorrono alla costruzione di un nuovo spazio collettivo.
Il progetto, coordinato da Jayesh Hariyani, Saumil Mevada e Rakhi Rupani con Viresha Hariyani e Meet Maradia, assume quindi l’acqua non come semplice elemento scenografico, ma come matrice del disegno urbano e ambientale.
Atal Sarovar, intitolato all’ex primo ministro indiano Atal Bihari Vajpayee, occupa una delle aree naturalmente depresse individuate all’interno del masterplan della Smart City. La strategia complessiva elaborata da INI Design Studio parte proprio da queste preesistenze topografiche, reinterpretandole come nodi di una rete idrologica capace di lavorare alla scala dell’intero insediamento. Atal Sarovar, identificato anche come Lake-1 e collocato nella parte nord del nuovo distretto, raccoglie infatti le acque di un bacino di circa 0,90 km² ed è connesso agli altri due laghi attraverso il sistema di drenaggio delle acque meteoriche. Gli eventuali troppo pieni vengono convogliati verso un canale e successivamente verso la diga di Nyari, costruendo una sequenza idraulica nella quale i diversi bacini non funzionano come episodi isolati ma come componenti di un unico sistema territoriale.

La configurazione del lago deriva da una fase preliminare di indagini ambientali, idrologiche e geotecniche, utilizzate per definire la rimodellazione del fondale, l'incremento della capacità di invaso e il rafforzamento degli argini. Il progetto conserva e accentua le curve del terreno esistente, evitando di sovrapporre al sito una geometria estranea e utilizzando la topografia come dispositivo per regolare il rapporto tra acqua, vegetazione e percorsi. Le sponde sono state consolidate mediante pietrame e geotessili per contrastare i fenomeni erosivi, mentre la modellazione delle scarpate e dei terrazzamenti utilizza pietra di provenienza locale e terre stabilizzate. Questa infrastruttura fisica costituisce la base sulla quale si innesta il sistema paesaggistico e ricreativo.
Il funzionamento idraulico combina due diverse fonti di approvvigionamento. Al deflusso meteorico del bacino naturale si affiancano infatti acque trattate a livello terziario provenienti dal vicino impianto di depurazione, convogliate verso il lago attraverso una rete di drenaggi, condotte interrate e sistemi di pompaggio. La soluzione consente di mantenere la presenza dell’acqua durante l’intero arco dell’anno senza dipendere esclusivamente dalle precipitazioni, contribuendo contemporaneamente alla ricarica delle falde. Fontane di aerazione e colture microbiche concorrono al controllo della qualità dell’acqua, mentre la gestione del rischio idraulico è stata dimensionata assumendo come riferimento un evento di piena con tempo di ritorno di 100 anni, utilizzato per determinare i livelli di massima piena e la capacità delle strutture di scarico.


Accanto all’ingegneria idraulica, il progetto introduce i principi dei Sustainable Drainage Systems - SuDS, attraverso celle di bioritenzione, pavimentazioni permeabili e sistemi destinati a rallentare, filtrare e infiltrare localmente le acque meteoriche. Questi dispositivi imitano, per quanto possibile, i processi propri del ciclo idrologico naturale e riducono la separazione convenzionale tra infrastruttura tecnica e progetto del paesaggio. Le aree umide e la vegetazione contribuiscono al miglioramento della biodiversità, mentre il reticolo blu e verde diventa contemporaneamente supporto per una rete continua di mobilità lenta. Percorsi pedonali e ciclabili seguono il margine del lago e si connettono agli spazi verdi del nuovo distretto, rendendo il sistema dell’acqua parte della struttura di accessibilità della Smart City.
Il bordo del bacino non viene quindi trattato come un semplice limite, ma come una sequenza di spazi pubblici con differenti gradi di prossimità all’acqua. Anfiteatri, prati destinati agli eventi culturali, percorsi naturalistici, aree di sosta e piattaforme panoramiche costruiscono un paesaggio utilizzabile quotidianamente e capace di accogliere attività collettive e programmi stagionali. La composizione alterna geometrie più controllate e tracciati organici, mentre la scelta dei materiali cerca continuità con la componente paesaggistica: pietra locale e terre stabilizzate caratterizzano argini e terrazzamenti, mentre legno riciclato e calcestruzzo sono impiegati per passerelle, deck e punti di osservazione. La durabilità richiesta a uno spazio pubblico sottoposto a un uso intenso viene così combinata con la riduzione dell’impiego di materiali ad alta intensità di risorse.
La dimensione "smart" del progetto si concentra soprattutto sulla gestione nel tempo. Sensori per il monitoraggio in tempo reale della qualità dell’acqua, videosorveglianza, pannelli solari e connessione con il centro di controllo urbano consentono di verificare le prestazioni del sistema e di integrare Atal Sarovar nell’infrastruttura digitale della nuova città. Il paesaggio diventa in questo modo un dispositivo operativo, nel quale reti visibili e invisibili collaborano alla gestione delle condizioni ambientali e alla fruizione dello spazio pubblico.
Il progetto ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Nel 2025 Atal Sarovar è risultato vincitore ai BLT Built Design Awards nella categoria Landscape Architecture - Urban Design ed è stato segnalato tra i Noteworthy Projects dei Construction World Architect and Builder Awards; nel 2026 ha inoltre ottenuto il Green GOOD DESIGN Award. La scheda ufficiale di INI Design Studio registra ulteriori riconoscimenti legati al paesaggio, alla sostenibilità e al progetto urbano, confermando l’attenzione suscitata da un intervento nel quale la qualità dello spazio pubblico deriva direttamente dalla capacità di rendere leggibili e abitabili i processi dell’acqua.

Scheda progetto
Architecture and landscape design: INI Design Studio

Project Mentor/Director: Jayesh Hariyani

Design Director: Saumil Mevada

Project Director: Rakhi Rupani
Senior Architect: Viresha Hariyani

Senior Engineer - Civil: Meet Maradia

Client: Rajkot Smart City Development Limited - RSCDL

Main Contractor: Cube Construction

Roads and Water Infrastructure Collaboration: Multi Media Consultants Pvt. Ltd.

Solid Waste Management Collaboration: Facile Maven Private Ltd.

Photography: Vinay Panjwani

Completion: 2024

Site area: 303,514 m²