VELUXlab, il laboratorio nato dalla collaborazione tra VELUX e il Politecnico di Milano, festeggia quindici anni di attività. Nelle scorse settimane è stato siglato il rinnovo dell’accordo per altri cinque anni, confermando la volontà di proseguire e sviluppare una collaborazione che unisce ricerca, innovazione e sperimentazione nel campo della sostenibilità edilizia. Situato nel Campus Bovisa, VELUXlab è stato il primo edificio italiano "Nearly Zero Energy" realizzato all’interno di un campus universitario e la prima Active House certificata con label as-built in Italia.

“Nella missione fondamentale di un Ateneo - che si esprime attraverso la didattica, la ricerca e il trasferimento delle conoscenze alla società - l’istituzione, il consolidamento e la gestione di un laboratorio come il VELUXlab rappresentano una risorsa culturale, sociale e imprenditoriale di straordinario valore”, ha commentato Emilio Faroldi, Prorettore Vicario e Delegato della Rettrice allo Sviluppo e alla valorizzazione degli spazi del Politecnico di Milano. “Nei suoi 15 anni di attività, il Laboratorio ha saputo interpretare con sensibilità e lungimiranza le profonde trasformazioni del mondo della produzione edilizia, offrendo uno spazio nel quale ricerca, innovazione e formazione potessero incontrarsi e alimentarsi reciprocamente. Le attività svolte costituiscono oggi un patrimonio condiviso per il nostro Ateneo, per l’intera comunità politecnica e per tutti gli interlocutori che, a vario titolo, operano nel settore delle costruzioni. Il VELUXlab ha avuto il merito di fondere saperi, sperimentazione e confronto con il mondo produttivo in un unicum fisico e immateriale di grande originalità, avanzato sul piano metodologico e culturalmente generativo. Un ringraziamento particolare va al professor Marco Imperadori, che ha ideato, coordinato e animato con passione questo straordinario laboratorio: un autentico luogo di ricerca e di dialogo, capace di mettere in scena, con rigore e visione, le sfide contemporanee dell’architettura e dell’edilizia”.

Per un’azienda, investire in progetti che mettono in relazione ricerca, innovazione e mondo accademico significa costruire oggi le competenze e le idee che contribuiranno a definire il futuro. VELUXlab rappresenta in questo senso uno spazio di confronto concreto tra industria, università e giovani ricercatori, dove sperimentare nuove soluzioni e sviluppare conoscenze nel campo della sostenibilità, dell’efficienza energetica e della qualità degli ambienti.

“Quindici anni sono volati, e guardando oggi a VELUXlab colpisce soprattutto la lungimiranza dell’idea che lo ha fatto nascere”, ha affermato Marco Soravia, Amministratore Delegato di VELUX Italia. “Un’intuizione che il professor Marco Imperadori ha saputo trasformare, insieme al Politecnico di Milano e a VELUX, in un luogo concreto di incontro tra ricerca, formazione, sperimentazione e industria. Allora alcune delle soluzioni e dei temi affrontati potevano sembrare quasi visionari; oggi la luce naturale, l’efficienza energetica, le alte prestazioni degli edifici e l’integrazione delle nuove tecnologie sono diventati elementi centrali dell’architettura contemporanea. Il laboratorio ha continuato costantemente a evolvere nel tempo, mantenendo vivo quello spirito iniziale e creando occasioni di confronto tra università, imprese e nuove generazioni di progettisti e ricercatori. Credo che il valore più bello di questa storia sia proprio questo: aver avuto il coraggio di anticipare il futuro e continuare, insieme, a immaginarlo, sperimentarlo e costruirlo”.

Il VELUXlab è diretto dal Prof. Marco Imperadori che nell’occasione ha dichiarato: “15 anni di collaborazione tra Politecnico e VELUX in questo laboratorio sono per me, che lo dirigo sin dall’inizio, letteralmente volati. Il merito è che il nostro è uno spazio vivo e attivo, in continua evoluzione grazie a esperimenti interni ed esterni di ogni tipo, sempre rivolti all’innovazione. Se poi penso a quanti giovani ricercatori, tesisti e dottorandi da tutto il mondo sono passati e hanno lasciato il loro contributo, mi posso ritenere fortunato. Molti di loro hanno fatto carriera in prestigiose università nel mondo e continuano a collaborare e stimolare l’attività del laboratorio. Ringrazio chi ha sempre creduto in questa sinergia tra mondo accademico e industria delle costruzioni, perché la sinergia positiva e la crescita scientifica sono evidenti quando si instaurano relazioni virtuose e indipendenti come quelle di VELUXlab”.

Oggi VELUXlab è un laboratorio aperto con una forte vocazione internazionale; vanta partnership attive con prestigiosi atenei ed enti di ricerca tra cui: Tokyo University, SUPSI Lugano, Kyoto University, Keio University, RWTH Aachen University, Stanford University, Harbin Institute of Technology, Shenzhen University, Università Ca' Foscari Venezia, Università degli Studi dell'Aquila, Università degli Studi di Brescia, University of Sydney e Buro Happold Saudi Arabia.

Sul fronte della didattica, sono previsti cinque tra corsi e workshop di architettura e ingegneria edile che coinvolgono gruppi da 25 a 80 studenti, tra cui il Building Workshop di Renzo Piano.

Per festeggiare l’anniversario, Guido Scarabottolo, illustratore e grafico tra i più influenti nel panorama italiano, ha realizzato un’opera su una parete del laboratorio, opera che si distingue per il segno grafico essenziale e poetico, capace di interpretare il dialogo tra la struttura architettonica e gli elementi naturali.

Le vernici con cui è stata realizzata l'opera, della linea Dryonic, sono nanotecnologiche e autopulenti, fornite da Sto. L'azienda, partner del VELUXlab, opera da oltre 70 anni nel campo dell'isolamento termico, delle facciate e delle finiture, e può contare su oltre 200 brevetti registrati. In occasione di questo importante anniversario l’arch. Mario Cucinella ha tenuto nell’Aula Magna del Politecnico la lectio magistralis dal titolo “Lightness”. Fondatore e Direttore Creativo di MCA - Mario Cucinella Architects e di SOS - School of Sustainability, Cucinella, durante la lectio, ha esplorato il concetto della luce non come un semplice elemento decorativo o accessorio ma un vero e proprio materiale con cui modellare lo spazio, per andare incontro a un modo di progettare che sia in armonia con la natura e non contro di essa. Aver forzato negli ultimi cento anni la ricerca in architettura di una perfezione della temperatura e della luce è contro la stessa natura adattiva dell’uomo, che ha bisogno di variabilità: il passaggio delle nuvole, l'ombra che si muove, la luce del sole che cambia durante il giorno.