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Autore testo e disegno: Giuseppe Maria Bagnuoli, Carlo Castrogiovanni
Si tratta in genere di soluzioni costruttive diffusesi a partire dai paesi del nord Europa tendenti a ridurre notevolmente lo spessore pieno dei muri in mattoni cercando, contemporaneamente, di conservare i benefici tipici delle murature a consistente massa, quali il buon isolamento termo - acustico, la traspirabilità , la durevolezza, la difesa dalla penetrazione d'acqua, l'inerzia termica, ecc. Il sistema delle murature a doppia parete, con camera d'aria interclusa, è spesso adottato nelle moderne costruzioni con ossatura portante a telaio per la flessibilità di adattamento anche a forme planimetriche complesse. à un tipo di apparecchiatura muraria abbastanza diffuso e presenta alcuni innegabili vantaggi come quello di poter effettuare correttamente il dimensionamento ai fini portanti e quello ai fini isolanti. Per quest'ultimo fine già la semplice intercapedine nello spessore da 4 a 6 cm fornisce un sensibile contributo. Il riempimento dell'intercapedine di spessore determinato con materiali isolanti in grani o in pannelli aumenta a piacimento l'isolamento termico della struttura. Il riempimento dell'intercapedine con un getto di calcestruzzo armato consente di ottenere delle murature armate opportunamente dimensionate. Alla tipologia dei muri a doppia parete appartengono varie soluzioni nelle quali può essere portante, ad esempio, la parete interna o quella esterna, entrambe le pareti o nessuna; inoltre anche i materiali e gli spessori che costituiscono le due pareti possono essere diversi. La soluzione più diffusa nel nostro Paese è quella con muro portante esterno (faccia a vista o più frequentemente intonacata) e parete interna di tavolato. Questa soluzione tuttavia sta lasciando il passo a quella con parete interna di maggiore spessore, più efficiente sotto il profilo igrometrico. Vi sono due tendenze riguardo alle murature in doppia parete: quella che privilegia l'effetto della massa ai fini delle prestazioni termiche e quella che privilegia l'adozione di isolanti puri (da inserire nell'intercapedine) con ciò ricercando il maggiore contenimento, al fine dei costi, delle masse in laterizio (o di altri materiali). La prima tendenza è meglio indicata per zone con forti e apprezzabili escursioni termiche stagionali e soprattutto giornaliere. La seconda tendenza è più adatta per climi caratterizzati da condizioni climatiche stabili e persistenti come nel Nord Europa. Il principio utilizzato in questi particolari tipi di muri si basa sulla realizzazione di uno spazio interno vuoto; questo impedisce l'eventuale passaggio di acqua dalla parete esterna bagnata alla parete interna destinata a rimanere asciutta (naturalmente l'intercapedine deve risultare libera da incrostazioni di malta e detriti che diventerebbero facilmente 'ponti' di trasmissione dell'umidità dalla muratura esterna a quella interna). Per un innalzamento della capacità di isolamento termico dei muri a doppia parete è possibile applicare nell'intercapedine uno strato di materiale altamente isolante che viene posizionato, in genere, sulla parete interna. Tali isolanti devono però presentare caratteristiche non idrofile al fine di evitare l'assorbimento di acqua. Il concetto base è quello di realizzare una muratura formata essenzialmente da due pareti parallele (convenientemente rese solidali fra loro con particolari concatenamenti dei mattoni), separate da una intercapedine d'aria con spessore variabile, ma in genere oscillante fra i 5 e i 10 cm. Misure superiori dell'intercapedine non accrescono anzi semmai peggiorano il potere isolante della 'lama' d'aria in quanto generano, in essa, dei moti convettivi che facilitano la trasmissione del calore da una parete all'altra. E' noto, inoltre, come all'interno dell'intercapedine l'aria possa saturarsi di vapore acqueo che, tendono a condensarsi sulle superfici fredde, può dar luogo alla formazione di gocce che andrebbero ad accumularsi sul fondo dello spazio vuoto; questo è un fenomeno pericoloso da evitare. Si adottano normalmente, al riguardo, particolari accorgimenti. Fra questi, i principali sono: - evacuazione dell'acqua di condensa (o di infiltrazione) attraverso opportuni condotti predisposti nella parte inferiore dell'intercapedine che ne favoriscono l'espulsione direttamente verso l'esterno (ad esempio, giunti verticali lasciati aperti nella parete esterna); - efficace ventilazione dell'intercapedine in modo da assicurare la continua e ciclica essiccazione delle pareti, specialmente di quella esterna.
Da notare, tuttavia, che l'inserimento di isolanti puri in una muratura può dare luogo (specie in determinati climi) ad inconvenienti dal punto di vista dell'umidità e quindi della durabilità degli isolanti stessi. à buona norma, quando la parete esterna ha spessori contenuti o quando le due pareti sono contemporaneamente chiamate a collaborare staticamente, di provvedere a collegamenti mediante graffe metalliche. La soluzione con parete esterna sottile sta diventando frequente nel nostro Paese quando si intende realizzare quest'ultima con elementi 'faccia a vista' in laterizio. Ad esempio possiamo avere muratura doppia di cui portante la parete interna, la parete esterna sottile (laterizio faccia a vista) è collegata a quella interna con graffe; lo strato isolante è aderente alla parete interna perché così risulta protetto dalla eventuale umidità della parete esterna provocata da pioggia battente. Un altro esempio di murature doppie portanti a camera d'aria formate da una parete esterna in mattoni semipieni faccia a vista ad una testa e da una parete interna in blocchi forati pure ad una testa.  Prescrizione tecniche Muratura a cassa vuota con muratura esterna in mattoni pieni e parete interna in forati (8-10). Muratura a cassa vuota eseguita con muratura esterna in mattoni pieni o semipieni multifori ad una testa (spessore cm 12-15) e parete interna di mattoni forati a 6 fori in foglio (spessore cm 8-10) e malta di cemento dosata a q.li 3 di cemento 325. Sono compresi: la formazione delle mazzette e degli sguinci; i collegamenti trasversali; l'incassatura superiore; la formazione degli stipiti e dei parapetti; l'increspatura della parte esterna sul lato interno con malta cementizia. à in oltre compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita.  Muratura a cassa vuota con parete esterna ed interna in forati (12-13). Muratura a cassa vuota eseguita con muratura esterna ed interna di mattoni forati a 6 fori ad una testa (spessore cm 12-13) e malta di cemento dosata a q.li 3 di cemento 325. Sono compresi: la formazione delle mazzette e degli sguinci; i collegamenti trasversali; l'incassatura superiore; la formazione degli stipiti e dei parapetti; l'increspatura della parte esterna sul lato interno con malta cementizia. à in oltre compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita.  Muratura a cassa vuota con parete esterna in mattoni ad una testa e parete interna in forati (12-13). Muratura a cassa vuota eseguita con muratura esterna in mattoni pieni o semipieni multifori ad una testa (spessore cm 12-15) e parete interna di mattoni forati a 6 fori ad una testa (spessore cm 12-13) e malta di cemento dosata a q.li 3 di cemento 325. Sono compresi: la formazione delle mazzette e degli sguinci; i collegamenti trasversali; l'incassatura superiore; la formazione degli stipiti e dei parapetti; l'increspatura della parte esterna sul lato interno con malta cementizia. à in oltre compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita.  Muratura a cassa vuota con muratura esterna in mattoni a due teste ed interna in forati (12-13). Muratura a cassa vuota eseguita con muratura esterna in mattoni pieni o semipieni multifori a due teste e parete interna di mattoni forati a 6 fori (spessore cm 12-13) e malta di cemento dosata a q.li 3 di cemento 325. Sono compresi: la formazione delle mazzette e degli sguinci; i collegamenti trasversali; l'incassatura superiore; la formazione degli stipiti e dei parapetti; l'increspatura della parte esterna sul lato interno con malta cementizia. à in oltre compreso quanto altro occorre per dare l'opera finita.  Fonte testo e disegno: A. Acocella, L'architettura del mattone faccia a vista, Roma 1989.
Fonte foto: C. Latina, Muratura portante in laterizio, Roma 1994.
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