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Patricia Urquiola firma quest'anno la linea principale della nuova collezione
Bohemian.
Il suo progetto si confronta con il classico "capitonné"
interpretandolo in un modo tutto originale, modernizzandolo, rivoluzionandone il
concetto. Emozionandoci. Urquiola disegna una famiglia di prodotti, divano,
berger, chaise longue, poltrona, pouf, la cui forma sembra "liquida", come se
andasse a sciogliersi sulla struttura creando delle linee irregolari, morbide,
avvolgenti, tonde, quasi casuali, dove il tessuto o la pelle viene fissato alla
scocca con dei bottoni automatici.
Il divano dalla forma di base tradizionale
sembra indossare sulle spalle uno scialle che viene realizzato in tessuto con
lavorazione a capitonné con i bottoni automatici a sottolineare il concetto di
indossare un abito. Sulla seduta vengono sovrapposte una serie di cuscini di
vario tipo, layer di stoffe che alternano tessuti tecnici, misti a fake fur
miscelati con altri ispirati ai tappeti della Mongolia. Ne consegue un prodotto
colto dove la ricerca del rivestimento diventa quasi ossessiva, ricca,
sovrapponendo pelli e materiali diversi, mixando culture e tradizioni, colori e
lavorazione del tessuto. Una sorta di patchwork di lusso che indossato, dona
all'oggetto uno spirito nomade e globale. Molto contemporaneo.
Una lettura
moderna di un classico resa possibile anche grazie alla manualità e al know how
dell'azienda, i cui "sarti" quasi fossero in un grande atelier, riescono ad
utilizzare il tessuto in modo totalmente disinvolto traformandolo di volta in
volta, dandogli vita, assecondando e avverando i desideri dei
designer.
Dall'estro creativo della Urquiola nasce anche la collezione
Tropicalia il cui progetto parte dalla stessa struttura della Antibodi ma si
sviluppa da una lavorazione ad intreccio di fili.
Fanno parte di questa
collezione chair, poltrona, chaise longue, daybed, cocoon.....
Il progetto
prevede una struttura in tubolare di acciaio, dalle forme geometriche e
sfaccettate, impreziosite da un abile lavoro di intreccio di fili che alterna
pieni e vuoti secondo un disegno ben preciso, applicando una cura estrema in
ogni dettaglio. Ogni oggetto della collezione assume una personalità diversa a
seconda del materiale che viene usato. Può essere allegro e giocoso se si usano
fili in polimero termoplastico esente da metalli pesanti e riciclabili in vari
colori, raffinato e prezioso se si usa il cuoio (nella versione da interni),
semplice ed elegante con cordoncini in doppia treccia di poliestere HT
monocromatici o lavorati in due colori. Le versioni colorate prevedono l'uso di
tre fili abbinando colori diversi e creando dei divertenti mix
cromatici.
Il design concettuale di Ron Arad porta i suoi progetti ad
essere sempre una sfida estrema alla materia sia per quanto riguarda l'aspetto
progettuale che quello produttivo.
Il suo nuovo Do Lo Res Sofa unisce e
interseca i mondi dell'arte, del design e della tecnologia. Do Lo Res è un
divano contemporaneo e attualissimo costituito da tanti moduli, dalla forma di
parallelepipedo, di base quadrata, morbidi, di diverse altezze, che affiancati
l'uno all'altro e agganciati ad una pedana, attraverso dei perni di acciaio,
vanno a costruire la sua estetica.
Le altezze dei moduli di base quadrata 21
x 21 cm., vanno gradualmente da un'altezza minima di 27,5 ad una massima di 83
cm. e sono realizzati in poliuretano espanso di diverse densità . In basso più
rigidi per contenere al il perno metallico e nella parte alta più morbidi per
dare comfort alla seduta. Dall'accostamento di tanti moduli, come se fossero dei
pixel si creano infinite figure e innumerevoli composizioni. Un prodotto
apparentemente molto semplice ma che in realtà comporta una grande complessitÃ
costruttiva, strutturale e produttiva.
Ron Arad offre una lettura
contemporanea del design che trasforma il mondo virtuale in mondo reale. Do Lo
Res infatti nasce dal pixel che è il principio vitale del mondo virtuale e
diventa il modulo base attraverso il quale Arad costruisce il suo progetto.