A Sabadell, nell’area metropolitana di Barcellona, JAAS, studio diretto da Josep Maria Julià, Albert Clèries, Jordi Gorgues e Manuel Julià, ha trasformato l’ex fabbrica tessile Sallarès Deu in un campus civico destinato alla formazione, all’innovazione e ai servizi sociali. Il progetto interviene su un complesso industriale costruito nel 1920 da Lluís Muncunill, testimonianza del sistema produttivo che ha definito per oltre un secolo l’identità economica e urbana del Vallès, assumendo la permanenza dell’impianto fabbrile come matrice per l’inserimento delle nuove funzioni.
Acquisito dal Comune di Sabadell nel 2018 e rimasto chiuso per circa due decenni, il recinto occupa un intero isolato del quartiere di Gràcia ed è formato da quattro lunghe navate parallele in muratura di mattoni, separate da cortili e coperte da tetti a doppia falda. Nel tempo, ampliamenti, cambi di proprietà e adattamenti produttivi avevano alterato questa organizzazione, saturando alcuni spazi aperti e nascondendo porzioni delle facciate originarie. JAAS lavora quindi per sottrazione e ricomposizione, recuperando la leggibilità del rapporto tra pieni e vuoti e riportando i cortili al centro del sistema distributivo.
L’intervento, sviluppato su una superficie complessiva di 8,294 m², non assegna al patrimonio industriale il ruolo di involucro immobile, ma lo considera un’infrastruttura capace di sostenere programmi differenti e di modificarsi nel tempo.

Il campus comprende una scuola di formazione gastronomica e per la ristorazione, un centro dedicato alla panificazione, un incubatore per start-up e il Racó Solidari, spazio di supporto sociale. Ogni navata può funzionare autonomamente, con accessi indipendenti dalle strade perimetrali, mentre l’ingresso storico sullo smusso di carrer de Jacint Verdaguer riattiva il passaggio interno come asse comune e dispositivo logistico dell’intero complesso.
Il primo programma attivato è la scuola per la ristorazione, che occupa oltre 2,300 m² e concentra gli ambienti didattici e professionali in una delle costruzioni esistenti. La struttura ospita cinque aule teoriche, laboratori per cucina, pasticceria, catering, degustazione e servizio di sala, una cucina professionale di circa 200 m², spazi di coworking e un’Aula Magna di 123 m². Presentata nel maggio 2026, la scuola costituisce il primo tassello operativo di un processo di riconversione destinato a estendersi progressivamente alle navate adiacenti.
All’interno della navata, le nuove funzioni non sono organizzate attraverso una sequenza convenzionale di partizioni aderenti alla struttura storica. Aule e locali di servizio sono raccolti in un grande elemento autonomo in legno, interpretabile come un mobile architettonico inserito nel volume industriale e mantenuto separato dall’involucro in muratura. Questa distanza rende riconoscibili le diverse fasi costruttive, conserva la continuità spaziale della fabbrica e consente di modificare o rimuovere le aggiunte senza compromettere la materia preesistente. Permanenza dell’edificio e temporalità degli usi vengono così affrontate come condizioni complementari.
Un vestibolo trasversale distribuisce da un lato i laboratori di cucina, dall’altro gli uffici amministrativi e gli spazi per il personale docente, conducendo verso il principale atrio bioclimatico. Qui i padiglioni lignei, il volume originario della navata e la copertura leggera del cortile definiscono un ambiente collettivo intermedio, non completamente interno né esterno, che assorbe le variazioni stagionali e diventa luogo di incontro per studenti, docenti e visitatori. Al piano inferiore, il cortile funziona come pozzo di luce e organizza l’accesso alla sala per eventi, agli spogliatoi e ai laboratori di degustazione e catering, collocati sotto ampie volte ribassate. Il foyer è completato da superfici vegetali e da un orto destinato alla coltivazione di prodotti utilizzabili nelle attività della scuola, collegando direttamente spazio didattico e pratica alimentare.
La trasformazione dei cortili in atri coperti è uno dei passaggi più riconoscibili del progetto. Tra le costruzioni massive in mattoni vengono introdotte strutture leggere, porose e traslucide, assimilabili a serre, la cui geometria rende esplicita l’autonomia delle nuove aggiunte. Il contrasto tra la consistenza minerale delle navate e la leggerezza degli involucri contemporanei non ricerca una contrapposizione formale, ma rende comprensibile il processo di trasformazione e restituisce agli interstizi il ruolo di spazi condivisi, riferimenti distributivi e dispositivi climatici.

Le nuove strutture interne sono realizzate in legno massiccio e pannelli di legno lamellare a strati incrociati CLT, secondo un sistema prefabbricato che riduce le lavorazioni in opera e permette il completo disassemblaggio dei componenti. La reversibilità costruttiva non riguarda quindi soltanto la possibilità di cambiare la distribuzione, ma investe l’intero ciclo di vita degli elementi aggiunti, che possono essere rimossi e riutilizzati lasciando sostanzialmente intatta la struttura storica. Il legno assume inoltre un ruolo percettivo preciso, distinguendosi dalle murature esistenti senza interrompere la continuità del grande spazio industriale.
Gli atri contribuiscono alla regolazione ambientale attraverso un funzionamento prevalentemente passivo. Nei mesi freddi gli involucri trasparenti accumulano la radiazione solare e preriscaldano l’aria esterna prima della sua immissione negli ambienti serviti, limitando il salto termico richiesto agli impianti. Durante la stagione calda, le aperture favoriscono invece la ventilazione naturale e la dissipazione del calore, sfruttando l’inerzia delle murature in mattoni e dei volumi interrati. La concentrazione delle attività negli elementi lignei consente inoltre di climatizzare solo gli spazi che richiedono condizioni controllate, evitando di trattare uniformemente l’intero volume delle navate.
Il recupero di Sallarès Deu costruisce così una continuità operativa con il passato industriale di Sabadell: l’ordine delle navate, dei cortili e del passaggio centrale rimane riconoscibile, mentre i nuovi elementi dichiarano la propria natura temporanea e modificabile.

Scheda progetto
Progetto: Sallarès Deu
Localizzazione: Sabadell, Spain
Architetti: JAAS
Autori: Josep M. Julià, Albert Clèries, Jordi Gorgues, Manuel Julià
Team di progetto: Gil Roca, Tiaré Gàlvez, Rut Cabrero, Meritxell Padrós
Architettura tecnica: Mor Arquitectura Tècnica SLP
Impianti e sostenibilità: Joan A. Gonzàlez Gou
Strutture: Jordi Oliveras Reder
Committente: Sabadell City Council
Progetto: 2020-2021
Costruzione: 2022-2025
Superficie: 8,294 m²
Fotografie: Adrià Goula