Nel paesaggio agricolo dell’Alt Empordà, nel piccolo centro di Vilamacolum, Casa al Pradet nasce come abitazione privata progettata da Clara Crous Fort per la propria famiglia: un intervento che intreccia dimensione domestica, autocostruzione e cultura materiale locale, dando forma a un’architettura profondamente radicata nel territorio.
Il progetto si sviluppa su un lotto triangolare ai margini del tessuto urbano, in continuità con il paesaggio agricolo circostante. Fin dalle fasi iniziali, la casa è concepita come processo integrato tra progetto e costruzione, grazie anche alle competenze tecniche e alle risorse disponibili in ambito locale. Il cantiere segue i ritmi della campagna: l’avvio dei lavori coincide con la fine del raccolto del mais, trasformando una condizione contingente in principio progettuale che lega tempo della costruzione e cicli naturali.
L’organismo edilizio è definito da una struttura leggera in legno prefabbricato, da cui si sviluppa una composizione di volumi articolati per altezze e geometrie. Questa configurazione richiama le addizioni progressive tipiche delle architetture rurali catalane, reinterpretando in chiave contemporanea il modello delle masías. L’edificio è sollevato di 1,2 metri rispetto al terreno per rispondere alle condizioni idrauliche del sito e per proteggersi dai venti dominanti, mentre la disposizione sfalsata dei corpi costruiti asseconda la geometria del lotto e rafforza l’integrazione paesaggistica.
La scelta dei materiali riflette un approccio fortemente contestuale: sughero, calce, adobe, ceramiche artigianali e pavimentazioni tradizionali definiscono un linguaggio costruttivo essenziale e materico. All’interno, il legno assume un ruolo centrale, configurando sia la struttura sia gli arredi su misura e generando un ambiente continuo e caldo.
Accanto a queste soluzioni, il progetto integra sistemi contemporanei che migliorano le prestazioni dell’edificio: le persiane, reinterpretazione delle tradizionali chiusure catalane, sono motorizzate e gestite da un sistema intelligente che ne regola l’apertura in funzione dell’irraggiamento solare e del vento. All’esterno, un sistema drenante in ghiaia ceramica contribuisce alla gestione delle acque, completando un approccio progettuale in cui ogni scelta nasce dall’equilibrio tra sapere costruttivo e innovazione tecnica.
Casa al Pradet si configura così come un esempio di architettura domestica contemporanea capace di coniugare autocostruzione, sostenibilità e tradizione locale. Più che un semplice edificio, il progetto rappresenta un processo condiviso e radicato, in cui spazio, materia e tempo restituiscono un’interpretazione autentica dell’abitare mediterraneo.
Crediti
Progetto: Casa al Pradet
Studio: Clara Crous Arquitectura
Architetto: Clara Crous Fort
Luogo: Vilamacolum
Anno progetto: 2020–2023
Completamento: 2024
Superficie lorda: 235 m²
Committente: Clara Crous Fort, Carles Torracabota Bosch
Team di progetto: Jordi Collell Puig, Amanda Soler Vela
Fotografie: Montse Capdevila





