Testo a cura di Davide Cattaneo

CENTRE BUS RATP
Testo a cura di Davide Cattaneo

Località: Thiais (Francia)
Committente:
RATP (Régie Autonome des transports parisiens)
Progettista:
Emmanuel Combarel, Dominique Marrec Architects
(ECDM)
Engineering: Betom-Sit
Imprese di costruzione: Dutheil-Betsinor (prefab.-concrete), Labassetere
(aluminium windows, metalwork)
Data di realizzazione: 27
Giugno 2007
Superficie complessiva: 2450 mq
Costo
Complessivo:
3.540.000 Euro
Fotografie: Benoît
Fougeirol, Philippe Ruault

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ARCHITETTO

Sito e programma funzionale

L'edificio nasce per l'esigenza di RATP, Ente Autonomo di Controllo dei
Trasporti parigini, di realizzare a Thiais un nuovo edificio destinato ad
autisti e al personale amministrativo. Dal nuovo centro, che sostituisce una
struttura obsoleta esistente, si potranno monitorare e controllare tutte le
linee di autobus dell'area sud-est di Parigi. Obiettivo generale di RATP, una
delle più grandi compagnie di trasporto urbano al mondo da sempre
all'avanguardia nelle tecnologie di controllo, era quello di realizzare un
complesso che fosse allo stesso tempo funzionale e innovativo per le attività
che vi si svolgono ma che diventasse trasposizione dell'immagine e della
filosofia della compagnia stessa. Se da un lato è stato infatti necessario
soddisfare precise indicazioni operative per dotare l'edificio dell'area
riservata al monitoraggio, all'amministrazione, alla reception, all'area meeting
ed allo stesso tempo ai servizi per lo  svago, dall'altro il progetto ha
voluto sperimentare nuove e inconsuete relazioni fisiche e sensoriali indagando
le performances elevate di un nuovo materiale, il Ductal®.
Il sito su cui
nasce il progetto si caratterizza per un contesto abbastanza caotico determinato
anche dalla presenza di grandi vie di comunicazione e raccordi stradali, con
strutture ed edifici di tipologia prevalentemente industriale senza particolari
eccellenze e con un non ben definito piano di sviluppo
programmatico.
Localizzato nelle vicinanze dell'aeroporto di Orly, il nuovo
complesso include differenti funzioni riassumibili in tre grandi unità: un
centro di controllo d'avanguardia in grado di monitorare più di trecento
autobus, un'area amministrativa e il deposito degli autoveicoli. Un organismo
vivo e vitale, sempre in movimento, aperto giorno e notte, 24 ore su 24, per
l'attività di manager, impiegati, personale di sevizio e autisti (in media in
una giornata vi transitano circa 800 autisti di bus oltre al personale
amministrativo che gestisce il centro).
Il progetto dello studio ECDM
(Emmanuel Combarel, Dominique Marrec) ha voluto conciliare funzionalità con
integrazione, disegnando un edificio che si insegrasse agevolmente nel contesto
diventando allo stesso tempo un nodo propulsivo di sviluppo urbano, una
struttura moderna e vitale, che con la propria presenza contribuisse a
migliorare un tessuto edilizio privo di grande qualità.

Il progetto

La grande attenzione dei progettisti al contesto e alle limitazioni e
potenzialità che esso può offrire si traduce in una struttura innovativa che
sconvolge l'immagine dell'immenso deposito di autobus esistente. Il nuovo
edificio, articolato su due livelli e caratterizzato dalla pianta quadrata (35 x
35 m), sembra emergere dal terreno senza soluzione di continuità, quasi come
un'asperità avvolta da un asfalto caldo sul quale è rimasto impresso il pattern
delle suole di scarpe di una miriade di viaggiatori che vi transitano. L'idea
progettuale di base prevede la realizzazione di un'unica grande lastra di
cemento, un monolite omogeneo perfettamente in assonanza con il materiale
prevalente dell'area, una sorta un'estensione della rete stradale urbana per una
struttura dall'assoluta aderenza al suolo e al sito. Gli architetti hanno voluto
portare la strada all'interno dell'edificio per dare l'immagine che l'edificio
emerga direttamente da essa; proprio per questo la continuità con il terreno si
risolve in un attacco a terra caratterizzato da un raccordo curvo che accompagna
e mitiga l'angolo retto tra linee orizzontali e verticali.  Il terreno e la
lastra di cemento subiscono quindi una deformazione e una distorsione per
armonizzarsi con il rivestimento dell'edificio realizzato con un  materiale
assolutamente innovativo il Ductal®. Si tratta di un nuovo materiale che
presenta alcune caratteristiche prestazionali ideali per la realizzazione di un
progetto di questo tipo: informalità della struttura, smaterializzazione
dell'involucro, precisione, densità, omogeneità d'aspetto a seconda del stampo
progettato. Più nel dettaglio le sue caratteristiche tecniche consentono di
modellare alla perfezione la continuità tra strada ed edificio, di plasmare il
rivestimento delle facciate, i soffitti sospesi e la terrazza sul tetto senza
alcuna rottura. Viene a crearsi una sorta di pelle che copre l'intera struttura
dell'edificio, quasi a proteggerlo e ad isolarlo dall'esterno, un continum
omogeneo che permette di rivestire qualsiasi geometria proposta.
L'edificio
sviluppa un'immagine enigmatica, sembra non avere ne un inizio nè una fine, una
sorta di mantello senza limiti ben definiti ma che si estende sul terreno come a
coprire una carcassa informe. Non c'è un fronte principale né uno secondario
dell'edificio, ma un'omogeneità e un'unità determinata dalla continuità del
rivestimento e dall'uniformità della tonalità grigia della superficie.
La
pelle, di 3 cm di spessore, presenta una superficie esterna con una trama di
punti in rilievo, come quella degli elementi del LEGO; ogni punto ha un diametro
di 24 mm, un'altezza di 7 mm ed è collocato ad una distanza di 12 mm da quello
adiacente.
All'interno di questa "crosta" fluida e omogenea si aprono i tagli
improvvisi delle finestre e degli ingressi, proprio come se un'incisione di
bisturi avesse chirurgicamente asportato parte del tessuto e aperto una breccia
nel volume attraverso il quale leggere anche lo spessore della
pelle.
Geometria fluida, particolarità estetiche del rivestimento, cromie
accese delle superfici vetrate parzialmente smerigliate (quattro differenti
colori: blu, verde, giallo e arancio), donano lucentezza e brillantezza
all'insieme che si arricchisce di particolari effetti e sfumature generate dai
riflessi argentei dei raggi solari. Una precisa volontà di usare policromie
minimaliste con un forte impatto visivo e una riconosciuta valenza simbolica; i
colori sono infatti una riproduzione degli accesi colori delle insegne
pubbicitarie dei negozi nella vicina area dello shopping. Il colore viene
utilizzato anche per differenziare e riconoscere le varie aree interne.
Le
caratteristiche delle aperture invitano ad entrare nell'edificio, a percorrere i
suoi corridoi illuminati ad areati, guidando il fruitore all'interno fino
all'altro lato della strada. La presenza di patii luminosi e di uffici ben
illuminati rendono l'edificio gradevole sia per chi lo visita, sia per chi ci
lavora.

Ductal®, la "pelle" dell'edificio

Ductal® è un materiale innovativo dalle alte performance, che possiede una
combinazione di caratteristiche prestazionali elevate tra le quali forza,
duttilità e resistenza che lo rendono ideale per infinite applicazioni in campo
architettonico (molte delle quali ancora tutte da scoprire).
Nato dalla
combinazione di una base di cemento composito alla quale vengono aggiunte fibre
metalliche (in acciaio ad alta resistenza, 12 mm di lunghezza e 0,2 mm di
diametro) o biologiche, possiede un apporto tra capacità di subire le
deformazioni e duttilità senza pari. Presenta inoltre una durata notevole grazie
all'elevata resistenza all'abrasione, alla corrosione e alla carbonatazione. La
leggerezza di Ductal® consente di realizzare strutture portanti più leggere e
spessori ridotti con una conseguente riduzione delle spese.
Grazie alle
elevatissime prestazioni meccaniche e di plasticità, la forza del materiale è
due o tre volte superiore rispetto a quella dei calcestruzzi associati, il
materiale si offre ad una vasta gamma di utilizzi.
Nel Centro di Thiais, le
proprietà meccaniche del materiale sono state sfruttate al massimo per
realizzare grandi pannelli di 3 cm di spessore che completano il rivestimento. I
progettisti hanno posto particolare attenzione alle performance dei pannelli e
delle parti da assemblare (in totale 378) ma anche all'uniformità del colore di
ognuno di essi proprio per garantire l'immagine finale prevista. Trattandosi di
un materiale innovativo non erano disponibili molti parametri di riferimento e
livelli comparativi per prestazioni e caratteristiche meccaniche; per questo è
stato necessario un controllo ancora maggiore su ritiro, sulla compatibilità con
gli elementi di fissaggio previsti (sistema di tasselli in acciaio), sul
rendimento in materia di isolamento, condensa, resistenza al fuoco,
impermeabilizzazione.
La tecnica dello stampo in legno rivestito con una
matrice polimerica ha consentito totale controllo sulle operazioni di fusione e
di stripping, anche per la curvatura tridimensionale e contro-curvatura delle
forme. Il colore si è rivelato più difficile da controllare. Nonostante il
controllo assoluto dei pigmenti introdotti nella massa del materiale, ci sono
stati lievi differenze di colore causate dalla variazione di una serie di
parametri tra i quali la temperatura, l'umidità dell'ambiente o il tempo di
asciugatura legata alle dimensioni dei componenti.