Inserita nel quadro delle azioni finanziate dal PNRR, la nuova Scuola Primaria di Sarezzo si distingue come un esempio emblematico di architettura scolastica contemporanea, capace di dialogare con il contesto circostante attraverso modulazione di luce, volumi e materiali, generando una percezione dinamica dello spazio e definendo la scuola come un vero e proprio paesaggio formale educativo orientato alla sostenibilità. L’intervento, sviluppato da Euro Project srl in collaborazione con ATI Project srl e in costante dialogo con il RUP e l’Amministrazione, si è basato su un processo progettuale condiviso e iterativo, fondato sul confronto continuo tra i soggetti coinvolti, nel rispetto dei tempi e dei costi programmati e con il contributo determinante di imprese esecutrici qualificate e specializzate.

A rendere efficace questo processo esecutivo integrato è stata l’adozione, fin dalle prime fasi, della metodologia BIM, che ha permesso non solo una progettazione interdisciplinare puntuale, ma anche un controllo avanzato nella fase esecutiva, assicurando la coerenza tra progetto e realizzazione e riducendo al minimo i margini di errore. Inoltre l’aggiornamento continuo del modello as-built, durante il cantiere, ha facilitato l’individuazione di interferenze e criticità, migliorando la gestione della sicurezza e la pianificazione delle fasi costruttive che hanno portato alla definizione di un’architettura scolastica capace di superare la rigida sequenza aula-corridoio, proponendo invece una distribuzione fluida, permeabile e aperta alla contaminazione tra ambienti didattici, spazi di relazione e paesaggio esterno.

L’edificio si inserisce così nel tessuto urbano in modo dialogico, riconfigurando i margini del lotto e instaurando relazioni visive e funzionali con il contesto, in particolare con la scuola secondaria antistante, con cui stabilisce una continuità visiva e spaziale attraverso la corte centrale, vero e proprio cardine distributivo e percettivo dell’intero complesso. Questa corte, infatti, non è semplicemente uno spazio aperto: è una soglia attiva, una membrana porosa che connette e struttura, offrendo un’estensione didattica all’aperto e diventando luogo di attraversamento, sosta e apprendimento informale. La composizione architettonica riflette proprio questo linguaggio essenziale, definito da volumi netti e articolati secondo una logica di alternanza tra pieni e trasparenze. Le grandi vetrate, sottolineate da cornici in aggetto, non solo permettono un efficace controllo della luce naturale, ma si configurano come dispositivi didattici, strumenti che orientano lo sguardo e favoriscono il dialogo tra interno ed esterno, stimolando l’attenzione e l’identità di luogo.

Allo stesso modo, la flessibilità interna degli spazi - ottenuta grazie a setti mobili e pareti scorrevoli - consente un uso dinamico e flessibile degli ambienti, dove le aule possono aprirsi o chiudersi a seconda delle attività, trasformandosi in ambienti più ampi per il lavoro collaborativo o in luoghi raccolti per lo studio individuale. In particolare, le quattro aule-laboratorio del primo piano sono progettate per accogliere configurazioni didattiche diverse, promuovendo un apprendimento attivo, multidisciplinare e partecipato, e andando oltre la semplice flessibilità funzionale per configurarsi come una vera ridefinizione del modo di vivere e abitare lo spazio della didattica. Questa logica si ritrova anche nella strategia distributiva articolata su due livelli fuori terra lungo due ali divergenti affacciate sulla corte e ordinate dai quattro vani scala che organizzano i flussi, trasformando l’intero sistema in un dispositivo spaziale in cui anche corridoi e spazi di connessione diventano ambienti abitabili dedicati a socialità, lettura e gioco.
Si precisa inoltre che, per quanto riguarda gli aspetti tecnico-costruttivi, la scelta di adottare pannelli strutturali in CLT e travi in legno lamellare risponde non solo all’esigenza di ottimizzare i tempi e garantire maggiore sicurezza in fase di cantiere, ma anche alla volontà di realizzare un’architettura sostenibile, ad alte prestazioni energetiche e a ridotto impatto ambientale; in tale logica, e per rispondere alle maggiori sollecitazioni localizzate in corrispondenza delle ampie aperture centrali, il sistema in legno è stato integrato con elementi strutturali in acciaio, così da assicurare una maggiore resistenza e flessibilità complessiva. In questo contesto, è stata riservata particolare attenzione al disegno delle fondazioni, risolte mediante una platea continua che risponde alle specifiche condizioni geotecniche del terreno inclinato, assicurando stabilità e uniformità al sistema strutturale.

Un ulteriore elemento fondante dell’intervento riguarda la qualità dell’ambiente interno, affrontata attraverso la selezione di materiali ad alte prestazioni che garantiscono sicurezza, salubrità, comfort acustico e benessere termico, contribuendo in modo integrato alla definizione di uno spazio scolastico protetto e accogliente, in cui le componenti architettoniche, tecnologiche e impiantistiche operano in sinergia per assicurare elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. In continuità con questo approccio, l’edificio, certificato in Classe A4 e conforme ai criteri nZEB, adotta un sistema ad alte prestazioni che integra involucro performante, impianti radianti a bassa entalpia, pompe di calore, illuminazione LED e produzione energetica da fotovoltaico in copertura, affiancati dal recupero delle acque meteoriche e dall’impiego di materiali riciclabili e durevoli; a completare la strategia ambientale concorrono le scelte cromatiche e materiche, come frangisole metallici e superfici chiare, che contribuiscono alla mitigazione dell’isola di calore e al controllo dell’irraggiamento solare, definendo al contempo l’identità architettonica del complesso.

La scuola di Sarezzo, dunque, si configura come un’opera paradigmatica nella trasformazione dell’edilizia scolastica pubblica. Un progetto che sintetizza qualità architettonica, sostenibilità ambientale, efficienza costruttiva e innovazione compositiva, dimostrando come lo spazio didattico possa diventare strumento di apprendimento, motore di comunità e riflesso di una visione evoluta dell’abitare collettivo. La nuova scuola di Sarezzo è, di fatto, un’architettura che educa, non solo per ciò che rappresenta “una Scuola” ma per come si mostra, si compone e si vive. In questo senso, non rappresenta soltanto un edificio ben progettato, ma un dispositivo culturale complesso, in grado di orientare il pensiero, stimolare l’immaginazione e accompagnare le nuove generazioni nella costruzione consapevole del futuro.
Scheda progetto
Committente: Comune di Sarezzo
Appaltatore: Centrale unica di Committenza CUC “Area VastaBrescia” Comune di Sarezzo
Responsabile del Procedimento: ing. Andrea Beltrami
Finanziamento Unione europea - Nextgeneration EU - PNRR M4
Importo lavori: ~8.500.000€
Fine lavori: luglio 2025
Progetto: ATI Project srl (capogruppo); Euro Project Engineering Consulting srl e dott. geol. Alberto Peruzzini
Architettura: ing. arch. Branko Zrnic, arch. Gabriele Zabelli, ing. Giuseppe Garatti
Impianti termomeccanici ed elettrici: ing. Luca Serri, ing. Pierluigi Marchesi
Strutture: ing. arch. Branko Zrnic, ing.Giuseppe Garatti
Sicurezza: ing. Giuseppe Garatti
Antinicendio: ing. Luca Serri, geom. Guido Rossini
Acustica: ing. arch. Branko Zrnic
Geologo: Alberto Peruzzini
Responsabile dell’integrazione delle prestazioni specialistiche: ing. arch. Branko Zrnic
Esecuzione: ATI Project srl; Euro Project Engineering Consulting srl
Direzione lavori: ing. Antonio Bramante
Imprese esecutrici: Pavoni spa, IRI Impianti srl, Elettro 2000 srl, Rubner Holzbau srl
Capacità ricettiva: 625 alunni






