Nel porto di Ostenda, in Belgio, OYO Architects insieme a Tractebel ha realizzato l’Elia Service Center, nuova base operativa destinata alle attività offshore di Elia Group, società responsabile della rete di trasmissione elettrica belga. Completato nel 2025, il complesso accosta spazi logistici, officina, magazzino e ambienti di lavoro all’interno di un edificio di 3,773 m² collocato nel punto di contatto tra città, infrastruttura portuale e Mare del Nord. Il progetto nasce da un concorso europeo promosso da Elia e vinto nel 2023 dal raggruppamento OYO-TRACTEBEL, con OYO Architects responsabile dell’architettura e Tractebel dell’ingegneria. 
Il carattere dell’edificio deriva direttamente dal programma e dal paesaggio produttivo che lo circonda. OYO Architects evita una traduzione figurativa dell’universo offshore e lavora piuttosto sulle sue logiche costruttive: strutture ad alte prestazioni, componenti prefabbricati, materiali lasciati leggibili e capacità di operare in condizioni ambientali esposte. Il complesso è organizzato attraverso due elementi nettamente riconoscibili. Alla base si estende il volume orizzontale e massivo del magazzino, mentre sopra di esso si innalza un corpo per uffici con struttura metallica che acquista il carattere di un segnale verticale nel profilo prevalentemente basso del porto. La relazione con le piattaforme offshore nasce soprattutto dall’esposizione della struttura e dalla sovrapposizione dei livelli, piuttosto che da una loro imitazione formale. Il sito ufficiale dello studio sintetizza la composizione come contrapposizione tra un "massive monolith" e un edificio per uffici in acciaio concepito come landmark nel paesaggio portuale. 

Questa distinzione volumetrica corrisponde a una precisa organizzazione funzionale. Il magazzino e l’officina costituiscono il nucleo operativo a diretto contatto con la logistica del porto, mentre il corpo verticale concentra gli ambienti amministrativi e di controllo. Al terzo e quarto livello trovano posto uffici open space, sale riunioni, aree di progetto, postazioni individuali e una control room; gli spazi destinati agli ospiti e la skylounge al quinto piano aprono invece visuali estese sul porto e sul paesaggio offshore. La distribuzione interna cerca di portare la luce naturale in profondità nella pianta e di mantenere un rapporto visivo costante con l’attività portuale, facendo del contesto infrastrutturale una componente dello spazio di lavoro. 
Alla chiarezza distributiva corrisponde una struttura pensata per ridurre gli elementi permanenti e permettere trasformazioni successive. Il magazzino utilizza un telaio industriale in calcestruzzo a grande luce, all’interno del quale il sistema di scaffalature rimane strutturalmente indipendente e può quindi essere modificato senza interferire con l’ossatura principale. Il volume degli uffici adotta invece una struttura prefabbricata in acciaio con solai alveolari, lasciando al nucleo di circolazione in calcestruzzo il ruolo di elemento fisso e di irrigidimento. Il resto dei piani rimane il più possibile libero da vincoli, secondo una logica che OYO Architects definisce di "smart casco", un involucro strutturale razionale predisposto a differenti configurazioni nel tempo. 

Pavimenti sopraelevati e controsoffitti completano questa strategia, consentendo l’accesso alle reti impiantistiche e la loro futura rilocalizzazione senza intervenire sugli elementi portanti. La flessibilità non viene quindi affidata solamente alla pianta aperta, ma coinvolge la relazione tra struttura, distribuzione e impianti, particolarmente significativa per un edificio destinato a un settore tecnologico soggetto a rapidi cambiamenti.
L'involucro distingue con chiarezza le due parti del complesso. Il basamento logistico è rivestito da pannelli sandwich prefabbricati in calcestruzzo, la cui superficie tridimensionale è ottenuta attraverso una lavorazione su letto di sabbia. Il profilo ondulato produce variazioni di luce e ombra durante la giornata e trasferisce sulla facciata un riferimento astratto alle increspature della sabbia e al movimento dell’acqua del Mare del Nord. OYO Architects aveva già evidenziato questo rapporto durante il cantiere, descrivendo il disegno della facciata del magazzino come derivato dalla sabbia modellata e dal moto del mare. Al carattere minerale e compatto di questo volume si contrappone la maggiore leggerezza del corpo superiore, dove la struttura metallica rimane parte dell’espressione architettonica e le passerelle esterne partecipano contemporaneamente alla manutenzione e alla protezione solare. 
Il riferimento al contesto marittimo prosegue negli interni attraverso materiali provenienti, direttamente o indirettamente, dall’ambiente marino. Moquette prodotte con reti da pesca riciclate, pannelli acustici contenenti posidonia, tavolini realizzati con conchiglie e rivestimenti in PET marino riciclato affiancano i materiali più propriamente industriali della struttura. Anche alcuni oggetti vengono sottratti al loro uso originario e trasformati in componenti dell’architettura: vecchie boe marine recuperate diventano corpi illuminanti nell’atrio d’ingresso, attraverso un progetto sviluppato con Re-Volt Lighting, mentre un’ancora collocata nell’area esterna stabilisce un ulteriore rimando all’identità del porto. 
La sostenibilità è affrontata parallelamente attraverso scelte passive, produzione energetica e gestione dell’acqua. La disposizione delle aperture risponde all’orientamento, le passerelle grigliate esterne funzionano anche come schermature solari e la superficie disponibile della copertura è utilizzata per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Le precipitazioni vengono raccolte, temporaneamente trattenute e infiltrate all’interno del lotto mediante una wadi, evitando che la gestione meteorica sia affidata esclusivamente alla rete convenzionale. Il progetto ha ottenuto la certificazione BREEAM "Very Good", con valutazioni relative a efficienza energetica, gestione dell’acqua, scelta dei materiali e qualità ambientale interna. 

Scheda progetto
architects: OYO Architects
engineering and acoustics: Tractebel
location: porto di Ostenda, Belgio
client: Elia Group
area: 3,773 m²
year: 2025
cost: € 10,000,000
certification: BREEAM "Very Good"
landscape design: Buro Groen
construction: Stadsbader Group
furniture: Buro Project, Janssens-Luytten
photography: Johnny Umans