Progettato da SkreinStudios a Davos, in Svizzera, per Hub Culture, The Icon è un padiglione temporaneo destinato a ospitare incontri, conferenze e momenti di confronto durante il World Economic Forum. Inserito lungo Symondstrasse, nel paesaggio urbano e alpino della località grigionese, il progetto interpreta l’architettura per eventi come una costruzione durevole nei componenti, pur rimanendo temporanea nell’occupazione del suolo. Il concept è stato sviluppato da Hub Culture con The Visionist Advisers, SkreinStudios e BYLD, mentre la realizzazione ha coinvolto le imprese svizzere Kühni AG e Künzli AG. Completato per la prima volta nel 2025, il padiglione è stato nuovamente assemblato a Davos nel 2026.
The Icon nasce come spazio per il dialogo sui temi della transizione ambientale, della tecnologia e dei nuovi modelli di vita e lavoro. Il programma richiede ambienti sufficientemente flessibili per accogliere riunioni, presentazioni e attività collettive, ma anche una costruzione capace di adattarsi a usi e configurazioni differenti. Il progetto non si presenta quindi come un edificio concluso e legato in modo permanente a un luogo, ma come un’infrastruttura mobile, progettata per essere smontata, trasportata e ricomposta attraverso la ripetizione di unità modulari.
La superficie di circa 180 m² è distribuita su due livelli attorno a un vuoto centrale che organizza le relazioni visive tra gli ambienti. La geometria compatta e avvolgente riprende tridimensionalmente il simbolo circolare di Hub Culture, trasformando l’identità grafica del committente in uno spazio abitabile. Al piano inferiore, una sequenza di elementi strutturali verticali definisce aree aperte e riconfigurabili, mentre il livello superiore si affaccia sullo spazio centrale attraverso un ballatoio. La continuità tra i piani permette di utilizzare il padiglione come un unico ambiente collettivo oppure di articolare attività simultanee in spazi distinti.
Il sistema costruttivo è fondato sulla prefabbricazione in legno e sulla suddivisione dell’edificio in moduli facilmente trasportabili. Struttura, solai, copertura ed elementi di facciata sono concepiti come parti di un insieme reversibile, nel quale le connessioni devono consentire successive operazioni di montaggio e smontaggio senza compromettere l’integrità dei componenti. Questa impostazione estende la vita utile della costruzione oltre la durata del singolo evento e riduce la produzione di rifiuti generalmente associata alle installazioni temporanee.
Il legno di provenienza svizzera costituisce il principale materiale strutturale e di finitura. L’involucro integra isolanti in fibra di legno e sughero, scelti per limitare l’impiego di materiali di origine fossile e contenere le emissioni incorporate. Benché le strutture temporanee non fossero soggette all’obbligo di isolamento previsto per gli edifici permanenti, pareti, copertura e pavimento sono stati coibentati per ridurre la domanda energetica durante il periodo di utilizzo. La ventilazione degli interni avviene naturalmente, senza un sistema meccanico dedicato, contribuendo a limitare i consumi e a mantenere una relazione diretta con le condizioni climatiche esterne.
Le facciate prefabbricate sono rivestite con scandole in legno non trattato, disposte secondo una tecnica riconducibile alla tradizione costruttiva alpina. La tessitura minuta del rivestimento accompagna la curvatura del volume e ne attenua la scala, mentre l’assenza di trattamenti superficiali consente al materiale di modificarsi con l’esposizione agli agenti atmosferici. La progressiva formazione di una patina rende leggibili il tempo e i diversi cicli di utilizzo, evitando che la possibilità di riuso si traduca nell’immagine di un oggetto immutabile.
Anche il rapporto con il terreno risponde al principio di reversibilità. Il padiglione è sostenuto da pali a vite rimovibili, installati senza ricorrere a fondazioni massive in calcestruzzo. Il sistema limita gli scavi, mantiene permeabile il suolo e permette di rimuovere la struttura lasciando sostanzialmente inalterata l’area occupata. La fondazione diventa così parte integrante della strategia circolare, insieme alla prefabbricazione, alla separabilità degli elementi e alla selezione di materiali rinnovabili.
La temporaneità non è quindi affrontata come una riduzione delle prestazioni costruttive, ma come una specifica condizione progettuale. Isolamento dell’involucro, protezione dagli agenti atmosferici, ventilazione naturale e qualità degli spazi interni vengono integrati in un sistema destinato a più cicli di impiego. The Icon propone in questo modo un’alternativa ai padiglioni realizzati per un singolo evento, facendo coincidere l’identità architettonica con la capacità di adattarsi e di essere rimesso in circolo.
Nel 2026 il progetto ha ricevuto il Popular Choice Award degli Architizer A+Awards nella categoria Commercial - Pop-Ups & Temporary, assegnato attraverso il voto del pubblico internazionale. In precedenza aveva ottenuto una menzione d’onore per l’architettura effimera ai Premios COAM 2025 ed era stato selezionato tra i migliori progetti in legno ai Premios AMAD 2026.
Scheda progetto
architects: SkreinStudios
location: Davos, Switzerland
client: Hub Culture Service Ltd
concept and commissioning: Hub Culture
design development: SkreinStudios, The Visionist Advisers, BYLD
construction: Kühni AG, Künzli AG
programme: padiglione temporaneo per incontri, conferenze ed eventi
area: 180 m²
levels: 2
completion: 2025, rimontato nel 2026
materials: legno svizzero, fibra di legno, sughero, scandole in legno non trattato
foundations: pali a vite rimovibili
photography: Beat Bühler Fotografie, Adrian Zaugg, Juan García Muchacho, Massive Media
awards: Architizer A+Awards 2026, Popular Choice Winner, Commercial - Pop-Ups & Temporary; Premios COAM 2025, menzione d’onore, Arquitectura Efímera; Premios AMAD 2026, selezione Best Projects in Timber 2025






