uffici – Una lama rivestita di rame ossidato si inserisce nella Cittadella della Giustizia. Una reinterpretazione della storica "tesa" ottocentesca.

Il nuovo edificio all'angolo di Piazzale Roma appare come un'ombra. Si tratta di un grande volume, da alcune angolazioni addirittura imponente, eppure quasi non si vede: emerge come una lama che si è innestata nel tessuto preesistente.
Il fabbricato fa parte della Città della Giustizia che sarà progressivamente inserita nell'area di circa 50.000 metri quadrati che ha ospitato per due secoli la Manifattura Tabacchi di Venezia. Quando, tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, il Demanio dello Stato decise di cessare l'attività produttiva della Manifattura, il Comune di Venezia ritenne che il luogo fosse adatto per concentrarvi i numerosi uffici giudiziari dislocati in vari palazzi della città.

Il progetto vincitore del concorso internazionale nel 2000 ha proposto la riqualificazione dell'intero complesso, mantenendo gli edifici esistenti e riaprendo le loro corti alla città. Nell'area era disponibile un unico vuoto nel quale è stato localizzato un edificio di nuova costruzione, completato nel 2012: un elemento in grado di ricucire la grande dimensione del parcheggio multipiano esistente con la piccola dimensione di Venezia e in particolare con i corpi più bassi dell'ex Manifattura (le tese ottocentesche).

La cubatura a disposizione è stata sfruttata seguendo una precisa strategia: il volume proposto ha uno scarto dimensionale rispetto alla città, ma, contemporaneamente, si configura come un insieme di dinamiche che confluiscono in quel punto. Lo sbalzo di 5 metri in corrispondenza dell'ingresso stacca la costruzione da terra e crea una zona d'ombra: la porta del complesso accoglie, durante la giornata, i flussi provenienti da Piazzale Roma e dà accesso all'ampio atrio centrale, uno spazio usufruibile dai cittadini e destinato a ospitare esercizi commerciali. Nei piani superiori si sono trasferiti gli uffici dei giudici per le indagini preliminari (Gip) e per le udienze preliminari (Gup) e le aule del tribunale di sorveglianza, ma a queste destinazioni d'uso si affiancano gli spazi dedicati agli impianti tecnologici, suddivisi su due piani. La definizione "infrastruttura abitata" utilizzata dai progettisti è dettata proprio dalla lettura dei flussi che attraversano il fabbricato e dalla commistione tra spazi impiantistici e spazi "abitati".

La tipologia architettonica adottata si fonda sull'archetipo della "tesa" veneziana: la struttura originaria è stata "stirata" in lunghezza e soprattutto in altezza, si è assottigliata fino a diventare un'incisione nel sistema urbano. Grazie a questo, è stato possibile progettare un locale interno a tutta altezza per fronteggiare il volume del parcheggio multipiano.

La reinterpretazione ha riguardato anche la materia: l'edificio è interamente rivestito di rame, il materiale che da sempre a Venezia, usato per il manto di copertura, esprime "l'Istituzione". Inoltre, il rame è preossidato, ovvero è già stata innescata l'azione corrosiva che il tempo farà proseguire: la costruzione restituirà immagini sempre diverse secondo come la sua pelle interagirà con la luce e con le condizioni atmosferiche.

Il linguaggio contemporaneo della "lama ossidata" della Cittadella della Giustizia e la sua capacità di dialogo con il luogo diventano ancora più significativi se si tiene conto che il progetto esecutivo è stato completato nel 2003, ormai dieci anni fa.


scheda progetto

Luogo: Venezia, Italia

Committente: Comune di Venezia

Progettista: C+S Architects - Carlo Cappai, Maria Alessandra Segantini

Collaboratori: Davide Testi, Barbara Acciari, Monica Moro

Progetto strutture: Technimont Spa, Studio Greggio, Progin Spa

Tempi progetto: 1999-2002

Tempi di realizzazione: 2004-2012

Superficie costruita mq: 6,916

Consulenza masterplan: Studio CM, Technimont Spa - Responsabile Unico del Procedimento: Roberto Scibilia (2000-2004); Salvatore Vento (2004-2010); Silvia Loreto (dal 15.02.2010) - Direttore dei Lavori: Gilberto Valle, Studio Valle Progettazioni; Claudio Molin, Comune di Vene-zia; Manuel Cattani, Direttore della Direzione Lavori Pubblici del Comune di Venezia (dal 2010) - Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione: Francesco Popolo - Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione: Nicola Belloni di Polistudio SpA (dal 2010) - Responsabile Procedimento arredi: Andrea Bellotto - Costo: 46 millioni di euro - Awards: Gold Metal of the Italian Architecture - Special Prize 2012 for Client (public)

scheda studio

Studio: C+S Associati

Indirizzo: Piazza San Leonardo 15

Città: 31100 Treviso

Telefono: 0422 591796

Fax: 0422 591796

e-mail: press@cipiuesse.it

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