Il progetto per il nuovo centro direzionale della Banca di Credito Cooperativo Prealpi, sita a Tarzo (TV) è stato realizzato da Artufficio. Quasi 4.000 metri quadri di uffici, un auditorium, indipendente dal resto dell’edificio, da 380 posti, impianti fotovoltaico e geotermico, capaci di produrre più della metà del fabbisogno termico, per riscaldamento e condizionamento. Il fabbricato è composto di due piani interrati (dove trovano posto autorimesse, deposito e archivio), un piano terra, un primo e un secondo piano riservati all’operatività e un terzo piano direzionale che ospiterà la sala riservata al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, oltre che Presidenza e Direzione. S’individuano 4 blocchi architettonici perfettamente integrati in una struttura unica:
blocco uffici: un volume unico irregolare e spigoloso che alterna dinamicamente pieni a vuoti;
torre centrale: blocco cilindrico dedicato alla reception e agli uffici dirigenziali, caratterizzato da una lingua di vetro che scende dal lucernario in cima, dove si trova la Sala del Consiglio di amministrazione, fino alla corona circolare in vetro che costituisce la reception. Lo stesso gioco di trasparenze è ripreso, all’interno, dalla colonna dell’ascensore che attraversa i piani della Torre realizzata ad hoc con lastre di vetro curvo.
auditorium: un volume più basso penetra all’interno della torre e costituisce, di fatto, un blocco a se stante, con ingresso e servizi separati. All’interno una serie di sedute meccanizzate a scomparsa nel pavimento e pareti divisorie motorizzate che permettono un utilizzo multiplo dello spazio.
la piazza: la struttura si apre in una sorta di “C” che accoglie un giardino a zone che a sua volta si apre in una piazzetta rialzata con sedute di forma organica.
Queste due ultime zone hanno un’importanza particolare, non solo per il complesso edilizio della banca, ma per il territorio entro cui la banca è inserita. La piazza e l’Auditorum saranno, infatti, a disposizione gratuita della comunità.

Illuminare spazi con funzioni così diverse tra loro, ha portato a pensare alla “luce” in maniera completa e ad utilizzare soluzioni techiche e decorative per risolvere le varie problematiche illuminotecniche. La scelta dei prodotti è stata dettata anche in funzione di poter sviluppare un progetto d’illuminazione che s’integrasse totalmente a quello architettonico. Il risultato è variegato ma armonico.
Si parte dalla Reception a doppia altezza dominata da una composizione di Hope (Luceplan) che, oltre ad arricchire lo spazio, valorizza i concetti architettonici di trasparenza dell’esterno e del vano ascensore, che si staglia sul fondo del prospetto d’ingresso. Linguaggio diverso utilizzato per il banco d’accoglienza che ospita, sulla colonna attorno alla quale sviluppa, una serie di D7 (Luceplan) disposte in maniera radiale, e che garantiscono una concentrazione luminosa sul piano. Intorno alla corona circolare che avvolge la zona, una serie di e04 ceiling (Luceplan) che ospitano sorgenti LED. Questo apparecchio diventerà il light motive del progetto “Torre” nelle zone comuni e di passaggio: la finitura lucida si sposa con la brillantezza degli acciai lucidi dell’ascensore e di alcuni dettagli delle finiture, riprende a livello formale il disegno della torre stessa, a livello illuminotecnico il senso di caduta di luce naturale calda che dal lucernario centrale investe tutta la torre dall’alto verso il basso.
In contrasto formale i prodotti installati nelle zone degli uffici del primo blocco. Dove l’architettura diventa più spigolosa, i corpi illuminanti assumono geometrie più asciutte e poligonali.
Qui troviamo più scenari luminosi che possano garantire il massimo del confort visivo. Tutt’intorno, sulle armadiature, luce d’accento, grazie all’uso di e01 Square (Luceplan) con sorgente LED. Le scrivanie sono tutte equipaggiate con lampade Bap Led (Luceplan) che oltre all’alta efficienza, una distribuzione luminosa perfetta per il lavoro con videoterminale, una forma pulita e razionale, garantiscono anche il minor ingombro possibile sulla scrivania grazie all’attacco a morsetto di cui sono provviste.
I corridoi sono scanditi ritmicamente da coppie d’incassi e01 Square e plafoni e11 (Luceplan) con lampade a LED. Ne deriva un effetto geometrico di forme che compaiono e sembrano poi affogare nei volumi creati dai soffitti più bassi, riprendendo così le serigrafie realizzate sui vetri che dividono dagli uffici.
Nell’ultimo piano della Torre i corpi illuminanti sembrano scomparire per dare visibilità al solo effetto luminoso. Gli unici oggetti che incontriamo sono applique Hope (Luceplan) sapientemente installate su pareti di vetro e nella Sala del Consiglio, così da enfatizzare i giochi di trasparenza e brillantezza. Gli uffici dirigenziali si distinguono per la ricchezza delle finiture lucide degli E07 (Luceplan). Dall’ufficio del presidente, come uno studio domestico, sparisce ogni sospensione: due Carrara (Luceplan) illuminano il soffitto facendo cadere una luce morbida sulla scrivania, poi accentuata dalla Ottowatt (Luceplan); mentre sul tavolino laterale cade da una lato una Lady Costanza (Luceplan).
Di notte dall’esterno tutti in piani illuminati dall’interno, fanno vivere i vuoti architettonici e tutte le trasparenze s’illuminano. La piazza s’illumina con livelli tenui, mai esagerati (rispettando le norme contro l’inquinamento luminoso che danneggerebbe l’attività del vicino osservatorio astronomico). Un accenno di luce degli Sky (Luceplan) disegna il perimetro delle aiuole. Una piazza pubblica che sembra illuminata come un giardino domestico.